09giugno

Consigli di lettura/31

Giugno, l’estate è alle porte. Studio Garamond vi propone una serie di proposte per tutti i gusti: la storia commovente e divertente di un ragazzo marocchino; la biografia elegante e minuziosa di un genio letterario; un giallo storico avvincente; il resoconto sulla tragedia che cinque anni fa mise in ginocchio Haiti; un romanzo ironicamente decadente e sorprendente; una raccolta di racconti spiazzante e il ritorno di uno dei personaggi più singolari e più amati della narrativa gialla italiana.

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Fouad Laroui

Un anno con i francesi

Del Vecchio Editore 2015, pp. 330 – 16,00 euro. Traduzione di Cristina Vezzaro

Quando il piccolo Mehdi Khatib si presenta al liceo Lyautey di Casablanca con due tacchini, tutti capiscono che viene da un altro universo: da Béni–Mellal, nelle montagne del Medio Atlante. Il suo maestro è riuscito a fargli ottenere una borsa di studio per la città. Nel luglio di quell’anno, gli americani hanno camminato sulla Luna e, nel settembre, Mehdi è atterrato tra i francesi. Con l’humour corrosivo che lo contraddistingue, Fouad Laroui racconta lo choc culturale di un giovane marocchino che scopre il mondo dalla visuale dei francesi. Mehdi, che ha passato i suoi primi dieci anni di vita accudito da una madre legata a una cultura ancestrale, è sconvolto dal cambiamento: è attratto da un lusso nel quale si sente però fuori posto, da cibi che in realtà non gli piacciono, e fa fatica a non sentirsi un impostore in quel mondo cui non appartiene. I giorni passano, individui misteriosi popolano la sua nuova vita, situazioni stupefacenti si succedono una dopo l’altra. Mehdi deve arrendersi all’evidenza: non capisce assolutamente nulla. E per di più, quando comincia ad abituarsi, il direttore del liceo si rende conto che Mehdi è l’unico a non tornare a casa per il fine settimana, e quindi, per risparmiare il lavoro del personale, decide di affidarlo alla famiglia di un compagno. In quella famiglia, Mehdi troverà nuovi interrogativi e alcune risposte, fino al momento in cui dovrà scegliere tra il paradiso che gli viene promesso e la sua vecchia vita. Un romanzo consigliato ai lettori più giovani.

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Iris Origo

Leopardi

Castelvecchi 2015, pp. 288 – 19,50 euro

Opera elegante e minuziosa, questa biografia racconta la storia di Giacomo Leopardi dialogando con i suoi scritti, interrogandone le sfumature, mettendone a confronto gli slanci e i ripensamenti. Quando, nel 1974, introduce la stesura definitiva del libro, Iris Origo riconosce al poeta una ferma fiducia nella potenza consolatrice della scrittura, e afferma che tutte le sue parole, anche le più amare, “fanno parte della sua disperata ricerca di se stesso e della verità”. È soprattutto dalla raffinata tessitura delle citazioni che l’autrice lascia emergere l’anima inquieta e mai arresa di Leopardi, la lucidità della sua visione e il sofferto confronto con l’esistenza. L’erudizione si stempera in una profonda empatia, eppure, anche quando l’affinità che sente con il suo poeta diventa palese, la scrittrice sa mantenere la distanza critica, in perfetto equilibrio tra misura e passione. Iris Origo (Birdlip, 1902 – Siena, 1988) Scrittrice inglese, di cultura cosmopolita ma molto legata all’Italia, Iris Margaret Cutting nasce in una ricca e colta famiglia britannica che si trasferisce in Toscana dal 1910. Nel 1924 sposa Antonio Origo, insieme con il quale gestisce la grande tenuta La Foce, vicino a Siena. Inizia la sua carriera letteraria nel 1935 con una prima versione della biografia di Leopardi. Autrice di diversi saggi biografici, in Guerra in Val d’Orcia (1947) ha raccontato il suo impegno a favore degli Alleati durante la II Guerra Mondiale.

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Claude Izner

I segreti dell’Opéra

Tea 2015, pp. 400 – 15,00 euro

Parigi, 1897. Sotto la sfavillante cupola del teatro dell’Opéra, tra le giovani ballerine e le stelle del palcoscenico, un’ombra malevola si aggira, seminando morte e terrore. Tutto ha inizio durante una festa di matrimonio, in campagna, quando lo sfortunato corteggiatore di una diva annega in un laghetto profondo solo poche spanne. Se in questo caso è facile pensare a un malaugurato incidente, di lì a breve le vittime si moltiplicano… quale maledizione si accanisce sugli habitué dell’Opéra? Chi è il nano malevolo e arcigno che vive nascosto nel Palais Garnier covando piani di vendetta contro chiunque? E cosa nascondono i misteriosi pacchettini regalo ricevuti dalle vittime prima di morire? Per risolvere questi enigmi Victor Legris e Joseph Pignot, la coppia d’investigatori della libreria Elzévir, si lanceranno in un’indagine che li porterà dai corridoi dell’Opéra ai cunicoli delle catacombe di Parigi, passando per la Foire du Trône. Ma il compito più arduo per i due librai sarà sfuggire alle rispettive consorti, entrambe in attesa di un erede, alle quali avevano giurato solennemente che mai più si sarebbero imbarcati in pericolose avventure… Claude Izner è il nom de plume delle sorelle Liliane Korb e Laurence Lefèvre. Liliane è nata a Parigi nel 1940 e, dopo aver lavorato a lungo come montatrice cinematografica, è poi diventata bouquiniste sulla rive droite della Senna. Laurence è nata nel 1951 e, dopo la laurea in Archeologia, ha pubblicato due romanzi. Anche lei è libraia, ma sulla rive gauche. Insieme hanno creato il personaggio di Victor Legris, libraio e investigatore nella Parigi del XIX secolo.

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Dany Lafèrriere

Tutto si muove intorno a me

66thand2nd 2015, pp. 190 – 16,00 euro. Traduzione di Giuseppe Girimonti Greco e Francesca Scala

Port-au-Prince, Haiti. 12 gennaio 2010, ore 16.53 locali: lo scrittore Dany Laferrière, esule da trentatre anni in Canada, è ospite dell’hotel Karibé per partecipare al festival Étonnants Voyageurs, quando un sisma di magnitudo 7.0 si abbatte sulla città caraibica. E così, dopo aver appurato di essere ancora intero, Dany decide di smettere la maschera del dandy e del flâneur, indossata con ironia nei suoi romanzi precedenti, per registrare senza artifici lo scenario apocalittico che si apre davanti ai suoi occhi. Reportage letterario che è insieme un omaggio alla dignità e all’eleganza del popolo haitiano, Tutto si muove intorno a me alterna istantanee del disastro, impressioni, ritratti e riflessioni personali (sul destino del paese, sull’invadenza dei media), ripercorrendo le tappe della tragedia senza indulgere nel senso di colpa del sopravvissuto di fronte ai tanti amici scomparsi tra le macerie. A cinque anni dalla tragedia, un resoconto che è insieme commemorazione di una catastrofe rimasta nel cuore del mondo. Dany Laferrière è nato a Port-au-Prince nel 1953, ma dal 1976 risiede a Montréal, dove si è rifugiato in esilio dopo l’assassinio del suo amico giornalista Gasner Raymond e in fuga dal regime di Papa Doc. Nel 1985 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio Come fare l’amore con un negro senza fare fatica, a cui sono seguiti altri tredici romanzi, e sceneggiature (Verso Sud, di Laurent Cantet). Nel 2009 ha vinto il Prix Médicis con L’enigma del ritorno. Nel 2013 il riconoscimento più prestigioso: Membro permanente dell’Academie française.

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Roberto Saporito

Come un film francese

Del Vecchio Editore 2015, pp. 144 – 14,00 euro

Cosa ci fanno e come ci sono finiti uno scrittore squattrinato, paranoico e leggermente sociopatico, e una diciassettenne problematica e fuori controllo, in un pomeriggio estivo a Pere Lachaise, davanti alla tomba di Marcel Proust? Lui è uno scrittore, da tre anni caduto in una crisi creativa, che, con all’attivo cinque romanzi, molti premi e pochi soldi, si trova a essere, a più o meno quarant’anni, assunto all’università come docente di scrittura creativa. Lei è Lea, che, vittima d’abusi da parte del patrigno ne ha causato la morte restando impunita e che, sotto l’effetto stupefacente, non solo della droga, ma soprattutto dell’impunità, della violenza e dell’illusione di una libertà “on the road”, s’imbarca in uno spericolato viaggio alla volta di Parigi. Passando da una prima parte “introspettiva”, ironica e autoironica, a una seconda più cinematografica e incalzante, per arrivare infine a un epilogo spiazzante, Come in un film francese è un romanzo breve, originale ed elegante. Tutto, dalle scuole di scrittura in Italia, all’atteggiamento verso la letteratura e il mondo dell’editoria, ai cliché sull’artista e sulla “gioventù creativa”, ai rampolli viziati della società bene, è raccontato su un piano nel quale il sogno e la finzione letteraria s’intrecciano con il reale, a restituire una sottile atmosfera di ironica decadenza di un ambiente culturale, che non è solo quello di una classe privilegiata, ma di un’epoca tutta. Roberto Saporito, classe 1962, nato ad Alba (CN). Ha studiato giornalismo, collaborato con alcune riviste e giornali occupandosi di arte contemporanea, e ha diretto una galleria d’arte contemporanea dal 1988 al 1996. Ha pubblicato raccolte di racconti, tra le quali Harley-Davidson Racconti e Generazione di perplessi, e romanzi, come Anche i lupi mannari fanno surf e Il caso editoriale dell’anno. Le sue opere sono state pubblicate in antologie e su innumerevoli riviste letterarie. È membro del comitato scientifico del festival letterario Letture Corsare di Alba.

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Adam Levin

Rosa shocking

Edizioni Clichy 2015, pp. 200 – 15,00 euro. Traduzione di Sara Reggiani

Dieci grotteschi mondi abitati da romantici senza speranza, omosessuali storpi, ideatori di bambole bulimiche, delinquenti, disadattati, ragazzi incapaci, coppie scoppiate, dieci realtà che evidenziano i nostri goffi tentativi di sfruttare il potere del linguaggio e dell’immaginazione. Rosa shocking è una surreale riflessione sull’incapacità di comunicare, sulla delusione, sul senso di colpa figlio del fallimento e sull’amore, che sa trasformarci in qualcosa che non avremmo mai pensato di diventare. E non sempre in senso positivo. Con questa raccolta Adam Levin s’impone come nuova e audace voce americana capace di sfidare i limiti del racconto breve. I suoi scritti sono apparsi su McSweeney’s (il racconto Rosa shocking è stato scelto per fare parte della raccolta The Best of Mc Sweeney’s, 2013) ed Esquire. Vincitore del Joyce Carol Oates Fiction Prize, Levin è stato allievo di George Saunders alla Syracuse University, dove ha conseguito il master in scrittura creativa. Il suo primo romazo, The Instructions, è stato acclamato dalla critica come l’opera del nuovo David Foster Wallace. Vive a Chicago, dove insegna scrittura al Columbia College. Rosa shocking è la sua prima raccolta di racconti.

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Leonardo Gori

Il ritorno del colonnello Arcieri

Tea 2015, pp. 364 – 14,00 euro

Parigi, maggio 1968. Tra i passanti che osservano dal marciapiede gli studenti in rivolta invadere i boulevard c’è anche Bruno Arcieri. A Parigi Arcieri si sta nascondendo: da chi ha cercato di ucciderlo, dai ricordi, dai rimorsi, dai fantasmi del passato. Si fa chiamare Marcel, aiuta nella cucina di un bistrot e si è fatto pure crescere la barba. Ha trovato anche uno sguardo amico, quello di Marie, ma è inquieto, si sente braccato, ed è stufo di scappare. Così, quando gli «amici» gli consigliano di lasciare la città e cercarsi un altro rifugio, magari in Spagna, Arcieri non ci sta. Sì, lascerà Parigi, ma per tornare a Firenze, per saldare i conti sospesi, fare chiarezza, forse giustizia, e combattere un’altra battaglia, anche se dovesse essere l’ultima. Alla fine di un viaggio avventuroso, l’uomo che il 15 maggio 1968 scende dal treno alla stazione di Santa Maria Novella non è più Marcel, è il colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri. È tornato, e non per stare a guardare. Leonardo Gori torna con questo romanzo di grande intensità al suo personaggio più complesso e amato, un servitore dello Stato critico, forte e profondamente leale; che dello Stato ha condiviso ambiguità, disastri e grandezze, finendo col portarne le stesse cicatrici.

A cura di Alessandra Stoppini

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