21febbraio

Caravan Edizioni: intervista a Serena Magi e Mauro Maraschi

L’Agenzia letteraria Studio Garamond propone l’intervista a Serena Magi e Mauro Maraschi della casa editrice Caravan Edizioni, nata a Roma nel 2010 per esplorare le tematiche del viaggio e dell’identità culturale. A metà del 2013 cambia redazione ma non intenti: dar voce ad autori considerati classici nel proprio paese e da noi inediti (collana “Zeppelin”), promuovere autori contemporanei affermati o esordienti provenienti dall’America del Sud, dall’Africa e dall’Est Europa (collana “Bagaglio a mano”) e mantenere acceso il dibattito sui diritti umani (collana “Segnavia”). In questo percorso, Caravan fa dell’eco-sostenibilità una caratteristica imprescindibile, anche attraverso l’utilizzo esclusivo di carta riciclata certificata. Letteralmente tascabili (12×16,8), i nostri libri entrano in qualsiasi valigia e sono ideali per accompagnarvi ovunque: provateli, sono degli ottimi compagni di viaggio.

Come nasce la voglia di fare l’editore e com’è strutturato il vostro lavoro in redazione? Qual è la giornata tipo?
“Per quanto riguarda piccole realtà editoriali, come nel caso di Caravan, l’intento è spesso quello di coprire nicchie specifiche o lacune eclatanti, lavorando con un’attitudine e delle tempistiche che non sono concesse a chi deve inseguire numeri più grossi. Le piccole case editrici indipendenti hanno il privilegio di poter trattare ogni uscita come un libro unico, di non considerarlo fuori gioco quando lo richiederebbe la filiera e di inserire un autore nel catalogo solo quando vi è in totale armonia. In compenso la nostra giornata tipo è alquanto densa, anche perché siamo in due a fare tutto, il che significa compenetrazione di lavoro intellettuale, redazionale, amministrativo e comunicativo, il tutto diviso due.”

La filosofia editoriale legata alle vostre collane ha mantenuto la sua idea originale o si è modificata nel tempo, adeguandosi al mercato?
“Se Caravan sta mutando non è dipeso dal mercato. O meglio: ogni casa editrice, minuscola o grande che sia, è principalmente un’impresa economica, e deve tener conto del mercato e delle vendite; noi, però, ci muoviamo ancora in una zona che ci permette totale libertà. In questi quattro anni abbiamo semplicemente aggiustato il tiro.”

Quali sono i compiti e le competenze principali di un editore?
“Credere in ciò che pubblica, pubblicarlo al meglio, ovvero con massima cura nella correzione di bozze, nell’editing, nella traduzione, nella revisione della traduzione, nell’impaginazione, nella grafica e in ogni dettaglio.”

Cosa rappresenta, per voi, l’editoria?
“Un mondo affascinante, complesso e sopravvalutato. È, come già detto, un mercato, ma tratta un oggetto che non è semplicemente un prodotto commerciale. Questo dualismo crea non pochi problemi, in particolare con la quantificazione del valore del lavoro editoriale. Ma il vero problema è che l’editoria (almeno quella italiana) è intasata dalla sovrapproduzione e da progetti che non tengono conto della bassa domanda.”

Autore e libro ideale?
“Una parte di Caravan le risponde Bernhard, e il suo Correzioni, o più recente il Limonov di Carrère, ma anche, tra i giovani italiani, il Giordano Tedoldi de I segnalati; l’altra parte di Caravan dice Grande sertão di João Guimarães Rosa, La piazza del Diamante di Mercè Rodoreda e La colazione dei campioni di Kurt Vonnegut.”

Argomento distribuzione. La vostra casa editrice come affronta la promozione e la diffusione del catalogo?
“Siamo distribuiti nazionalmente da NdA e gestiamo una serie di rapporti diretti di conto vendita con alcune librerie indipendenti, principalmente sul territorio del Lazio.”

C’è qualche storia che ancora non è stata raccontata che vorrebbe pubblicare?
“Una parte di Caravan le risponde: sì, una in particolare, ma se dico qual è me la rubano; l’altra parte di Caravan è d’accordo con la prima.”

Quali caratteristiche deve avere il volume affinché possa ritagliarsi nel mercato uno spazio adeguato?
“Stando alla “teoria della coda lunga” di Anderson, qualsiasi opera scritta, figurativa o musicale ha una sua fetta di mercato. Si va dal totale di parenti e amici dell’autore, ma questo estremo personalmente non ci interessa, alla totalità dei fruitori di quel determinato prodotto: è sufficiente decidere a priori a chi ci si rivolge, e quanto è ampio e specifico questo pubblico, e farsi due conti per capire se conviene investire su quella proposta. Capita anche però di azzardare, e lì può succedere di tutto, ma può succedere di tutto, persino un flop totale, anche quando hai preventivato ogni cosa.

Quali sono i limiti e le potenzialità di una casa editrice indipendente?
“Purtroppo i fattori qualitativo ed economico sono inscindibili: se alcuni autori sono molto quotati nel 50% dei casi è perché se lo meritano, e allora lievitano gli anticipi e puoi solo sognarti di ospitare quell’autore nel tuo catalogo. Ma è una questione di compromessi, non c’è nulla di male. Altro limite è la minore visibilità in libreria e la minore esposizione mediatica rispetto ai grandi gruppi editoriali, ma anche lì, è tutto relativamente proporzionale alle dimensioni e al ruolo occupati nel mercato.”

Cartaceo e/o e-Book: qual è la posizione della casa editrice?
“Cartaceo e e-Book sono due supporti diversi, non necessariamente in competizione. Convivono già ottimamente. C’è chi ama l’uno, c’è chi ama l’altro. Certo che “l’equilibrio” tra i due supporti deve ancora trovare il suo baricentro. Nel frattempo su BookRepublic e altrove si possono trovare i nostri e-Book.”

Quali sono le novità e i progetti in arrivo?
“Siamo pieni di novità. Innanzitutto il nostro piano editoriale annuale, che finora è stato piuttosto snello, si irrobustirà esponenzialmente in termini di numero di uscite. Poi, oltre a seguire la linea dello scouting di giovanissimi autori sudamericani, ci stiamo aprendo all’Est Europa e agli emergenti italiani. Terza branca della casa editrice, la saggistica, al momento specializzata in diritti delle donne, ma pronta ad affrontare panoramiche più ampie.”

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