01ottobre

Consigli di lettura/23

Ottobre, ecco una serie di proposte per tutti i gusti targate Studio Garamond. Una commedia degli equivoci per la prima volta tradotta in Italia; uno dei romanzi di avventura più avvincenti di un grande scrittore; un vademecum per tutte le nuove mamme italiane; la vita di un falsario; un aspetto inedito di Papa Paolo VI e un volume che è un esempio straordinario di giornalismo narrativo.
Stella Gibbons

Lo scapolo

Elliot 2014, pp. 432 euro 18,50

Fratello e sorella, Constance e Kenneth Fielding, vivono in una tranquilla, rispettabile casetta nei dintorni di Londra, quando una serie di ospiti indesiderati converge a turbare il loro ordine: un esule dei Balcani, la vecchia fiamma di Kenneth, una coppia di gemelli…

La pace di quel tranquillo angolo di periferia sembra prosciugarsi di minuto in minuto, e nessuno, fratelli compresi, potrà credere che proprio allora, in una situazione di perduto equilibrio, possa arrivare nientemeno che l’amore tanto atteso. Ambientato durante la II Guerra Mondiale e pubblicato nel 1944, Lo scapolo è una commedia degli equivoci dal ritmo serrato che descrive la vita dei piccoli centri negli anni in cui il conflitto imperversava in Europa. A quei tempi, persino la cristallina decenza delle cittadine fuori mano poteva ritrovarsi invasa all’improvviso da profughi, fuggitivi, scampati d’ogni sorta, razionamenti alimentari, black-out… Eppure, a volte è proprio così, nel caos dell’ordine perduto, ogni cosa, d’un tratto, diventa possibile. Stella Gibbons (1902-1989), considerata la Jane Austen del XX Secolo, autrice di oltre venti romanzi, vinse il Prix Femina con La fattoria delle magre consolazioni. In Inghilterra e in America è in corso una vasta riscoperta della sua opera.

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Joseph Conrad

Il salvataggio

Nutrimenti 2014, pp. 422, 22,00 euro. Prefazione di Ernesto Ferrero

Un’oscura missione da compiere, un’intrusione funesta, uno sconosciuto turbamento dei sensi. È l’insondabile materia prima di cui è composto questo romanzo, uno dei più inquieti e affascinanti di Joseph Conrad (1857-1924), destinato a occupare, tra i capolavori dell’autore di Cuore di tenebra e La linea d’ombra, una posizione eccentrica. Pubblicato nel 1920, Il salvataggio completa, infatti, a oltre vent’anni di distanza, la trilogia aperta da La follia di Almayer (1895) e Un reietto delle isole (1896). Una lunga e complessa gestazione che riconduce un Conrad più che sessantenne ai luoghi e alle atmosfere della giovinezza e dei suoi esordi letterari: il caldo opprimente, le interminabili bonacce, le immobili notti stellate della Malesia; una natura primordiale capace di insinuarsi nell’animo, sfibrarlo, alterarlo, indurlo alla prolungata inerzia o all’azione estrema.

Eroe indiscusso e tragico della vicenda è il capitano Tom Lingard, che già compariva nei due precedenti romanzi della trilogia malese. Qui Conrad lo ritrova più giovane, al comando del brigantino Lightning, impegnato tra gli insidiosi stretti che separano il Borneo dalle isole vicine.

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Elisabetta Ambrosi

Guerriere. La resistenza delle nuove mamme italiane

Chiarelettere 2014, pp. 288, 14,00 euro. Prefazione di Lia Celi

Cuore in gola, telefonino all’orecchio, orologio sotto gli occhi, sono le mamme acrobate di oggi che inseguono un equilibrio tra lavoro, famiglia, figli e se stesse. Donne abituate a salti mortali, a silenziose battaglie quotidiane su mille fronti, mentre lo Stato sembra dimenticarle. Queste combattenti sono le nuove mamme italiane di cui parla Elisabetta Ambrosi. Come riuscire a sopravvivere in mezzo agli ostacoli? Se lo Stato promette servizi che non mantiene, vara leggi sulla tutela delle madri lavoratrici che poi non fa rispettare, mentre il lavoro dà sempre meno reddito, l’innovazione più radicale deve partire dalla piccola repubblica rappresentata dalla famiglia. Non resta che rimboccarsi le maniche, trovare strategie alternative, scegliere bene le battaglie da combattere per indirizzare al meglio le energie. La prima a farlo è stata proprio Elisabetta Ambrosi che ha deciso di indagare le tattiche di sopravvivenza quotidiana di amiche e donne conosciute attraverso il blog Sex and (the) stress, alle quali ha chiesto di raccontare le loro giornate, la ripartizione dei carichi in famiglia, la divisione dei ruoli con il padre, il percorso professionale, il lavoro attuale, lo stipendio e ciò che vorrebbero dallo Stato. Ne nasce un libro fatto di voci femminili, precarie, autonome, partite Iva, dipendenti, per le quali avere un figlio non è più una scelta normale, è un lusso. Ma anche un vademecum alla sopravvivenza, fisica e mentale, fatto di consigli da mettere in pratica per far quadrare i conti.

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Yasushi Inoue

Vita di un falsario

Skira 2014, pp. 88, 12,00 euro

Incaricato di scrivere la biografia del pittore giapponese Onuki Keigaku, il narratore trasferisce piano piano il proprio interesse sulla figura del falsario Hara Hosen, compagno di gioventù dell’artista, che nonostante le grandi potenzialità iniziali aveva poi condotto una vita oscura e sfortunata, dipingendo copie dell’amico. Con uno stile particolare, pacato, apparentemente divagante ma che sfocia in improvvise rivelazioni, l’autore ci avvicina con solidarietà e compassione all’essere umano nel suo momento più amaro, della disillusione e della sconfitta. Yasushi Inoue (1907-1991) poeta, scrittore, saggista e giornalista, è stato una delle figure di maggior rilievo della letteratura giapponese.

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Giovanni Balconi, Pietro Praderi

Il Papa dei lavoratori. Montini, le ACLI e il mondo del lavoro

Edizioni San Paolo 2014, pp. 296, 23,50 euro

Negli anni del suo magistero, Giovanni Battista Montini ha sempre dedicato particolare attenzione al mondo del lavoro. Sia da arcivescovo della diocesi ambrosiana sia da titolare della cattedra di Pietro, ha seguito con interesse e predilezione la parabola sociale delle ACLI, associazione cattolica che è diventata imprescindibile punto di riferimento per i lavoratori cristiani. Questo libro analizza, con lucidità di pensiero e con grande attenzione verso le fonti, una stagione ricca di cambiamenti, speranze e anche delusioni, ripercorrendo gli interventi pastorali che hanno definito la personale concezione di Montini nei confronti della dottrina sociale della Chiesa, della quale egli è stato certamente uno dei migliori interpreti. Un messaggio straordinariamente moderno, la cui forza vivificante e profetica merita di essere ancora una volta meditata e riscoperta nei giorni che precedono la beatificazione di Papa Paolo VI (19 ottobre 2014).

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Roberto Arlt

Acqueforti di Buenos Aires. Traduzione di Marino Maiani e Alberto Prunetti

Del Vecchio Editore 2014, pp. 304, 15,00 euro

Scritte nel 1933 le Acqueforti di Buenos Aires raccolgono immagini e percezioni della metamorfosi della capitale argentina in metropoli moderna. Arlt richiama nel titolo la stupefacente esattezza e la portata narrativa delle piccole acqueforti in voga nel Seicento, a opera di grandi pittori come Rembrandt: il linguaggio asciutto e il registro essenziale rendono alla narrazione la stessa sottile stilizzazione e l’attenzione ai particolari. Borseggiatori, mendicanti, oscure presenze e gente comune formano un affresco a tinte forti in cui Arlt mette in dubbio la necessità e le modalità della modernizzazione: l’arrivo della corrente elettrica, il telefono, gli edifici nuovi che non riconoscono più a quelli vecchi alcuna funzione pratica né decorativa, ridotti a ruderi di un passato che si rifiuta di essere cancellato, ma che pare non voler prendere parte alla costruzione del futuro. Con accenti talvolta grotteschi Arlt, scrittore, drammaturgo e giornalista (1900-1942) era nato a Buenos Aires da una famiglia di origini prussiane. Qui, l’autore che ha ispirato Gabriel García Márquez, applica lo “sguardo dell’outsider”; lucido, addolorato e ironico insieme, osserva il corpo stesso della città, che si fa essere pulsante, e nella sua trasformazione inghiotte e sputa parti di materia che lo circondano e che ne costituiscono l’essenza più vera. Sofferenze, ottimismo, ricchezza e povertà, i profondi mutamenti dell’inizio del secolo, echi della cultura europea. La “vita dello spirito” di una popolazione cittadina che sente il terreno franare sotto i piedi e si aggrappa a una spensierata serietà che talvolta rischia di rendere la vita meno luminosa di come potrebbe essere, ma ancor più interessante da raccontare, perché quello che conta per lo scrittore è “stare nell’anima di tutti, assieme a tutti. Da qui la grande allegria: sapere di non essere solo”.

A cura di Alessandra Stoppini

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