02settembre

Consigli di lettura/22

L’autunno è alle porte. Ecco una serie di proposte di lettura suggerite da Studio Garamond. Delicate preghiere per una vita nuova, un grande classico della storiografia mondiale, il diario di una straordinaria avventura d’inizio Novecento, una esilarante parodia sul mondo del calcio, un romanzo dalla magica atmosfera, un classico dell’antimilitarismo e il nuovo romanzo di un autore di talento.

Antonio Moresco

21 preghierine per una nuova vita. Illustrate da Giuliano Della Casa

Nottetempo 2014, collana in ebook poeti.com, diretta da Maria Pace Ottieri e Andrea Amerio pp. 64

edizione digitale euro 3.99 - edizione cartacea numerata a tiratura limitata euro 8.00

Un incontro felice tra uno scrittore e un pittore molto diversi tra loro, ai quali forse proprio per questo capita di tanto in tanto di incrociare le loro strade. Giuliano Della Casa nato a Modena nel 1942, pittore, ceramista, curatore di libri preziosi e particolari, ha dipinto 21 animali, Antonio Moresco, nato a Mantova nel 1947, ha rivolto loro altrettante preghiere piene di allegria e di profonda tristezza. Ne è uscito un libro di preghiere illustrato, un piccolo talismano per i momenti di buio e in attesa di quelli lieti e luminosi.

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Harrison E. Salisbury

I 900 giorni. L’epopea dell’assedio di Stalingrado

Il Saggiatore 2014, pp. 512, 18,00 euro

Harrison Salisbury (1908-1993) ha ricostruito l’assedio di Leningrado attingendo a testimonianze, diari, memorie e archivi: “Troia è caduta, Roma è caduta, Leningrado no”. Le sue pagine ripercorrono i terribili ventotto mesi che insanguinarono la più bella città dell’Unione Sovietica: l’eroica difesa dell’Armata rossa e dei volontari male equipaggiati, la morsa costante delle armate del Terzo Reich, gli episodi di coraggio e quelli di vigliaccheria, le morti per la fame e per il freddo. Non solo la Storia ufficiale, quindi quella fatta di momenti cruciali e culminanti, di grandi nomi e battaglie decisive, ma anche e soprattutto la storia minuta, gli episodi apparentemente irrilevanti che scandiscono la vita di ogni uomo e che ordiscono, secondo uno schema che è spesso caso e imprevedibilità, le trame degli eventi. Con il rigore dello storico e il linguaggio immediato del giornalista, l’autore, che ha lavorato come reporter e corrispondente dall’estero per numerose testate, Premio Pulitzer 1955, ha costruito una narrazione appassionante, nella quale si coglie pienamente la materia prima e imprescindibile della Storia, plasmata dal coraggio e dalle azioni di uomini e donne.

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John Claus Voss

Gli avventurosi viaggi del Capitano Voss

Nutrimenti 2014, pp. 320, 19,00 euro

È il 1901 quando John Claus Voss, già capitano della marina mercantile ricondotto alla terraferma da avverse vicende nella città canadese di Victoria, accetta la sfida lanciata dal giornalista Norman Luxton: compiere un giro del mondo in barca a vela, sulla rotta percorsa soltanto pochi anni prima da Joshua Slocum ma utilizzando un’imbarcazione più piccola. L’eco dell’impresa di Slocum sullo Spray è ancora vasta e Voss decide di alzare la posta: la barca scelta è una piroga da guerra indiana ricavata da un tronco d’albero e lunga poco più di undici metri. Il capitano la battezza Tilikum, che nella lingua dei nativi della costa pacifica del Canada significa ‘amica’. Su questo scafo, all’alba del 21 maggio, Voss salpa dalle sponde della Columbia Britannica. Con lui, a bordo, c’è lo stesso Luxton. I due attraversano il Pacifico e fanno sosta in alcune isole. Alle Fiji, il giornalista abbandona la barca per proseguire in nave. Altri compagni si alternano lungo la rotta che conduce la Tilikum in Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Brasile. Il periplo dei tre grandi oceani si conclude a Londra nel settembre del 1904.

Oltre al diario di viaggio della Tilikum, il volume comprende anche il racconto di una precedente avventura in Costa Rica alla ricerca di un fantomatico tesoro e la serrata narrazione di un nuovo tentativo di circumnavigazione del globo, interrotto sul nascere da un violento tifone che investe Voss e i suoi due compagni a bordo della piccola Sea Queen.

La cronaca di queste tre esperienze oceaniche costituisce una preziosa eredità lasciata dal capitano Voss alle generazioni future di viaggiatori e naviganti: il lungo viaggio diventa anche un laboratorio per individuare le tecniche più efficaci per sopravvivere alle tempeste in alto mare, teorie e accorgimenti pratici che il grande navigatore illustra in dettaglio nel corso della narrazione e in un’appendice al libro, e che ancora oggi sono riconosciuti per la loro validità. Questo classico della letteratura di viaggio redatto da un personaggio controverso (1850-1922), originario della Germania settentrionale e avvolto nel mistero di una biografia a tratti incerta e lacunosa, da più di cinquant’anni era assente dalle librerie.

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Roberto Fontanarrosa

L’area 18

66thand2nd 2014, pp. 336, 17,00 euro

Nell’immaginario stato africano di Congodia il calcio è “storia, orgoglio ed epica nazionale” perché è proprio grazie al fútbol che il paese ha conquistato la sua indipendenza politica e la sua forza economica. Quando la multinazionale americana Burnett decide di accrescere la propria influenza nell’area è quindi costretta ad assemblare una variopinta squadra di talentuosi mercenari – i Procioni Urlatori dello Spartan – per sfidare l’invincibile compagine africana in una memorabile partita che avrà luogo dentro il cratere di un vulcano. Curioso ibrido tra romanzo picaresco, spy story e pamphlet satirico, L’area 18 è una grottesca ed esilarante parodia del mondo del calcio, da un lato esaltato per la sua dimensione mitica, dall’altro ridicolizzato nei suoi eccessi. Insieme a Eduardo Galeano e a Osvaldo Soriano, Roberto “el Negro” Fontanarrosa (1944 – 2007) è uno dei tre grandi cantori del calcio argentino. Umorista, disegnatore e grande tifoso del Rosario Central (sulle cui maglie campeggia ancora Canaya, la mascotte disegnata dal Negro per la sua squadra del cuore), Fontanarrosa ha scritto tre romanzi e un’infinita serie di racconti (raccolti nell’antologia Puro fútbol) e storie illustrate. L’area 18 è il suo primo romanzo tradotto in Italia.

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Hélène Grimaud

Ritorno a Salem

Bollati Boringhieri 2014, pp. 192, 16,50 euro

Dopo una difficile prova del Secondo concerto di Brahms ad Amburgo, Hélène entra nel negozio di un antiquario e trova un piccolo tesoro: una chiave, uno specchio appartenuto a Lewis Carroll, e un manoscritto firmato Karl Würth, pseudonimo di Brahms. Dalla celebre pianista, autrice di Variazioni selvagge e Lezioni particolari, una nuova prova narrativa dall’atmosfera magica per gli appassionati di musica, di lupi e della natura incontaminata. Di questo volume, che ha venduto 50mila copie in Francia in pochi giorni, Le Figaro ha scritto: “Un libro magnifico, tra autobiografia, diario e racconto fantastico”.

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Henry Barbusse

Sotto il fuoco

Castelvecchi 2014, pp. 380, 18,50 euro

Il romanzo, che colpisce per la crudezza della testimonianza, racconta l’esperienza vissuta dall’autore, giornalista e attivista politico francese (Asnières-sur-Seine, 1873 – Mosca, 1935) durante la I Guerra Mondiale, alla quale partecipò come volontario nell’esercito francese. Dopo essere stato ricoverato in seguito ad alcune ferite rimediate al fronte, Barbusse cominciò a raccogliere appunti sul conflitto combattuto nei pressi di Vimy, località al confine tra Belgio e Francia. Alla sua uscita, nel 1916, il volume suscitò attacchi e polemiche a causa della dura denuncia del militarismo ma vinse il prestigioso premio Goncourt ed ebbe un immediato successo anche in Italia, dove fu pubblicato nel 1918. Sotto il fuoco vincitore del Premio Goncourt, è un libro che porta dentro l’orrore del primo conflitto mondiale, anticipando e aprendo la strada a romanzi come Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque e Addio alle armi di Ernest Hemingway. Con una scrittura intensa e incisiva, dando vita a personaggi di grande verità, Barbusse mostra la follia rapace delle guerre imperialiste, che hanno gettato “trenta milioni di schiavi” nel fango. L’avvenire per Barbusse, che dopo la guerra si avvicina progressivamente al comunismo, è proprio nelle mani di quegli uomini: sono loro che cambieranno il vecchio mondo e rovesceranno le sue strutture oppressive. “Siamo pronti. Gli uomini si allineano, in silenzio, con le coperte a tracolla. Il sottogola dell’elmetto in posizione, appoggiati ai fucili. Guardo le loro facce contratte, pallide, concentrate. Non sono dei soldati: sono degli uomini. Non sono degli avventurieri, dei guerrieri fatti per il macello umano: né macellai, né bestiame. Sono contadini e operai. Sono dei civili sradicati. Aspettano il segnale della morte e dell’omicidio”.

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Marco Proietti Mancini

Oltre gli occhi

Giubilei Regnani Editore 2014, pp. 214, 15,00 euro

Sullo sfondo di una Roma degli anni Ottanta – mai dichiarati, ma riconoscibili – si sviluppa la storia d’amore tra gli studenti Mattia e Giovanna; una storia normale, come tante, che li fa crescere insieme in un rapporto solido che arriva fino al matrimonio e alla nascita di una figlia, unica e amatissima, la piccola Cinzia. La prima parte del romanzo segue e descrive la vita di questa piccola famiglia, nelle loro piccole abitudini quotidiane, con Cinzia che cresce fino a diventare un’adolescente, con i suoi primi amori, con le prime scelte di giovane donna

Tutto va bene, fin quando, durante un violento temporale primaverile, accade qualcosa che cambia per sempre il destino dei tre personaggi. Nel suo terzo romanzo l’autore romano nato nel 1961, delinea la seconda vita di un uomo oppresso dal senso di colpa. Il mare che si trova di fronte al rifugio solitario di Mattia Deodati riflette il percorso di rinascita di un’anima ferita.

A cura di Alessandra Stoppini

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