08luglio

Consigli di lettura/20

Luglio: ecco una serie di proposte per tutti i gusti: un romanzo delicato, un nuovo commissario e una nuova “serie gialla”, un esordio narrativo, un intrigo di corte e un j’accuse senza precedenti.

Sophie Nicholls

Un vestito color del vento

Tre60 2014, pp. 260, 9,90 euro

In un gelido giorno di gennaio, due donne arrivano nel placido paese di York: sono l’esuberante Fabia Moreno e sua figlia Ella. Alle spalle un passato difficile da dimenticare, di fronte l’eccitante impresa di aprire un negozio di abiti e accessori vintage, un negozio da sogno, come a York non se ne sono mai visti. Non tutti però sono pronti ad accoglierle a braccia aperte, anche perché Fabia non è disposta a rinunciare alla propria unicità per assecondare il conformismo dei compaesani. Fabia consiglia sempre l’abito o l’accessorio giusto per ogni sua cliente, comprende i loro desideri e le loro speranze, e all’interno di un orlo o dentro a una tasca o sotto un colletto ricama segretamente una parola: una sola parola, scelta con cura, che accompagnerà quella donna e la aiuterà… Tra uno Chanel originale e una spilla Liberty, un bauletto Gucci e una boccetta di profumo da collezione, nel negozio di Fabia s’intrecceranno segreti, amori e destini… e la vita di York non sarà più la stessa. Il romanzo di Sophie Nicholls, che insegna scrittura creativa e si è specializzata nello studio degli effetti terapeutici della scrittura, ha già conquistato 100mila lettrici in Inghilterra.

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Nicola Manzò

Gli amanti di vico San Severin. I delitti del barbiere

Tea 2014, pp. 336, 13,00 euro

Natale è alle porte e ha in serbo un biglietto Milano-Napoli di sola andata per il commissario Alfredo Renzi, padano doc, quarant’anni suonati da un pezzo. Ma Napoli gli riserva un benvenuto poco invitante: due giovani amanti trucidati nel loro letto. Catapultato in una città sconosciuta, alla testa di una squadra di uomini dei quali ancora non ricorda neppure il nome, il commissario Renzi ha per le mani un caso che scuote l’opinione pubblica e non sa davvero da dove cominciare. Ecco perché decide che la prima cosa da fare è senza dubbio… andare dal barbiere. Si sa, seduti sulle poltrone dei barbieri si scoprono più cose e si conoscono più persone che in qualsiasi altro luogo. E nella barberia di Ettore, infatti, Renzi conoscerà personaggi incredibili, che si riveleranno essenziali per le sue indagini: come Pierino, il ragazzo di bottega, settant’anni suonati da un pezzo, e il gobbo Tatillo, detto Gùgol, motore di ricerca di internos, la rete dei vicoli; oppure come Enza la Ribelle, al secolo Vincenzo Mazzella, trans dal cuore tenero e sensibile, e zia Mariuccia, l’indovina, che con le sue carte è in grado di vedere tutte ‘e ccose. Ed è grazie a questa straordinaria umanità che il nordico e compassato Renzi non solo si troverà presto come in una nuova grande famiglia, ma arriverà a risolvere brillantemente, anche se un po’ fortuitamente, il complicato caso degli amanti di vico San Severino. Con questo romanzo, l’autore nato in uno dei quartieri più popolari di Napoli, la Stella, che nella sua vita ha fatto il posteggiatore, il burattinaio, il mascheraro e ha scritto vari lavori teatrali, offre al lettore il primo di una serie di gialli colti e popolari, istruttivi e divertenti.

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Antonio Caiazza

La notte dei vinti

Nutrimenti 2014, pp. 336, 16,00 euro

Albania, 1975. La cooperativa agricola di Vranisht, piccolo villaggio sperduto tra le montagne, è chiamata dalle autorità di Tirana a organizzare una grande festa nel paese, a cui partecipino tutti gli abitanti dei dintorni. La cooperativa sarà elevata a un rango superiore nella gerarchia e i lavoratori migliori premiati. Ma la festa è soltanto una studiata messinscena, un pretesto per portare a compimento una delle più sanguinose purghe interne al partito guidato da Enver Hoxha. L’intero vertice dell’esercito è accusato di tradimento, tre alti dirigenti fucilati, i loro corpi interrati dentro una fossa, in aperta campagna, mentre i discorsi ufficiali, la musica e il cibo distraggono la popolazione. Trentacinque anni dopo, uno scrittore sbarca in Albania per rintracciare la confusa trama di un evento sepolto negli archivi e ricostruire gli ultimi mesi di vita di Beqir Balluku, il ministro della Difesa che fu la vittima più illustre di quella feroce resa dei conti.

Con uno stile incalzante e una rigorosa documentazione storica, La notte dei vinti racconta il tragico destino di un uomo in trappola, ricostruendo sullo sfondo la vita quotidiana e il clima claustrofobico di un regime dominato da sospetti e delazioni, dall’ipocrisia della retorica e dei rituali, dalle regole disumane di un potere teso solo a conservare se stesso. L’autore, nato a Siano, in provincia di Salerno nel 1964 ma residente a Trieste, dove lavora come giornalista presso la sede Rai del Friuli Venezia Giulia, nel suo esordio narrativo riporta alla luce un episodio clamoroso e dimenticato della storia di un paese tanto vicino quanto sconosciuto.

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Rosalba di Gregorio e Dina Lauricella

Dalla parte sbagliata. La morte di Paolo Borsellino e i depistaggi di via D’Amelio

Castelvecchi 2014, pp. 190, 16,50 euro

Il 19 luglio 1992 moriva, assieme con cinque agenti della sua scorta, Paolo Borsellino. A 22 anni dalla strage di via D’Amelio la verità è ancora lontana. Depistaggi, pentiti taroccati, investigatori infedeli, servizi segreti hanno inquinato la scena del delitto e, negli anni, i vari processi che si sono susseguiti. Clamoroso errore giudiziario o vile depistaggio che sia, la storia è da riscrivere e in questo libro, scritto a due mani dall’avvocatessa Rosalba Di Gregorio e dalla giornalista Dina Lauricella, si è scelto di farlo osservando i fatti “dalla parte sbagliata”. I due punti di osservazione speciale sono quelli di Vincenzo Scarantino, il pentito più anomalo che i nostri tribunali abbiano mai visto, e dell’avvocato Di Gregorio, legale di numerosi boss di Cosa Nostra, tra cui Bernardo Provenzano, Michele Greco e Vittorio Mangano, lo “stalliere” di Arcore. Di Gregorio, in quello che è una sorta di diario di bordo, racconta, senza infingimenti, questi vent’anni di processi Borsellino. Se Scarantino è stato solo una pedina del depistaggio e se la Procura di Catania si appresta a revisionare il processo significa che di questa strage si è capito e si sa davvero poco. In questo libro Dina Lauricella riavvolge il nastro degli eventi per aiutare non solo a dare un volto a chi ha ucciso il magistrato, ma anche, e soprattutto, per scoprire chi ha dato l’ordine e perché. “Vent’anni fa con mio fratello consegnammo alla Procura di Caltanissetta l’unica agenda di mio padre rimasta a casa, quella grigia dell’Enel, l’unico documento in cui si evince che mio padre avesse incontrato l’onorevole Mancino e qualcun altro il primo luglio del 1992”, afferma con determinazione Lucia Borsellino, davanti alla sala piena ed emozionata che ha popolato la libreria La Feltrinelli in occasione del lancio del libro. “Questa testimonianza sarebbe potuta divenire verità processuale se solo la Procura l’avesse depositata agli atti”, chiosa la Borsellino nel suo j’accuse con una vena di rabbia e di delusione, quella di chi ha scoperto che era stato tutto insabbiato.

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Christopher Moore

Il serpente di Venezia

Elliot 2014, pp. 336, 18,00 euro

Venezia, molto tempo fa. Tre nobiluomini, Antonio (senatore), Brabanzio (monsignore) e Iago (ufficiale di marina), attendono un ospite per cena. È il famigerato Taschino, laido e inafferrabile inviato della regina d’Inghilterra, tanto piccolo di statura quanto rognoso per i loro piani di ascesa al potere. Ad attenderlo, oltre ai tre eminenti veneziani, una piacevole serata tra spritz, bottiglie di sherry Amontillado d’epoca e la bellissima figlia di Brabanzio, Portia. C’è solo un piccolo dettaglio: il vino è drogato e la bella signorina non è neppure in città; questa volta il nanetto di Sua Maestà sembra in trappola. C’è solo un altro piccolo dettaglio: Taschino non è tipo da farsi prendere alla sprovvista e ha sempre un asso pronto nella manica… Avidità, lussuria, inganno, vendetta. Una storia, ideata dallo scrittore statunitense, già autore di numerosi romanzi di grande successo internazionale che sembra a metà tra un dramma di Shakespeare e un racconto di Edgar Allan Poe, nell’ultimo, divertentissimo romanzo del più grande genio comico dei nostri tempi.

Articolo a cura di Alessandra Stoppini

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