13gennaio

Consigli di lettura/37

Ecco una serie di proposte editoriali offerte da Studio Garamond che spaziano dal cinema alla narrativa: a trentacinque anni dalla prima pubblicazione torna un classico della storia del cinema italiano; un romanzo di un giovane esordiente palermitano, che vive a Roma, sul mondo del lavoro e le sue peripezie, che fa divertire e riflettere; il nuovo, atteso libro di una scrittrice di talento; una biografia musicale e una lucida analisi critica per accostarsi al genio artistico di Mozart; una storia d’amore, di coraggio e di crudeltà dedicata alla Giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio e infine l’Audiolibro della conversazione di Papa Francesco con Andrea Tornielli, che sarà in libreria il 21 gennaio.

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Carlo Lizzani

Storia del cinema italiano. Prefazione di Walter Veltroni. Introduzione di Marco Tullio Giordana

Castelvecchi Editore 2016, pp. 388 – 22,00 euro

A 35 anni dal successo internazionale della prima edizione, Storia del cinema italiano di Carlo Lizzani, viene riedita una nuova edizione arricchita con gli ultimi interventi, tra cinema, storia e cultura italiana, scritti dal regista per Il Corriere della Sera. Il testo conserva una straordinaria capacità di resistere al tempo e rimane un’opera fondamentale per studiare la cinematografia italiana. Non solo ci restituisce uno sguardo lucido sul cinema e sul tessuto italiano dai primi del Novecento agli anni Ottanta, ma riesce con incredibile abilità a porre gli interrogativi necessari per una rinnovata indagine sulla società, la cultura, la politica e il costume dell’Italia di oggi. L’inesauribile senso di discussione, la ricerca e la predisposizione a cogliere l’altra parte della realtà si riflettono pienamente in questo libro che ha la forza di saper “vedere più chiaro e più lontano” di date, fatti e contingenze. Carlo Lizzani (Roma, 1922 – 2013), ha attraversato la stagione più straordinaria del cinema italiano: è stato sceneggiatore, attore, documentarista, regista, critico e direttore di alcune delle più belle edizioni della Mostra del cinema di Venezia. Ha lavorato in capolavori come Germania anno zero, Cronache di poveri amanti, Il processo di Verona. È considerato un maestro da tutti quelli che si occupano di cinema e, per la sempre accesa vocazione d’intellettuale militante, tra i protagonisti più eccelsi della nostra storia culturale.

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Giuseppe Catanzaro

Charlie non fa surf

Elliot Editore 2016, pp. 150 – 14,50 euro

Da poco laureato in legge, il venticinquenne Giulio Cernini affronta speranzoso i primi giorni della pratica forense nello studio dell’Avvocato P. Fin da subito appare chiaro a Giulio e al suo fidato compagno, il Dottor C., che i bei tempi universitari sono giunti al capolinea: li aspettano mesi di estenuanti battaglie per la sopravvivenza in tribunale, vessazioni quotidiane da parte di un capo che sembra la personificazione del Male, notti insonni e crisi esistenziali. Sullo sfondo delle loro gesta di eroi ordinari, una Roma chiassosa, fatta di indie rock, feste hipster e peripezie amorose. Charlie non fa surf, delinea con ironia lucida e irresistibile l’universo della generazione degli Anni Zero, che arranca, piange, si abbatte ma anche sgomita e lotta contro le difficoltà della disoccupazione, dei sensi di colpa e della nostalgia precoce. Un esordio indimenticabile, un vero romanzo di formazione che sa narrare con allegria e sincerità la “meglio gioventù” di oggi. Giuseppe Catanzaro è nato a Palermo nel 1988, nel 2013 si è laureato in giurisprudenza e attualmente svolge la pratica forense a Roma. Ha pubblicato i suoi racconti su blog e riviste online. Collabora come cantante e chitarrista ad alcuni progetti musicali prodotti dall’etichetta discografica “Noia Dischi”. Charlie non fa surf è il suo primo romanzo che esce il 25 gennaio.

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Shifra Horn

Scorpion dance

Fazi Editore 2016, pp. 274 – 18,50 euro. Traduzione di Silvia Castoldi

La storia di Orion, un ragazzo che ha perso il padre durante la guerra dei Sei Giorni e che viene cresciuto da due donne nel quartiere di Old Katamon, è un viaggio di straordinaria intensità tra i suoni, i colori, i profumi e le ferite di Gerusalemme che dall’Olocausto giunge ai giorni nostri.
Orion porta sulle spalle il peso di un padre che non ha mai conosciuto, il dolore per l’abbandono della madre che, rimasta vedova troppo giovane, vola in Australia per risposarsi, e soprattutto il ricordo di Johanna, la nonna tedesca che parla un pessimo ebraico e odia la Germania.
Quando Orion incontrerà la sua Basherte, una cantante d’opera berlinese con la quale vivrà un’appassionata storia d’amore, si troverà a fare i conti con la propria individualità, con il passato del popolo ebraico e con l’ultimo, essenziale, segreto di Johanna. Né Sarah, il pappagallo parlante dai sentimenti umani ereditato dalla nonna, né il glicine giapponese che avvolge con una forza soprannaturale la sua nuova casa, né Falada, il camioncino-biblioteca dotato di volontà propria e senso dell’umorismo, basteranno a salvarlo da un vortice di incertezza, sradicamento e lutto.
Come nella danza dello scorpione, questo romanzo – complici un sottile realismo e un lirismo sofisticato – si riavvolge in continui movimenti tra passato e presente, e ci accompagna attraverso la lotta per la sopravvivenza dei tre protagonisti, sempre in bilico tra il desiderio di ricordare e la necessità di dimenticare. Shifra Horn, con lo sguardo di chi è abituato a interrogarsi sulla propria storia, è abilissima nel mescolare l’amore e le relazioni umane a questioni difficili come il tema della memoria e dell’identità.

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Sandro Cappelletto

I quartetti per archi di Mozart

Il Saggiatore Editore 2016, pp. 256 – 22,00 euro

Lodi, locanda nei pressi della stazione di posta, idi di marzo dell’anno 1770. Un ragazzo di quattordici anni, con mano ferma e decisa, pochi i ripensamenti, compone il suo primo quartetto. L’avvio del primo movimento, un adagio in sol maggiore, lascia stupefatti: un incedere di viola e violoncello, lento, piano, austero, ieratico. Sulla partitura finale, il padre – che ha aggiunto abbellimenti, appoggiature, trilli – scrive: “15 di Marzo alle 7 di sera di Amadeo Wolfgang Mozart”. Dal Quartetto di Lodi a quelli Viennesi e ai Prussiani, passando per i celebri sei affidati, perché sia loro “Padre, Guida ed Amico!”, al maestro Haydn, Sandro Cappelletto stende con mano sicura la traiettoria dei ventitré quartetti per archi che Mozart compose dal marzo 1770 al giugno 1790, proiettandola sullo sfondo della Vienna del secondo Settecento. Umori e ultimi fulgori del Secolo dei Lumi che va spegnendosi, si alternano così sulla pagina per dar conto delle ispirazioni e dei contrattempi, delle intuizioni e delle vertigini, di una tecnica straordinaria e del rapporto speciale che sempre Mozart sembrò avere con questo genere appena nato, il quartetto, che traccia la propria origine proprio a Haydn e a Luigi Boccherini, eppure già così diffuso. Biografia musicale e lucida analisi critica, libro fondamentale per accostarsi al genio artistico di Wolfgang Amadeus Mozart, I quartetti per archi di Mozart individua allora nel compositore viennese non già il semplice interprete di un’epoca sfavillante, bensì il suo motore, la sua anima, autentico emblema di un artista che, con il proprio genio, cambia il corso della storia. Sandro Cappelletto (Venezia, 1952) è un giornalista, scrittore e critico musicale italiano. Laureato in filosofia, ha studiato armonia e composizione con Robert W. Mann, collabora con La Stampa e Le Monde. Autore di trasmissioni per Radio Tre Rai, attualmente è attivo come scrittore per il teatro e collabora con numerosi compositori contemporanei. Membro della Commissione Artistica della Scuola di Musica di Fiesole, dal 2010 è direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana.

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Suzy Zail

La pianista di Auschwitz. Traduzione di Alessandra Maestrini

Newton Compton Editore 2016, pp. 256 – 9,90 euro

Hanna ha quindici anni ed è una pianista di talento. È cresciuta in una famiglia ebrea della media borghesia ungherese, ma quando la città in cui vive viene rastrellata, dovrà conoscere insieme con i suoi cari gli orrori del campo di concentramento. Sua madre impazzirà dopo essere stata separata dal marito e Hanna rimarrà sola con la sorella Erika ad affrontare un luogo agghiacciante e brutale come Auschwitz. Un giorno, però, le viene offerta la possibilità di suonare il pianoforte per il comandante del lager, una scelta sofferta per la povera ragazza. Una volta entrata nella villa del nazista, conoscerà suo figlio, Karl, ragazzo affascinante che sembra rinnegare la vita dello spietato padre. Di primo acchito, Hanna non potrà fare a meno di odiarlo con tutta se stessa. Eppure, man mano che passano i mesi, un altro sentimento per il giovane Karl si farà strada nel suo cuore… Dall’autrice del bestseller Il bambino di Auschwitz, un romanzo da ascoltare, una grandiosa storia di sopravvivenza.

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Papa Francesco

Il nome di Dio è Misericordia. Una conversazione con Andrea Tornielli. Letto da Flavio Insinna con Alberto Molinari

Emons Audiolibri 2016, versione integrale, durata: 1h e 59m, 1CD Mp3:14,90 euro/download: 8,94 euro

Per la prima volta in contemporanea mondiale con l’uscita del libro, l’audiolibro della preziosa conversazione di Papa Francesco con il giornalista Andrea Tornielli. A dar voce alle parole del Papa, nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, l’attore e conduttore televisivo Flavio Insinna. In occasione del Giubileo della Misericordia, Bergoglio, dal 13 marzo 2013 Vescovo di Roma e 266° Papa della Chiesa Cattolica si rivolge a ogni uomo e donna del pianeta in un dialogo semplice, intimo e personale. La sintesi del suo magistero è raccolta in questa intervista arricchita dal racconto della sua vita e delle vicende di tante persone incontrate lungo il cammino, trasformandosi in una vera e propria conversazione. Papa Francesco è il volto di una Chiesa che non giudica, che non rinfaccia le fragilità e gli errori, ma che accoglie sempre. La misericordia è il volto del suo pontificato. “Dio non perdona con un decreto, ma con una carezza”.

L’audiolibro esce il 21 gennaio.

A cura di Alessandra Stoppini

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