05maggio

Consigli di lettura/18

Ecco cosa ci propone in libreria il mese di maggio: la storia di due destini incrociati in una terra di conflitti, i racconti polizieschi di un grande autore inglese, un libro duro, lucido e spietato su un dramma attuale, il romanzo del Premio Nobel per la Letteratura e la biografia di un’antesignana del femminismo.

Emma McEvoy

Nella terra di nessuno

Nutrimenti 2014, pp. 232, 16,00 euro

Avi sta scontando in una prigione nel deserto del Negev il suo rifiuto a svolgere il servizio militare. Nel silenzio della cella, durante le notti insonni, Avi scrive al suo amico Saleem, ucciso durante uno scontro mentre tentava di fermare un ragazzino pronto a tirare un sasso contro un soldato. Attraverso quelle lettere, senza più destinatario, racconta la storia della loro amicizia. Vite complementari, diverse e simili quelle di Avi e Saleem. Avi, ebreo, è cresciuto con il padre in un kibbutz dopo l’abbandono della madre. Saleem che, per sottrarsi a una cupa realtà familiare, decide di vestire la divisa dell’esercito israeliano pur non essendo obbligato, in quanto arabo. Da quando l’amico non c’è più, ogni settimana Avi riceve in carcere le visite di Sahar, la vedova di Saleem. La giovane ha una richiesta per Avi: che la sposi e la porti via da quella terra senza futuro.

Con uno stile asciutto e vibrante, Emma McEvoy racconta il rimpianto e la perdita, e le contraddizioni di due comunità costrette a fronteggiarsi, dove rompere gli schemi comporta una frattura profonda e definitiva con le proprie radici e con una parte di sé.

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Charles Dickens

Guardie e ladri. Racconti polizieschi. Traduzione e cura di Fabrizio Bagatti

Clichy 2014, pp. 250, 10,00 euro

Sono qui raccolte, in prima traduzione per l’Italia, tutte le nove prose di Charles Dickens dedicate espressamente al tema poliziesco e pubblicate sulle colonne delle due riviste da lui dirette, Household Words e All The Year Round tra il 1850 e il 1867. L’autore di Oliver Twist s’interessò moltissimo a questo tema e lo utilizzò per descrivere la sordida realtà della Londra povera e malfamata del suo tempo. Allo stesso tempo, in questi scritti Dickens illustra la nascita della moderna polizia inglese e i metodi d’indagine investigativa adottati nel XIX secolo. I personaggi sono tutti reali e realmente esistiti, così come tutti i celebri casi giudiziari dell’epoca cui Dickens fa riferimento: ogni singolo aspetto che Dickens racconta era stato visto e spesso vissuto in prima persona. Narrativa e indagine giornalistica s’incontrano e si mescolano a formare una lettura avvincente e di grande realismo, spietata nel descrivere quanto acuminata nell’evidenziare i problemi sociali dell’epoca. Inoltre, il lettore non faticherà a rintracciare in queste pagine temi e ambientazioni che Dickens riutilizzerà in seguito nei suoi romanzi, in una sorta di interessante laboratorio dello scrittore.

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Maria Mantega

Io, sola

Arkadia 2014, pp. 158, 14,00 euro

Miriam sogna un futuro di serenità grazie all’amore di un uomo che appare ai suoi occhi come un principe azzurro. Dopo il matrimonio la vita di Miriam, però diventa un vero e proprio incubo che la vede vittima di continue violenze, fisiche e psicologiche. L’uomo al suo fianco visto da tutti come professionista rispettabile, ben presto si rivela un carnefice sadico e violento. Il vortice disperato in cui precipita la donna, che si sente abbandonata perfino dalla sua famiglia, le imporranno di soffrire in silenzio. Fino al giorno in cui, oramai divenuta madre di tre figli, la voglia di riscatto e di libertà esplodono e Miriam decide di riappropriarsi della sua vita. Il romanzo dell’autrice cagliaritana è uno spaccato dei tanti drammi familiari che si consumano nel nostro Paese. Una storia che è quella di tante donne vittime di uomini violenti, sottomesse a una società e a un sistema culturale che s’indigna quando oramai è impossibile intervenire.

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Dario Fo

La figlia del Papa

Chiarelettere 2014, pp. 208, 13,90 euro

Lucrezia Borgia, figlia di un papa, tre mariti (uno assassinato), un figlio illegittimo… tutto accaduto in soli 39 anni, in pieno Rinascimento. Una vita incredibile, da raccontare e ci hanno provato scrittori, filosofi, storici. Di recente le sono state dedicate serie televisive di successo in Italia e all’estero. Il premio Nobel Dario Fo, staccandosi da ricostruzioni scandalistiche o puramente storiche, rivela in un romanzo tutta l’umanità di Lucrezia liberandola dal cliché di donna dissoluta e incestuosa e calandola nel contesto storico di allora e nella vita quotidiana. Ecco il fascino delle corti rinascimentali con il papa Alessandro VI, il più corrotto dei pontefici, il diabolico fratello Cesare, e poi i mariti di Lucrezia, umiliati, cacciati, uccisi, e i suoi amanti, primo fra tutti Pietro Bembo con il quale condivideva l’amore per l’arte e, in particolare, per la poesia e il teatro. Tutti pedine dei giochi del potere, il più spietato. Una vera accademia del nepotismo e dell’osceno, tra festini e orge. Come oggi, perché il romanzo della famiglia dei Borgia è soprattutto la maschera del nostro tempo che, visto attraverso il filtro di quel periodo, ci appare ancora più desolante e corrotto. “In tutte le storie famose, come quella dei Borgia, si trovano sempre diverse versioni del dramma. Nella maggior parte dei casi, però, si scopre un intento deformante, soprattutto dal punto di vista storico. Personalmente non ho fatto altro che ricercare la verità”.

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William Godwin

Mary Wollstonecraft

Castelvecchi 2014, pp. 120, 14,00 euro

Mary Wollstonecraft (Londra, 1759 –1797), filosofa e scrittrice, è considerata un’antesignana del femminismo. Questo libro, pubblicato nel gennaio del 1798, è il commosso ricordo di Mary scritto da suo marito, William Godwin (1756 – 1836), filosofo, scrittore e politico libertario britannico. Pensatore del tardo Illuminismo, radicale e repubblicano, è considerato uno dei primi teorizzatori anarchici moderni. Godwin appena una settimana dopo il funerale di Mary cominciò a lavorare a un libro di memorie a lei dedicato, rileggendo tutte le sue opere, parlando con i suoi amici, riordinando e numerando la sua corrispondenza. Ispirato alle Confessioni di Jean-Jacques Rousseau, il libro risultò troppo esplicito per i rigidi canoni morali del suo tempo; Godwin, infatti, non volle tacere quegli aspetti intimi e confidenziali della vita di Wollstonecraft che pure prevedibilmente la società britannica della fine del XVIII secolo giudicava disdicevoli o di cattivo gusto, come ad esempio la sua amicizia con una donna, le relazioni amorose, il figlio illegittimo, i tentativi di suicidio e la penosa agonia della morte. Per questo il libro fu molto criticato, trovando solo di recente la giusta considerazione di prezioso documento storico e letterario su una personalità importante, unica. Ricordiamo infine che la figlia di Mary Wollstonecraft e William Godwin, Mary Godwin – nota come Mary Shelley dopo il matrimonio con il poeta Percy Bysshe Shelley – fu autrice del romanzo Frankenstein.

 A cura di Alessandra Stoppini

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