03maggio

Consigli di lettura/41

Una serie di consigli di lettura per il mese di maggio: il nuovo romanzo di un poliedrico autore; la riedizione del racconto di una celebre storia d’amore; una nuova pubblicazione della biografia di due donne straordinarie; un romanzo ambientato nella nostra storia contemporanea; un libro che contiene una riflessione su alcune parole chiave della fede cristiana; il nuovo caso della “Trilogia di Helsinki” e infine il ritratto vivido e pieno di ammirazione dei due umili lavoratori dell’Ohio che hanno svelato il mistero del volo.

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Pasquale Capraro

Di fiato, d’amore e vento

Edizioni Cinquemarzo 2016, pp. 180 – 13,00 euro

Ferruccio, blogger e socio di una piccola emittente televisiva, vuole sapere cosa si nasconde dietro la morte misteriosa del grande scrittore da lui intervistato e scoprire il contenuto del suo ultimo lavoro incompiuto. Grazie alla collaborazione di un’amica giornalista, scopre l’esistenza di una società segreta risalente ad un’antica setta egizia. Inconsapevolmente, la donna sarà il filo conduttore della vicenda e la chiave di accesso per svelare un antico mistero risalente al rito funebre di un faraone della diciottesima dinastia. Ma il destino, si sa, è imprevedibile, come l’amore. Pasquale Capraro nato nel 1959 a Gallipoli, artista a 360 gradi (pittore, cantante e scrittore), esordisce nel campo della narrativa nel 1995 con il romanzo “Rose del Sud” (Edizioni del Grifo – Premio Internazionale Artistico-Letterario Cav. Benedetto Romano – Lecce, 1996). Con Edizioni Cinquemarzo pubblica nel 2011 “Il bacio della sirena”, e nel 2012 “Il tessitore di stelle”. Fanno seguito i piccoli racconti “Luna Piena” e “Un saggio consiglio”. Sempre con Cinquemarzo, pubblica nel 2014 “Garden Village”.

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Lytton Strachey

Elisabetta e il Conte di Essex. Traduzione di Maria Teresa Calboli

Elliot Edizioni 2016, pp. 236 – 14,50 euro

Uno dei più celebri e avvincenti racconti della relazione tra Elisabetta I, Regina d’Inghilterra (Greenwich, 7 settembre 1533 – Londra, 24 marzo 1603), e Robert Devereux, Conte di Essex (10 novembre 1566 – 25 febbraio 1601). Il loro rapporto ha inizio nel maggio del 1587, quando lei ha cinquantatré anni e lui è appena ventenne, e si protrae fino al 1601, quando il conte viene mandato al patibolo da Elisabetta con l’accusa di alto tradimento. Cavalleresco e impetuoso, Essex ambiva a essere qualcosa di più del “favorito” della sovrana, ma la sua aspirazione era destinata a infrangersi contro una donna che anteponeva la ragione di Stato a tutto, anche all’amore. Strachey descrive l’idillio tempestoso tra la regina e il conte, il gioco serrato di azioni e reazioni sentimentali con il suo epilogo tragico. E sullo sfondo di questa liaison fatale, evoca personaggi della corte elisabettiana come Francis Bacon, Robert Cecil, Walter Raleigh.

Lytton Strachey nacque a Londra nel 1880. Scrittore, critico letterario e saggista, noto per la sua partecipazione al Bloomsbury Group in compagnia di Virginia Woolf. Laureato a Cambridge, si dedicò alla stesura di biografie di personaggi storici come Eminenti vittoriani, Voltaire, Elisabetta e il conte di Essex (tutte uscite per Castelvecchi nel 2014). Grazie alla sua biografia del 1921 sulla regina Vittoria (Castelvecchi, 2014) vinse il premio letterario James Tait Black Memorial Prize. Morì nel 1932 a Londra.

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Claudine Monteil

Le sorelle Beauvoir. Traduzione di Tiziana Lo Porto

Castelvecchi Editore 2016, pp. 192 – 17,50 euro

In un’epoca, ancora da chiudersi, che vede le donne conquistare progressivamente diritti, autonomia, libertà, due ragazze perbene, le sorelle Beauvoir Simone (Parigi, 9 gennaio 1908 – Parigi, 14 aprile 1986), scrittrice, saggista, filosofa, insegnante, femminista e Hélène (Parigi, 6 giugno 1910 – Goxwiller, 1 luglio 2001 in Goxwiller), pittrice, osano sfidare i valori borghesi. Mentre Simone, brillante studentessa di filosofia, conosce Jean-Paul Sartre, la vita bohémienne e le discussioni nei caffè parigini su teatro e letteratura, la giovane Hélène si consacra alla pittura: frequenta musei di nascosto, affitta un piccolo atelier e allestisce la prima esposizione sotto lo sguardo favorevole di Picasso. Inseparabili, le sorelle Beauvoir vengono però divise dalla guerra. Da allora gireranno il mondo, s’incroceranno, si separeranno di nuovo. Il maggio del Sessantotto le unirà nella battaglia – che Claudine Monteil visse al loro fianco – per i diritti delle donne. In questa biografia l’autrice racconta le opere di queste due donne straordinarie, delle quali l’una lascia un’eredità letteraria colossale e l’altra più di ottocento dipinti e incisioni.

Claudine Monteil, nata nel 1949, è una scrittrice femminista francese. Conobbe Simone de Beauvoir, alla quale dedicò la sua tesi di laurea, alla fine degli anni Sessanta. Instaurò un rapporto di profonda amicizia anche con la sorella Hélène e con Jean-Paul Sartre. Storica e biografa, milita dal 1970 nel Movimento di liberazione delle donne.

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Fabio Massimo Franceschelli

Italia

Del Vecchio Editore 2016, pp. 280 – 17,00 euro

Italia. Giorni nostri. Mentre la crisi morde con ferocia e nessuno è più sicuro del proprio posto di lavoro, diciassette lettere di cassa integrazione, più una – giustificatissima – di licenziamento, devono essere recapitate ai rispettivi destinatari. La consegna di tali missive scatena una girandola di avvenimenti, intrecciandosi alle minute vicende di un grande centro commerciale alla periferia di una città del Sud, accanto al mare. Qui, ne “La Cattedrale”, i destini dei personaggi troveranno compimento: un direttore connivente e succube dei poteri mafiosi, alcuni manager freddi e insensibili alla sofferenza dei lavoratori (ma anche ingenui e sprovveduti), un anziano dongiovanni ossessionato dal sesso, una giovane donna frustrata da un lavoro indegno, un sindacalista travolto dagli eventi, una guardia giurata perseguitata da migliaia di gabbiani, un dinamitardo ossessionato dall’11 settembre, e infine Italia, adorabile vecchina affondata nel proprio oscuro dialetto, che, apparentemente ai margini della modernità, sarà tra i pochi a salvarsi dall’inevitabile catastrofe finale. Il romanzo, finalista alla XXVIII Edizione del Premio Calvino 2015, mescola con maestria tutti i generi, dall’horror alla commedia, fino alle suggestioni del cinema americano e d’autore.

Fabio Massimo Franceschelli, nato a Roma nel 1963, si occupa di teatro dal 1989 in qualità di drammaturgo, regista, critico e organizzatore.

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Andrea Caterini

La preghiera della letteratura. Sulla misericordia, il bene e la fede

Fazi Editore 2016, pp. 142 – 15,00 euro

Nell’anno in cui papa Francesco annuncia il Giubileo straordinario nel nome della misericordia, l’autore di questo illuminante saggio propone una riflessione su alcune parole chiave della fede cristiana. Scandisce cioè il suo discorso a partire da: Pace, Sacrificio, Misericordia, Bene, Santità e Fede. Ogni parola è analizzata attraverso la lettura e l’analisi di uno o più scrittori: da Virgilio a Dostoevskij, da Anna Achmatova ad Anton Cechov, da Mario Pomilio a Carlo Betocchi. La preghiera della letteratura non è tuttavia un libro di critica letteraria, anche se attraverso la letteratura costruisce i suoi ragionamenti filosofici, con la convinzione che essa sia ancora uno strumento privilegiato di conoscenza. In questo senso il saggio di apertura, «In principio, una preghiera», che s’interroga anche sull’antico significato del Giubileo, a partire dall’Antico Testamento, riflette su quanto la letteratura sia essa stessa una particolare forma di preghiera e di come poesia e testi sacri abbiano da sempre dialogato tra loro. La preghiera della letteratura vuole essere quindi un libro di pensiero, in un momento storico in cui nessuno è davvero immune dalla vacuità e dalle chiacchiere. Pregare significa pure concentrare tutta la nostra attenzione sul significato delle parole che si pronunciano. E allora Caterini ragiona su queste, provando a farle diventare un’esperienza (una ragione) di vita.

Andrea Caterini, nato a Roma nel 1981, è scrittore e critico letterario. Tra le sue pubblicazioni, i romanzi La guardia (Italic Pequod, 2010) e Giordano (Fazi, 2014, Premio Volponi 2015), nonché i libri saggistici Il principe è morto cantando (2011) e Patna. Letture dalla nave del dubbio (2013). Ha curato opere di autori italiani come Enzo Siciliano e Franco Cordelli.

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Minna Lindgren

Le sorelle Beauvoir. Traduzione di Irene Sorrentino

Sonzogno Editori 2016, pp. 320 – 17,50 euro

Pareti abbattute, tubature divelte e trapani che spaccano i timpani. Villa del Lieto Tramonto, la tranquilla residenza per anziani nella periferia di Helsinki, è sottosopra per massicci lavori di ristrutturazione, e alle inseparabili Siiri e Irma non resta che cercare un modo per fuggire. E alla svelta: loschi individui – sono davvero muratori? – si aggirano nell’edificio, e il portagioie della loro compagna Anna-Liisa è scomparso. Tutto sotto gli occhi della direzione della struttura. Perché allora non affittare un appartamento in centro, lontano da disagi, furti e calcinacci? Meglio però allargare l’invito agli amici della canasta: la puntigliosa, cara Anna-Liisa e l’ambasciatore, il suo distinto consorte, oltre all’infelice Margit alle prese con la grave malattia del marito. La convivenza nello stravagante alloggio – raso rosso alle pareti, un letto rotondo e un improbabile palo da lap-dance in soggiorno – in uno dei palazzi più antichi della capitale finlandese, è per il gruppo di anziani un avventuroso nuovo inizio: la spesa al pittoresco mercato coperto, il bucato, i pasti da cucinare, amicizie inaspettate e giri in tram tra vecchi ricordi e scoperte entusiasmanti. Eppure, qualcosa non quadra. Per il fiuto investigativo di Siiri e Irma, la ristrutturazione nasconde ben altre, criminose attività, e quando il mistero comincerà a dipanarsi tra comici passi falsi, inattesi colpi di scena e irriverenti quanto umane opinioni sulla morte, le ostinate vecchiette toccheranno con mano quanto sia facile lasciarsi ingannare dalle apparenze. Anche alla loro non più tenera età. Il nuovo episodio della Trilogia di Helsinki, irresistibile commedia gialla che mescola sapientemente suspense, umorismo e acute riflessioni su temi sociali di rilevante attualità.

Minna Lindgren è giornalista, melomane e vive a Helsinki. Dopo Mistero a Villa del Lieto Tramonto (Sonzogno 2015), Fuga da Villa del Lieto Tramonto è il secondo episodio della “Trilogia di Helsinki”, fortunata trilogia finlandese, tradotta in molti paesi tra cui Germania, Inghilterra, Francia e Stati Uniti.

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David Mc Cullough

I fratelli Wright. Traduzione di Dora Di Marco

Nutrimenti Edizioni 2016, pp. 448 – 19,00 euro

Nel 1903, due fratelli americani sono protagonisti di un avvenimento epocale. Il 17 dicembre di quell’anno, il Flyer, la macchina ideata e costruita da Wilbur e Orville Wright, è il primo veicolo ad alzarsi in volo con un pilota a bordo, segnando l’atto di nascita dell’era dell’aviazione.

Tutto era iniziato in una modesta casa del Midwest, priva di elettricità e acqua corrente, ma con una ricchissima biblioteca allestita negli anni dal vescovo Milton Wright, uomo di idee illuminate che tanta parte avrebbe avuto nella formazione dei suoi figli. Sorretti da determinazione e coraggio, da cultura e preparazione tecnica, in poco più di un decennio i Wright passano dall’essere due sconosciuti meccanici di biciclette dell’Ohio alla fama internazionale. Un percorso costellato di tappe fondamentali, come i primi esperimenti di volo sulle dune degli Outer Banks, il clamoroso successo di Wilbur in Francia, le esaltanti esibizioni di Orville a Washington. Questo libro racconta per la prima volta in maniera dettagliata l’incredibile storia dei fratelli Wright. Un immenso lavoro di ricerca sui diari, gli appunti, le testimonianze e le oltre mille lettere della corrispondenza familiare. Il cammino verso la gloria, ma anche la vita privata, da cui emerge il contributo essenziale e poco noto della sorella Katharine, insegnante di liceo, unica laureata della famiglia, instancabile sostenitrice delle imprese dei suoi due fratelli.

David Mc Cullough nato a Pittsburgh (USA) nel 1933 è un illustre storico e saggista americano, vincitore di due premi Pulitzer (1993 e 2002, per le biografie di Harry Truman e John Adams) e di due National Book Award (1978 per The Path Between the Seas, storia del canale di Panama, e 1982 per Mornings on Horseback, biografia di Theodore Roosevelt). Nel 2006 ha ricevuto la Presidential Medal of Freedom, il maggiore riconoscimento civile degli Stati Uniti.

A cura di Alessandra Stoppini

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