19novembre

Consigli di lettura/11

  • Scritto da: Studio Garamond
  • Commenti: 0

Quattro volumi suggeriti da Studio Garamond: il ritratto di un editore di successo, “i padroni del mondo” descritti da un bravo giornalista, un romanzo che guarda lontano e un libro dedicato a una figura di donna inquieta.

Alice Di Stefano

Publisher

Fazi 2013, pp. 348, 16,00 euro

Una bio – fiction umoristica con protagonista l’editore Elido Fazi marito dell’autrice, che qui si rivela bravissima nell’orchestrare un personaggio e il mondo editoriale che gli gira intorno. Non un romanzo di gossip letterario ma la storia di un amore intrecciata attraverso notizie curiose e continui flashback alla carriera di un Publisher il quale partito da un paesino nelle Marche, dopo una fase di apprendistato a Manchester e poi a Londra, diventerà in poco tempo il protagonista di una parabola ascendente e fortunata con la fondazione di ben due società tra cui la nota casa editrice. Quasi cinquant’anni di storia italiana dalla ricostruzione al boom economico, fino alla crisi attuale, “a metà strada, gli anni Novanta, anni che coincidono con un momento particolarmente creativo per l’editoria, qui descritta con gli occhi naive di chi, come me, ci si è affacciata relativamente da poco” dichiara l’autrice. “Non avevo mai pensato di scrivere un romanzo. Poi, osservando da vicino mio marito (professione editore), uomo particolarmente esuberante, volitivo, dalle energie inesauribili e anche molto buffo, è nata quasi spontanea in me l’idea di farne un personaggio cercando di renderne su carta le ‘imprese’”.

***

Luca Ciarroca

I padroni del mondo. Come la cupola della finanza mondiale decide il destino dei governi e delle popolazioni.

Chiarelettere 2013, pp. 256, 13,90 euro

In questo volume edito nella collana Principio Attivo lo scrittore/giornalista che ha vissuto e lavorato molti anni a New York, dove nel 1999 ha fondato il sito indipendente di economia, finanza, politica e news Wall Street Italia, ci parla di un club esclusivo di poche migliaia di persone, non elette democraticamente, in grado di manipolare i mercati finanziari e di imporsi sulla politica e sugli Stati, che decide i destini di intere popolazioni. Chi sono, come agiscono e quali obiettivi hanno i banchieri – i famigerati bankster – che guidano i giochi delle banche centrali e vivono sulle spalle della classe media e dei ceti più poveri? Il libro di Ciarrocca riesce a mappare il genoma della finanza mondiale attraverso la rete di società finanziarie e industriali che, di fatto, controllano l’economia mondiale, e ne denuncia la pericolosità. Ecco come grandi istituti commerciali azionisti delle banche centrali, innanzitutto Federal Reserve e Bce, riescono a veicolare le informazioni e tirare le fila del capitalismo mondiale. Il prezzo di materie prime, azioni, obbligazioni, valute, non è frutto di una contrattazione libera, quella è solo una messa in scena. La realtà è ben diversa… come uscirne? La proposta c’è e l’autore la illustra.

***

Madeleine Thien

L’eco della città vuota

66thand2nd 2013, pp. 240, 16,00 euro

“La pacata eleganza della scrittura della Thien rende intensa e toccante una storia incredibilmente brutale” ha scritto The Times riferendosi al romanzo dell’autrice nata a Vancouver nel 1974 da madre originaria di Hong Kong e padre cino-malese. Janie ha lasciato la Cambogia a undici anni e in Canada ad attenderla c’è il suo futuro: l’adolescenza con la madre adottiva, gli studi di Elettrofisiologia e poi l’incontro con Navin, il marito, e la nascita di Kiri. I genitori e Sopham, il fratello minore, li ha seppelliti insieme alla sua vecchia identità, la bambina che i khmer rossi chiamavano Mei. E con loro Phnom Penh, con i suoi templi luccicanti, una città vuota dopo il 17 aprile 1975, congelata nel tempo dall’assenza di vita; i campi di lavoro, dove l’Angkar li aveva confinati privandoli anche dell’identità; l’interminabile traversata via mare verso la Malesia e l’istante fatale in cui la sua mano ha lasciato quella di Sopham, per sempre. Ma le innumerevoli anime che un uomo si porta dentro, il pralung, talvolta possono rientrare da una finestra aperta, possono essere restituite al legittimo proprietario, e quando Hiroji – il collega, l’amico – le chiede di aiutarlo a ritrovare James, il fratello scomparso in Indocina mentre infuriava la guerra, per Janie arriva il momento di riappropriarsi di una parte di sé. La Cambogia – terra di una bellezza violenta, amara – è il punto di partenza e di arrivo, il crocevia, dove vanno a confluire i destini dei protagonisti in un viaggio a ritroso nella memoria, personale o collettiva.

***

Enza Buono

La nostra ultima estate

Giulio Perrone Editore 2013, pp. 170, 13,00 euro

Zaira ha i sensi all’erta: nessun dettaglio le sfugge; osserva e annota ogni cosa, raccoglie odori, sapori, tracce di esistenza. Tutti la vedono calma e coraggiosa, ma dentro lei si sente “naufraga in acque tempestose”. Le sue radici sono africane: la sua storia comincia in Etiopia, con un padre di cui sa troppo poco – misterioso, quasi invisibile – e una madre che non si lascia mai scoraggiare. L’infanzia e l’adolescenza di Zaira sono invece italiane: la seconda vita è qui e qui sono gli anni di scuola, le prime, faticose amicizie, i passi incerti in una terra di sorprese e di feroci diffidenze. “Se esistono gli extracomunitari, chi sono i comunitari?” si domanda Zaira. La risposta è muta; è nel conquistare giorno per giorno – con la tenacia ereditata da sua madre – niente più che lo spazio per esserci e parlare, lavorare, innamorarsi. Lo spazio che chiamiamo identità. Zaira racconta questo cammino accidentato all’amica Marcella: lo fa con la fiducia e lo slancio di un sodalizio femminile, molto più che semplice solidarietà. La malattia della madre, una gravidanza imprevista, l’ostilità di un uomo, le ferite del razzismo – nella vita di Zaira. E in quella di Marcella, in apparenza più quieta, i sogni di fuga, la nostalgia per Bari e per il mare, la fatica di tenere insieme una famiglia senza rinunciare a se stessa. La scrittrice nata a Noto, vive a Bari.

Articolo a firma di Alessandra Stoppini

Comments (0)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>