11febbraio

Consigli di lettura/38

Ecco una serie di proposte editoriali per il mese di febbraio offerte da Studio Garamond. Il romanzo sulla vita di un grande autore del passato; un libro che affronta temi universali; una voce insolita nella letteratura italiana di oggi; un libro che contiene più dialoghi con “le nuove signore della scrittura” e infine una rievocazione imperdibile degli anni folli del Novecento, con un’eroina fuori dal comune e davvero indimenticabile.

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Bruno Frank

Cervantes. Traduzione di Lavinia Mazzucchetti

Castelvecchi Editore 2016, pp. 234 – 17,50 euro

Della vita di Miguel de Cervantes – di cui molto, soprattutto intorno agli anni di gioventù, è rimasto avvolto nel mistero – i pochi documenti irrefutabili che ci sono pervenuti riguardano proprio i periodi e i fatti all’apparenza più inverosimili. Di lui, Thomas Carlyle disse: «In un secolo lontano, visse un certo tale, uomo energico, che combatté valorosamente a Lepanto, lavorò coraggiosamente ad Algeri come schiavo, sopportò con sereno valore fame, miseria e ingratitudine del mondo e che poi, stando in carcere, scrisse con l’unica mano rimastagli il libro più gioioso e insieme più profondo del tempo moderno, intitolandolo Don Chisciotte». In questo romanzo biografico di Bruno Frank, con un perfetto equilibrio tra ricostruzione storica e densità narrativa, prende corpo la trasformazione di un giovane poeta, un uomo solo e disperato che, sconfitto dalla vita, creò uno dei più grandi capolavori della letteratura.

Bruno Frank (Stoccarda, 1887 – Beverly Hills, 1945) Romanziere, drammaturgo e sceneggiatore tedesco di origini ebraiche, si trasferì negli Stati Uniti dopo la presa del potere di Hitler. Autore di poesie, racconti, romanzi e testi teatrali, collaborò come sceneggiatore con la Metro-Goldwyn-Mayer. Fu attivo al fianco di Klaus Mann e Lion Feuchtwanger nell’organizzazione degli intellettuali antinazisti.

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Arnold Bennett

Anna delle cinque città. Traduzione di Beatrice Boffito Serra

Elliot Editore 2016, pp. 251 – 17,50 euro

Anna è umile e introversa, il suo cuore vive di pulsioni forti, ma le convenzioni sociali la tengono prigioniera. Anna abita nella terra delle Cinque Città, la parte dello Staffordshire dedita all’industria, dove i fumi delle fabbriche anneriscono le case, si producono meravigliose ceramiche inglesi e i principi religiosi wesleyani sono alla base del vivere comune. In questo luogo d’austerità e fervore, bigottismo e pettegolezzi, Anna dovrà affrontare il temuto legame col padre, uomo avaro e retrivo, la presenza ingombrante di un pretendente ipocrita e ricco, e l’impossibilità di un amore puro. Arnold Bennett realizza in “Anna delle Cinque Città” un campionario delle piccole cose, semplici e silenziose, per raccontare la società inglese che si affaccia nel Novecento, verso le due guerre mondiali, con i piedi ben piantati nella rivoluzione industriale ma pronta a essere sconvolta dall’emancipazione femminile.

Enoch Arnold Bennett (Hanley, 27 maggio 1867 – Londra, 27 marzo 1931) è stato uno scrittore inglese che ha scritto un’ottantina di libri, fra romanzi, drammi, antologie di racconti, saggi, ecc. Lo scrittore appartiene alla corrente realista inglese di George Moore, rafforzata da un’influenza del naturalismo francese conosciuto grazie a una sua decennale permanenza in Francia. I suoi romanzi hanno come filo conduttore la grigia esistenza dalla quale i protagonisti raramente cercano di ribellarsi o di evadere, ambientata nella regione dello Staffordshire.

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Anna Luisa Pignatelli

Ruggine

Fazi Editore 2016, pp. 152 – 16,00 euro

Romanzo intenso, dalla lingua evocativa, narra la storia di una donna anziana che vive in un paese di poche anime, grette e crudeli, che sono protagoniste di vicende aspre su orizzonti con poche speranze. Sullo scenario di una Toscana letteraria e allo stesso tempo autentica, gli abitanti del piccolo nucleo al centro della storia commetteranno ogni tipo di angheria ai danni della donna vittima, suo malgrado, di una vera e propria persecuzione a causa del suo passato.

Il mistero di Ruggine – chiamata così per l’attaccamento a Ferro, il gatto che ora è l’unica compagnia di una vita altrimenti desolata – ruota attorno a un fatto torbido riguardante il suo unico figlio, da qualche tempo rinchiuso in una casa di cura per il suo comportamento violento. Da allora, nonostante i soprusi subiti, Ruggine è il demonio, la strega da cui guardarsi, messa al bando dalla comunità per la sua condotta illecita e punita per il suo fare schivo e fatalmente remissivo. Nonostante l’innocenza e la rassegnata accettazione di un destino avverso, la condanna sarà senza appello e a emergere sarà unicamente la grande solitudine della donna fino allo straziante, paradossale epilogo nel rovesciamento di ogni senso di pietà e di giustizia.

Anna Luisa Pignatelli toscana di nascita ha trascorso molti anni fuori dall’Italia, fra cui alcuni a Dar es Salaam e a Seoul. Come scrittrice, è molto conosciuta e apprezzata in Francia, dove, nel 2010, ha vinto il Prix des lecteurs du Var con la traduzione del suo primo libro Nero toscano, pubblicato in Italia nel 2013. In questo periodo vive in Guatemala.

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Giorgio Ghiotti

Mesdemoiselles. Le nuove signore della scrittura

Giulio Perrone Editore 2016, pp. 144 – 10,00 euro

A più di trent’anni dal volume di Sandra Petrignani “Le signore della scrittura”, questo lavoro riprende il discorso e lo porta avanti. Ma mutata è la cornice, mutato il quadro: nel 1984 il nodo della faccenda era stretto attorno alla mancanza di potere e alla discriminazione di genere delle autrici. Se è giusto affermare che la vera letteratura (come ha notato Ginevra Bompiani) è sempre lontana dal potere, queste interviste si concentrano su tutto ciò che resta oltre e dopo il potere: la vita reale, le storie raccontate e le poesie scritte, il quotidiano. C’è allora tanta vita e poesia in questi incontri di Giorgio Ghiotti. I ricordi di Luisa Adorno: Maria Bellonci che a una riunione dello Strega dimentica di togliersi dalla testa i becchi d’oca e quando se ne accorge avvampa di vergogna, Natalia Ginzburg che si accorda con Rosetta Loy per l’accesso al mare delle loro case a Sperlonga. Le lunghe estati a Sabaudia di Dacia Maraini con Moravia e Pier Paolo Pasolini. L’incontro tra Ginevra Bompiani e Aldous Huxley. Ci sono le case delle scrittrici, i versi rubati ad altri, le passioni. La quotidianità è sempre il miracolo. Protagoniste sei narratrici e sei poetesse (Dacia Maraini, Ginevra Bompiani, Luisa Adorno, Rosetta Loy, Sandra Petrignani, Lidia Ravera, Patrizia Cavalli, Vivian Lamarque, Silvia Bre, Biancamaria Frabotta, Patrizia Valduga, Mariangela Gualtieri) che hanno incontrato l’autore, hanno mostrato i loro ricordi, hanno dialogato con lui, si sono emozionate e divertite.

Giorgio Ghiotti è nato nel 1994 a Roma, dove studia Lettere presso l’università “La Sapienza”. Più volte finalista al Premio Campiello Giovani e vincitore del Premio Campiello Giovani Lazio 2012, ha esordito nella narrativa con la raccolta di racconti “Dio giocava a pallone” (nottetempo 2013). Collabora con riviste letterarie quali Nuovi Argomenti, Nazione Indiana, Orlando esplorazioni.

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Fanny Chiarello

Il caso Carlotta Delmont. Traduzione di Liliana Arrabito e Valentina Palazzi

Clichy Edizioni 2016, pp. 200 – 15,00 euro

Nell’aprile del 1927, all’apice del suo successo, la cantante lirica Carlotta Delmont sparisce nel nulla. Fuga, suicidio, crimine passionale? Per due settimane, polizia, stampa, fan e amici della cantante americana s’interrogano sulla sua scomparsa, fino a quando Carlotta riappare… altrettanto misteriosamente di quando era scomparsa. Dove è stata tutto quel tempo? Con chi? Carlotta si ritrova stretta nella morsa della stampa scandalistica, diventando bersaglio di teorie, pregiudizi e menzogne che la trasformeranno, suo malgrado, in una leggenda vivente. Pagherà così a caro prezzo il suo momento di debolezza, costretta a sacrificare un po’ di se stessa alla stregua delle sue eroine preferite. Un giallo intenso, appassionante, che vede protagonisti il mondo della lirica e una donna davvero indimenticabile.

Fanny Chiarello è nata nel 1974 a Lille, dove ancora vive. Nel 2000 ha esordito con il romanzo “Si encore l’amour durait”, con cui si è aggiudicata il Prix de Flore. Sono seguite raccolte di poesie e di racconti e fiabe per bambini, fino al romanzo “L’eternité n’est pas si longue”, del 2010. Nel 2015 ha pubblicato “Dans son propre rôle”. Questo è il suo primo romanzo tradotto in italiano.

A cura di Alessandra Stoppini

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