02febbraio

Consigli di lettura/27

Per il mese di febbraio l’agenzia letteraria Studio Garamond segnala alcune interessanti proposte editoriali: un raffinato ritorno in libreria, una delle più celebrate ghost-story del Novecento, un’appassionata riflessione filosofica sul significato profondo della parola «amore», una storia di forte impatto morale alla luce del grave momento che stiamo vivendo e un libro-inchiesta di portata internazionale.

Jean D’Ormesson

Che cosa strana è il mondo

Edizioni Clichy 2015, pp. 250 – 15,00 euro – Traduzione di Tommaso Gurrieri

Uscito nel 2010 per Barbès Editore, questo straordinario libro di Jean d’Ormesson torna finalmente in libreria nella collana Gare du Nord dopo le continue richieste di affezionati lettori. Un’opera che con leggerezza e profondità spiega l’universo, la scienza, la filosofia e la religione. Che cos’è la vita e da dove viene? Come funziona l’universo? La vita ha un senso o è una parentesi tra due niente? Possiamo davvero sperare che ci sia qualcosa dopo la morte? Dai filosofi greci a Einstein e alla teoria dei quanti, passando per Newton e Darwin, sono tremila anni che gli uomini si sforzano di rispondere a queste domande. Con parole semplici e chiare, con rigore e leggerezza, Jean d’Ormesson, scrittore di fama internazionale nel campo della narrativa, della saggistica e del giornalismo, affronta questi problemi eterni raccontando il favoloso romanzo dell’universo e degli uomini.

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 Julien Green

Viaggiatore in terra

Nutrimenti Editore 2015, pp. 192 – 17,00 euro

Traduzione di Filippo Tuena e Giuseppe Giromonti Greco

Considerato da Borges come uno dei quattro intrecci più potenti della letteratura del secolo scorso (con Il giro di vite di James, Il processo di Kafka e L’invenzione di Morel di Bioy Casares), Viaggiatore in terra – qui presentato assieme a quattro racconti dello stesso autore, di cui tre inediti in Italia – è il capolavoro di Julien Green (1900-1998, accademico di Francia dal 1972), uno dei massimi scrittori francesi contemporanei.
Un ragazzo, alle prese con lo spaesamento dei primi giorni di college, si ritrova a fare amicizia con un singolare personaggio che nasconde un inquietante segreto.
Un’oscura storia sul tema del doppio, ambientata in una spettrale città universitaria americana dei primi del Novecento.

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Giuseppe Ferraro

Imparare ad amare

Castelvecchi Editore 2015, pp. 192 – 17,50 euro

Riprendendo fin dal titolo la celebre sentenza della Gaia scienza di Nietzsche «si deve imparare ad amare», l’autore, Docente di Filosofia morale presso l’Università Federico II di Napoli, ripercorre la storia del romanzo d’amore, dal rapporto tra ethos ed eros in filosofia, dal sogno d’amore in psicanalisi fino ai legami di separazione.«Amare» non è un imperativo morale, l’impersonale «si deve» non è lo stesso del «tu devi»: imparare ad amare è ciò che impone la vita al mondo, non si può sfuggire, è un obbligo d’esistenza. La riflessione di Ferraro si articola attraverso l’analisi di alcuni dei capolavori della letteratura, come Anna Karenina e Cime tempestose, e prosegue con l’interpretazione puntuale di alcuni passi fondamentali dei dialoghi platonici, senza tralasciare uno sguardo attento al tema dell’eros nella psicanalisi freudiana. Imparare ad amare è un saggio intenso e rigoroso, scritto con piglio divulgativo, che interroga la verità della filosofia sui legami di desiderio, di amore e di amicizia.

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Claude Lanzmann

L’ultimo degli ingiusti

Skira Editore 2015, pp. 144 – 15,00 euro

Il libro racconta la vicenda di Benjamin Murmelstein, la personalità più brillante della comunità ebraica di Vienna, che, fin dal marzo 1938, si oppose con tenacia a Eichmann per strappargli il maggior numero possibile di vittime, prima di diventare l’ultimo Decano del Consiglio degli Ebrei di Theresienstadt dal dicembre del 1944.
Condannato ingiustamente all’esilio, impeditagli la possibilità di stabilirsi in Israele come avrebbe ardentemente desiderato, Benjamin Murmelstein trascorse a Roma la maggior parte della sua vita, educando il figlio Wolf in condizioni molto precarie; visse del lavoro delle proprie mani, pur essendo un intellettuale e uno studioso di grande respiro, senza mai ricevere alcun aiuto dalla ricca comunità ebraica romana che aveva fatto sue, senza verificarle, le accuse calunniose diffuse contro di lui e dalle quali un tribunale cecoslovacco lo aveva del tutto scagionato.
“Il film che ho realizzato, e ora il libro – dichiara Lanzmann (1925), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese, lo riabilitano completamente, riparano al male imperdonabile che gli è stato fatto, e mostrano in tutta la sua lampante chiarezza la stupidità delle accuse dei suoi correligionari.”
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Arcangelo Ferri

Bombardate Auschwitz

Il Saggiatore Editore 2015, pp. 288 – 16,00 euro

“All’improvviso alzammo gli occhi. Vedemmo che il cielo, tutto il cielo sopra di noi, era diventato simile a un grande specchio. Le pance di decine di bombardieri riflettevano la luce del sole. Vedemmo quello specchio accendersi e illuminare il mondo”. L’illusione di Mark. W. Liebowitz, sopravvissuto di Auschwitz, e degli altri prigionieri, durò meno di un’ora: i bombardieri americani non erano venuti per loro. Perché dunque volarono sopra il campo di concentramento? Perché l’aviazione alleata non fece nulla per fermare la macchina di sterminio nazista? Chi decise che gli americani, padroni dei cieli europei, dovessero farsi da parte e stare a guardare? A queste e a molte altre domande risponde Arcangelo Ferri, autore di numerose inchieste radiofoniche e televisive e di documentari storici, inviato speciale in Italia e all’estero che ha lavorato per quotidiani, radio e Rainews 24, in questo libro storico e documentaristico di portata sensazionale. La sua meticolosa inchiesta comincia a Hyde Park, nello Stato di New York, dove Roosevelt costruì la sua biblioteca e tra i cui scaffali Ferri trova la prima tessera del mosaico. Questo è per lui il punto di partenza per gettare, attraverso la raccolta di documenti inediti d’archivio e di preziose testimonianze, una luce nuova sulla II Guerra Mondiale e sulle responsabilità degli Stati Uniti e delle nazioni europee per il crimine più efferato mai compiuto contro l’umanità nell’era moderna.

A cura di Alessandra Stoppini

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