16novembre

Consigli di lettura/35

Novembre è arrivato e l’inverno è alle porte. Ecco una serie di proposte per tutti i gusti: una panoramica su tutta l’opera di Joseph Conrad, una storia insieme comica e disturbante, un’incredibile favola surreale sull’esclusione e la tolleranza, l’ultimo bestseller del “Simenon fiammingo”, l’autobiografia di una militante del movimento per il suffragio femminile e una favola nella quale una grande scrittrice contemporanea racconta l’infanzia di una grande scrittrice del Novecento.

———-

Joseph Conrad

Note ai miei libri

Elliot edizioni 2015, pp. 130 – 10,00 euro

La raccolta di tutte le note d’autore e le prefazioni che Conrad inserì a corollario dei propri romanzi e racconti scritti tra il 1895 e il 1920. Da La follia di Almayer a Note sulla vita e la letteratura, si avvicendano le stesure di Cuore di tenebra, Il compagno segreto e La linea d’ombra. Tutta la produzione di Conrad, i suoi rapporti con la critica, le sue scelte tematiche, gli aneddoti, gli incontri e le esperienze che hanno formato il suo tessuto narrativo. Ma anche, come nella famosa prefazione a Il negro di Narcissus, considerata il manifesto della scrittura espressionista, le sue direttive poetiche, la sua volontà di riportare sulle pagine la sua “prima” vita, quella sul mare, per fonderla con la “seconda” vita, quella da scrittore. Si scopre così la necessità di scrivere in inglese piuttosto che nella lingua madre, l’interesse per le anime semplici che popolano terre e mari, l’imperativo della sincerità negli scritti autobiografici. Un’immersione tra le opere del grande narratore, che racconta qui i suoi libri e, facendolo, mostra anche se stesso. Nato nel 1857 a Berdyčiv (oggi Ucraina), Joseph Conrad si arruolò prima nella Marina mercantile francese e poi in quella inglese, raggiungendo il grado di capitano di lungo corso. Dopo il successo del suo primo romanzo, La follia di Almayer, decise di lasciare la carriera marittima per dedicarsi alla scrittura. Morì nel 1924 in Inghilterra.

———

Alain Mabanckou

African psycho

66thand2nd Editore 2015, pp. 192 – 17,00 euro. Traduzione di Daniele Petruccioli

Grégoire Nakobomayo ha un pensiero fisso: diventare un serial killer. Deciso a imitare le gesta del suo idolo, lo spietato pluriomicida Angoualima, si mette in contatto con lui per imparare i trucchi del mestiere. Poco importa che Angoualima sia morto e sepolto; nella sua mente nevrotica Grégoire si rivolge a lui di continuo, tempestandolo di domande sull’arte dell’omicidio. La stoffa dell’assassino non l’ha, visto che colleziona un disastro dietro l’altro – al suo attivo può vantare solo una matita infilata nell’occhio del fratello, una martellata in testa al notaio Quiroga e un tentativo di stupro fallito per problemi di erezione – ma Grégoire non demorde: ha già individuato la sua prima vera vittima. Si tratta di Germaine, una prostituta che da poco è diventata la sua compagna. Le rimangono solo tre settimane di vita. Ma la strada del crimine è erta di difficoltà e in fondo Grégoire è solo un povero diavolo: il risultato non è assicurato. Acclamato in Francia per lo stile vivace e ingegnoso, African Psycho sorprende e diverte grazie a una lingua straordinariamente inventiva e al talento di Mabanckou nel costruire una storia insieme comica e disturbante.

Alain Mabanckounasce nel 1966 nella Repubblica del Congo e trascorre l’infanzia a Pointe-Noire, capitale economica del Paese. A ventidue anni si trasferisce in Francia per completare gli studi e rimane a Parigi fino al 2002, quando ottiene una cattedra come professore di letterature francofone all’Università del Michigan. Scrittore di fama internazionale, Mabanckou ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i suoi romanzi tradotti in quindici lingue, tra cui nel 2006 il premio Renaudot per Memorie di un porcospino. L’autore è stato di recente insignito del titolo di Cavaliere della Legion d’onore per decreto del presidente della Repubblica francese ed è stato finalista dell’ultima edizione del Man Booker Prize. African Psycho è il sesto titolo di Mabanckou pubblicato da 66thand2nd, dopo il successo di Pezzi di vetro, acclamato dalla critica e finalista del Premio Strega europeo.

———-

Eric Chevillard

Sul soffitto

Del Vecchio Editore 2015, pp. 176 – 14,00 euro. Traduzione di Gianmaria Finardi

È un uomo ordinario: veste in grigio, non è particolarmente alto e ha un viso comune, come se ne vedono tanti. Nonostante ciò non riesce a fare a meno di richiamare un’attenzione indesiderata ovunque vada. Deve, infatti, chinarsi per passare attraverso qualsiasi porta, può guidare soltanto una cabriolet e deve indossare abiti abbottonati sul davanti. Nulla – si lamenta – è stato progettato per rendergli la vita più confortevole. Che cosa dovrà dunque fare un uomo che gira costantemente con una sedia rovesciata sulla testa? La risposta sembra trasferirsi sul soffitto. Quando il narratore e i suoi amici, tra cui Kolski (che vuole realizzare una scultura fatta del suo stesso odore corporeo) e la signora Stempf (che si rifiuta di dare alla luce i suoi figli, perché immagina il parto come uno sfratto forzato per mano di rudi insensibili), devono lasciare la propria abitazione in un cantiere abbandonato di Parigi, decidono di trasferirsi da Méline, la fidanzata del narratore, che vive con la sua famiglia convenzionale. Ma la camera di Méline è troppo piccola perché accolga tutti, così i nuovi arrivati decidono di spostarsi sul più spazioso soffitto. Ma anche il soffitto comincia ad assomigliare ben presto al mondo di sotto, afflitto dalla medesima e fastidiosa convenzionalità…

La prosa sorprendente e talentuosa di Chevillard e il suo bizzarro umorismo si concentrano sui temi dell’esclusione, della diversità e della tolleranza, consentendo ai lettori di vedere le cose da una prospettiva decisamente differente. Éric Chevillard, nato nel 1964 a La Roche–sur–Yon, è uno dei più interessanti e originali scrittori francesi contemporanei. È l’ideatore del blog letterario L’Autofictif, uno tra i più seguiti in Francia.

———-

Pieter Aspe

Il caso Dreyse

Fazi Editore 2015, pp. 300 – 14,50 euro. Traduzione di Ciro Garofalo

Patrick Claes, guru del mercato azionario e appassionato collezionista di armi antiche, viene tramortito con il calcio di una Dreyse nel suo cottage. La prima a dare l’allarme è la sua giovane e intrigante moglie Judith, che lo crede morto. Quando Claes si riprende, scopre che l’aggressore gli ha portato via la sua pregiatissima collezione di pistole. Il commissario Pieter Van In, aiutato dal fido Versavel, indaga sul caso, in parallelo alla moglie Hannelore, che nel frattempo è stata promossa giudice istruttore. E ora che finalmente Van In sembra aver messo la testa a posto, e si tiene lontano dalle belle donne e dalle scappatelle, è Hannelore a mettersi nei guai, per il capriccio di dimostrare a Pieter di essere più brava di lui. La trama s’infittisce tra maggiordomi che cambiano identità, donne che spariscono e una serie di omicidi che, come in un effetto domino, fa cadere a uno a uno ogni indiziato. Tutti questi fili portano ad Asselberghs, un giallista best seller che ha nello studio una foto di Judith nuda e qualcosa da nascondere. In questo nuovo episodio della saga di Pieter Aspe politici corrotti, broker insicuri e mafia russa desteranno Bruges dal suo torpore borghese, mentre Van In e Hannelore, tra sgambetti, riappacificazioni e club per scambisti, si riscopriranno più innamorati che mai. Pieter Aspe è nato a Bruges nel 1953. Ex precettore, fotografo, commerciante di vini, venditore di granaglie e cereali, custode di una basilica, impiegato in un’impresa tessile e lavoratore stagionale per la polizia marittima, ha esordito come scrittore nel 1995 con Il quadrato dellavendetta. Nel 2001 ha vinto il premio Hercule Poirot come miglior scrittore fiammingo di gialli. Autore di 35 romanzi, ha venduto in patria oltre due milioni di copie.

———-

Emmeline Pankhurst

Suffraggette. La mia storia

Castelvecchi Editore 2015, pp. 240 – 17,50 euro

“Se vinciamo ora questa battaglia, che è la più dura di tutte, quando in futuro verrà il momento sarà certamente più facile per le donne di tutto il mondo vincere la loro”. L’autobiografia di Emmeline Pankhurst, militante del movimento per il suffragio femminile, è un appassionato grido di denuncia sulla condizione delle donne all’inizio del XX secolo. Donne senza averi, senza potere né diritti di alcun tipo. Dopo le ripetute bocciature in parlamento delle proposte di legge femministe, la Pankhurst adottò azioni controverse, incoraggiando tattiche estreme, come l’incendio doloso, la contestazione violenta e gli scioperi della fame. Ancora oggi l’efficacia delle sue strategie è dibattuta, ma il suo lavoro è universalmente riconosciuto come un passo fondamentale nel processo d’emancipazione delle donne.

Emmeline Pankhurst (Manchester, 1858 – Londra, 1928), attivista e politica britannica, guidò il movimento suffragista femminile del Regno Unito. Si appoggiò dapprima al partito liberale, poi al partito laburista indipendente. Fondò la Women’s Social and Political Union. Arrestata più volte, alla fine vide trionfare la causa da lei patrocinata. Il 20 novembre il film Suffragette di Sarah Gavron, con Meryl Streep e Carey Mulligan, aprirà il Torino Film Festival 2015

———-

Sandra Petrignani

Elsina e il grande segreto

 Rrose Sélavy Editore 2015, pp. 40 – 14,00 euro. Introduzione di Franco Lorenzoni. Illustrazioni di Gianni De Conno

Elsina (che diventerà la grande scrittrice Elsa Morante) è una bambina molto brava a scuola, però è un’alunna pestifera, ribelle e sempre arrabbiata con tutti. Noi comunque stiamo dalla sua parte, perché compone già delle poesie ma detesta recitarle in pubblico, perché ruba le polpette ai fratelli per darle ai cani randagi, perché se le dicono “Elsina, non li toccare ché sono malati, puzzano e ti prendi una malattia” lei risponde: “Puzzate voi!”. E il suo grande segreto qual è? Qualcosa che negli anni Venti, gli anni di questo racconto pieno di ribellioni, di desideri e di tenerezze, è davvero sorprendente e straordinario. Per Elsina lo è. Andiamo allora a scoprire cosa accade nella sua stravagante famiglia, e chi sono davvero il papà Augusto, lo “zio” Ciccio, la mamma Irma, i fratelli Aldo e Marcello, il cane randagio e la gattina che fa le puzzette. Scopriremo così, attraverso la bella scrittura di Sandra Petrignani, che questa è anche una storia molto contemporanea.

A cura di Alessandra Stoppini

Comments (0)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>