07marzo

Consigli di lettura/39

Ecco una serie di proposte editoriali per il mese di marzo: un romanzo picaresco; una raccolta di poesie e lettere inedite di una grande poetessa; un romanzo (neo)realistico; una raccolta di racconti di uno dei più importanti scrittori moderni in lingua inglese e infine una nuova edizione di uno dei capolavori della letteratura russa dell’Ottocento.

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Otello Marcacci

Sfida all’OK Dakar

Neo Edizioni 2016, pp. 272 – 15,00 euro

Dopo il successo di Gobbi come i Pirenei, e a grande richiesta dei lettori, Otello Marcacci firma il ritorno di Eugenio Bollini, paladino dei gregari. Un romanzo beffardo e picaresco, per rintracciare, semmai esistano, gli ingredienti alla base di ogni rinascita. Imbolsito, arreso, smarrito, in pieno stallo coniugale, sportivo ed esistenziale, mentre la crisi economica impazza e i 40 anni segnano il passo, l’ex ciclista Eugenio Bollini è al giro di boa. Non ha perso la sua verve e nemmeno quella sana mediocrità che da sempre lo accompagna. Ma, più di tutto, non vuole perdere i legami, traballanti eppure fortissimi, con la sua famiglia e, soprattutto, con i suoi figli. Così da buon gregario della vita, tenta di rimettere insieme i pezzi cercando quell’equilibrio necessario per evitare la caduta definitiva. Tra improbabili terapie di gruppo, sequestri di salme illustri, gare amatoriali al limite della legge, strambi personaggi e traffici loschi, accade l’impensabile: l’evento che spingerà Bollini a rimontare in sella per lanciarsi nella più grande e rocambolesca corsa in bicicletta cui il mondo abbia mai assistito. Sfida all’OK Dakar è prima di tutto la scommessa – commovente e spassosa – con se stessi, poi con questa giostra che chiamiamo vita.

Otello Marcacci (Grosseto, 1963) vive a Lucca. Ha pubblicato con Neo Edizioni il romanzo Gobbi come i Pirenei (2011) che, grazie al passaparola dei lettori, è diventato un piccolo caso editoriale. Suoi i romanzi Il ritmo del silenzio (Edizioni della Sera, 2012) e La lotteria (Officine Editoriali, 2013).

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Alda Merini

Furibonda cresce la notte. Poesie e lettere inedite. Introduzione di Silvano Trevisani. Con una nota di Vincenzo Guarracino

Manni Editori 2016, pp. 96 – 13,00 euro

Furibonda cresce la notte raccoglie poesie e lettere inedite che risalgono agli anni Ottanta, periodo considerato tra i più creativi di Alda Merini (1931-2009), in cui il rigore formale si coniuga in piena adesione a una maturità già attraversata da esperienze gravi e dolorose, distillate in questi componimenti fino a conseguire una significanza universale. Il carteggio con il medico-poeta Michele Pierri, le poesie a lui dedicate, quelle ai figli di Pierri e agli amici pugliesi, testimoniano un amore che la poetessa milanese vuole con appassionata determinazione che diventi matrimonio. Così accadrà, e gli anni a Taranto saranno per lei felici, sia dal punto di vista artistico sia umano. Chiudono il libro nove componimenti in dialetto milanese, unici nell’intera produzione della Merini, ironici e dissacranti, tradotti in italiano da Alberto Casiraghi, eterno sodale di Alda.

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Daniela Alibrandi

Una morte sola non basta

Del Vecchio Editore 2016, pp. 350 – 16,00 euro

È la storia commovente e avvincente di una relazione profonda e complessa che porta i segni della violenza e delle fragilità di un’epoca. È il racconto del passaggio all’età adulta di due giovani – prima bambine e poi adolescenti – le cui storie nascono, si sviluppano e si concludono intrecciandosi con le vicende di un’intera generazione e la Storia di una nazione in fermento, colta nella transizione dalla semplicità degli anni Cinquanta al folgorante e ottimistico sviluppo del boom economico degli anni Sessanta, fino alle contraddizioni, ai contrasti e alle ipocrisie degli anni Settanta. Ilaria e Michela condividono molte cose. Sono nate nella Roma degli anni Cinquanta e hanno affrontato entrambe la violenza di genere e non, di chi avrebbe invece dovuto proteggere la loro infanzia. S’incontrano già adolescenti: hanno ormai lasciato alle spalle i sogni del “miracolo italiano” e, anche in conseguenza di ciò che hanno subìto, cominciano a collezionare errori e profonde delusioni. Nel coinvolgente rapporto che s’instaura, nascerà il tentativo di un reciproco riscatto che le porterà a un epilogo totalmente imprevedibile.

Daniela Alibrandi, nata a Roma, ha vissuto tra l’Italia e gli Stati Uniti. Si è occupata di relazioni internazionali e di scambi culturali con l’estero, nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa.  Ha vinto numerosi premi letterari nazionali, tra questi Il Volo di Pègaso, La Città e Il Mare, il Memorial Miriam Sermoneta e Mani in Volo. È rientrata, inoltre, tra i finalisti del concorso nazionale La Memoria. Tra i suoi romanzi, in catalogo presso la Italian & European Bookshop di Londra, Nessun Segno sulla Neve, tradotto anche in inglese, è vincitore del premio letterario nazionale Circe 2013. Nel 2012 ha pubblicato Il Bimbo di Rachele e Un’Ombra sul Fiume Merrimack. Quest’ultimo, anch’esso tradotto in inglese, è tra i vincitori del Premio Letterario Internazionale Novel Writing Month. Nel 2014 è uscito La Fontana delle Rane che ha vinto la seconda edizione del premio letterario nazionale Perseide. È stata insignita di numerosi riconoscimenti anche per i suoi racconti, pubblicati in diverse antologie e su varie riviste e ora raccolti nella pubblicazione I Doni della Mente, disponibile nell’edizione inglese Echoes Of The Soul. Con Una morte sola non basta è al suo quinto romanzo.

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Joseph Conrad

Racconti dell’inquietudine. Traduzione di Sara Donegà

Clichy Editore 2016, pp. 260 – 10,00 euro

La vita di Joseph Conrad (1857-1924) fu un lungo viaggio intorno al mondo durato ventiquattro anni e poi un viaggio ancor più lungo nella memoria di quel primo viaggio, durato altri trenta. Fino alla sua morte Conrad scrisse e pubblicò più di trenta romanzi e numerose raccolte di racconti, tra cui quella riportata in questo volume, creando alcuni dei più grandi capolavori della letteratura di lingua inglese. Il mare, il viaggio, la sofferenza e gli uomini più strani diventano materia viva nella sua narrazione e la sconvolgente forza dei suoi racconti nasce direttamente dalla vita vissuta, dalle esperienze, dal passato, che tornano con la violenza di ciò che è stato e non soltanto immaginato.

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Nikolaj Leskov

Una famiglia decaduta. Traduzione di Flavia Sigona

Fazi Editore 2016, pp. 286 – 16,00 euro

Uno dei vertici dell’opera narrativa di Leskov (1831-1895), Una famiglia decaduta racconta la storia dell’affascinante principessa Varvara Nikanorovna, costantemente in lotta contro ogni forma di ingiustizia. È la nipote Vera a ricostruire l’ascesa della nonna, che dalla piccola nobiltà di provincia entra a far parte di una delle famiglie aristocratiche più in vista di San Pietroburgo. La cronaca inizia nell’anno 1812, quando il marito della principessa resta ucciso nella guerra contro Napoleone, e termina nel 1825, con la rivolta dei decabristi. Vedova a meno di trent’anni, ma ancora giovane e bella, Varvara non è interessata a risposarsi: lei ha amato, e amerà sempre, un unico uomo nella sua vita. Si dedica invece, con grande impegno, ai suoi figli, ai quali vorrebbe impartire un’educazione genuinamente cristiana, e al benessere dei suoi contadini. La principessa agisce con una bontà fuori dal comune, che però le procura un danno dopo l’altro, specie quando dalla campagna si trasferisce a San Pietroburgo – la cui corruzione è descritta con un realismo “comico” impressionante – e si trova a frequentare i salotti dei nobili. Una fitta cronaca di eventi e personaggi che si muovono in un’atmosfera sospesa tra tragedia e commedia, dove dramma e felicità appaiono come i due volti di uno stesso sogno: la vita. Parte di una grande trilogia che comprende anche Gli ecclesiastici e Tempi antichi nel villaggio di Plodomasovo, Una famiglia decaduta è uno dei capolavori della letteratura russa dell’Ottocento. Lo stesso Leskov lo riteneva il suo romanzo più maturo e senz’altro il più vicino al suo cuore.

A cura di Alessandra Stoppini

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