25novembre

CONSIGLI DI LETTURA/46 – SPECIALE NATALE

Tra un mese sarà Natale e vi proponiamo una serie di proposte per tutti i gusti da mettere sotto l’albero. Il romanzo di una città e di una generazione; uno di formazione; un capolavoro da riscoprire; un reportage sull’America degli anni della Guerra Fredda; un volume che affronta la questione del ruolo della donna nella Chiesa (e nella società) secondo papa Francesco, attraverso una serie di figure femminile fondamentali nella vita di Bergoglio. Ma il Natale è soprattutto la festa dedicata ai bambini… ed ecco per loro un racconto adatto a questo periodo incantato!

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Alberto Rollo

Un’educazione milanese 

Manni Editori 2016, pp. 320, 16,00 euro

Questa è una ricognizione autobiografica ed è il racconto della città che l’ha ispirata. Si entra nella storia dagli anni Cinquanta: l’infanzia nei nuovi quartieri periferici, con le paterne “lezioni di cultura operaia”, le materne divagazioni sulla magia del lavoro sartoriale, la famiglia comunista e quella cattolica, le ascendenze lombarde e quelle leccesi, le gite in tram, e quelle in moto. Inoltre, la morte di John F. Kennedy e quella di papa Giovanni, Rocco e i suoi fratelli, l’oratorio, il cinema, i giochi, le amicizie adolescenziali e i primi amori fra scali merci e recinti incustoditi. E si procede con lo scatto della giovinezza, accanto all’amico maestro di vita e di visioni; sullo sfondo le grandi lotte operaie, la vitalità dei gruppi extraparlamentari, il sognante melting pot sociale di una generazione che voleva “occhi diversi”. A questa formazione si mescola la percezione dell’oggi, il prosciugamento della città industriale, i progetti urbanistici per una Grande Milano, le trasformazioni dello skyline, il trionfo della capitale della moda e degli archistar. Un romanzo autobiografico magistralmente scritto, lo sguardo teso della visione: la storia di una città, di una generazione.

Alberto Rollo è nato a Milano nel 1951. Dal 2005 è Direttore letterario della casa editrice Feltrinelli, dove lavora da oltre vent’anni. Nei decenni Ottanta e Novanta ha firmato recensioni di libri, teatro e cinema per vari quotidiani nazionali, e saggi su riviste (“Belfagor”, “Quaderni Piacentini”, “Ombre Rosse”, “Il Maltese”, Tirature); è stato collaboratore di “Linea d’Ombra” e ha tradotto autori inglesi e americani contemporanei, da Jonathan Coe a William Faulkner. Ha scritto per il teatro e ha realizzato documentari per la tv. Questa è la sua prima opera di narrativa.

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Alain Mabanckou

Peperoncino

66thand2nd Editore 2016, pp. 225, 18,00 euro. Traduzione di Filippo D’Angelo

Tokumisa Nzambe po Mose yamoyindo abotami namboka ya Bakoko è il nome che gli hanno dato all’orfanotrfio di Loango. Letteralmente: Rendiamo grazie a Dio, il Mosè nero è nato sulla terra degli antenati. Più tardi lo conosceranno tutti come Peperoncino. Siamo negli anni Sessanta, la Repubblica popolare del Congo si sta trasformando in un avamposto africano dell’Unione Sovietica. La vita nell’orfanotrofio viene scandita dai surreali proclami di un direttore che scimmiotta il gergo rivoluzionario del nuovo presidente e Peperoncino approfitta della confusione generale per darsela a gambe. Solo e senza un posto dove andare, si unisce a una banda di ragazzi di strada fin quando non trova rifugio in casa di Mama Fiat 500 e dei suoi dieci figli. Tutto sembra procedere per il meglio ma un evento inaspettato turba la serenità della sua nuova famiglia. È troppo! Peperoncino perde la testa ed entra in uno stato di lucida follia che nessuno psichiatra o stregone sembra in grado di debellare.

Alain Mabanckou nasce nel 1966 nella Repubblica del Congo e trascorre l’infanzia a Pointe-Noire, capitale economica del Paese. Si trasferisce in Francia a ventidue anni per completare gli studi e rimane a Parigi fino al 2002, quando ottiene una cattedra come professore di letterature francofone all’Università del Michigan. Attualmente vive a Los Angeles e insegna alla Ucla, Università della California. Scrittore di fama internazionale, ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i suoi romanzi, tradotti in quindici lingue, tra cui il premio Renaudot nel 2006 per Memorie di un porcospino. L’autore è stato insignito del titolo di Cavaliere della Legion d’onore per decreto del presidente della Repubblica francese. Con Pezzi di vetro ha vinto numerosi premi internazionali ed è stato finalista del Premio Strega Europeo. Intellettuale di spicco della cosiddetta FrancAfrique, ha ottenuto per l’anno in corso la cattedra di creazione artistica presso il prestigioso Collège de France.

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Kate O’Brien

Mary Lavelle

Fazi Editore 2016, pp. 300, 18,50 euro. Traduzione di Antonella Sarti.

Uscito a Dublino nel 1936 e subito censurato, perché ritenuto immorale, “Mary Lavelle”, infatti, tratta in modo esplicito e con sorprendente modernità il tema dell’omosessualità femminile.

Irlanda, 1922. La giovane Mary Lavelle attraversa il mare per raggiungere Altorno, in Spagna, dove la attende un incarico d’insegnante d’inglese e istitutrice presso la famiglia Areavaga. La decisione del fidanzato John di rimandare le nozze, in attesa di una più soddisfacente stabilità economica, è solo il pretesto della partenza. La verità è che Mary intende seguire, finalmente, l’impulso all’indipendenza. La Spagna risponde perfettamente al suo bisogno d’avventura: i colori sconvolgenti del paesaggio, il carattere misterioso e infuocato degli abitanti, l’eleganza e il sangue della corrida colpiscono profondamente la giovane, iniziata ai misteri dell’affascinante paese del Sud dal circolo delle “miss” irlandesi che vi abitano da molti anni. Una di loro le confesserà il proprio amore, in due pagine di grande intensità che, nel 1936, costarono al libro la censura immediata. Ma Mary è destinata a ricambiare, con sfrenata passionalità, l’amore di Juanito, il figlio sposato degli Areavaga, provocando lo scandalo che segnerà la vita di tutti.

Kate O’Brien (1897-1974), nacque a Limerick, in Irlanda. Ancora bambina, perse la madre e fu educata in convento. Completò gli studi all’University College di Dublino. Ne seguì una fortunata carriera di giornalista, e nel giro di pochi anni riscosse un indubbio successo anche come scrittrice e drammaturga.

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Joan Didion

Miami

Il Saggiatore Editore 2016, pp. 224, 20,00 euro. Traduzione di Teresa Martini.

C’era una volta il mito della Miami patinata, di una metropoli dalle tinte pastello, evocata dagli spot pubblicitari o dalle corse sulla Ferrari bianca di Miami Vice. Era un miraggio di palme e cocaina, spiagge e grattacieli, che nascondeva una città spettacolarmente depressa in cui il Sud della Florida sembrava trascolorare nella Cuba del Nord. Un avamposto occidentale dei Caraibi che aveva poco a che vedere con New York e Los Angeles, e molto da spartire con Caracas e Bogotá. Miami era una chimera tropicale, ricca di pettegolezzi e povera di memoria. Proprio qui, Fidel Castro trovò il denaro per sconfiggere Batista, e due generazioni di espatriati cubani – terroristi e cospiratori, malviventi e idealisti visionari – cercarono le armi per combatterlo, mescolandosi al mondo cinico e ingannevole dell’intelligence americana. Fu in questa atmosfera rarefatta, in cui le istituzioni democratiche cedevano il passo al disordine sgargiante dell’America Latina, che si intrecciarono molti dei fili della Guerra Fredda: dalla Baia dei Porci al Watergate, dalla crisi dei missili del 1961 all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Joan Didion, fedele alla miglior tradizione del New Journalism americano, si immerge in questo caleidoscopio di sofferenza e vanità, esplorando e narrando in prima persona il mondo degli esuli cubani: un mondo in cui «divergenze di personalità» potevano spiegare qualsiasi cosa, da un semplice battibecco a un colpo di Stato, e in cui il concetto di patria sembrava indivisibile da un senso dell’onore tradito, sempre pronto a esplodere in violenza.

Attraverso la scrittura penetrante che l’ha resa un’autrice di culto, autentica icona della letteratura americana, l’autrice dona sostanza narrativa a un microcosmo in cui si inseguono tutte le lotte e contraddizioni celate sotto la superficie dorata della società americana. E ci consegna il racconto indelebile di una Miami che non sembra una città “ma una fiaba, una storia d’amore ai tropici, una specie di sogno a occhi aperti in cui tutto è possibile”.

Joan Didion è nata in California nel 1934 e vive a New York. Giornalista, scrittrice e sceneggiatrice, scrive per il New Yorker e la New York Review of Books.

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Enzo Romeo

Francesco e le donne

Paoline Editoriale Libri 2016, pp. 192, 23,00 euro. Prefazione di Paloma García Ovejero. Con interventi di Francesca Ambrogetti e Vania De Luca.

Tanto è stato scritto su papa Francesco, la sua vita, il suo pensiero, la sua visione di Chiesa. Ma, tra la vastità di pubblicazioni sul papa, ne mancava ancora una che prendesse organicamente in esame il suo rapporto diretto con l’universo femminile, nella prospettiva della crescente responsabilità delle donne in ambito ecclesiale. E, d’altra parte, l’ipotesi di una apertura al diaconato femminile ha dato nuovo vigore al dibattito (e anche alle polemiche) su una questione – quella, appunto, della donna nella Chiesa – destinata a rimanere centrale durante, e dopo, il pontificato bergogliano. A colmare questo vuoto editoriale arriva il nuovo libro del giornalista Enzo Romeo, vaticanista del TG2. Che racconta, attraverso una serie di figure femminili fondamentali nella vita del papa (la nonna, la mamma, la sorella minore, le fidanzatine, la prof marxista ecc.), l’idea del ruolo della donna nella Chiesa (e nella società) secondo Papa Francesco.

Enzo Romeo (Siderno, 1959) è vaticanista al Tg2, dove ha ricoperto a lungo l’incarico di caporedattore agli esteri. Per la Rai (Tg1, Rai International e Tg2) ha seguito i principali avvenimenti internazionali e i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e, attualmente, di Francesco. Ha condotto trasmissioni speciali e firmato approfondimenti, fra cui Il Giubileo di Francesco per Tg2-Dossier. Fra i suoi numerosi saggi, prevalentemente dedicati a temi ecclesiali, ricordiamo: Quando la Chiesa ha un volto di donna (2002), Come funziona il Vaticano (2008) e Guerre vaticane (2012). Inoltre, ha curato Il Piccolo Principe commentato con la Bibbia (2015).

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Marie-Aude Murail

Natale su tutti i piani

Camelozampa Editore 2016, pp. 320, 16,00 euro. Illustrazioni di Boiry.

Traduzione di Sara Saorin.

Fa freddo a Parigi, in questo dicembre 1843. Per il piccolo Hugues, che è malato, è forse l’ultimo Natale. Il più bel regalo che la sorella maggiore potrebbe fargli sarebbe di insegnargli a leggere. Ma, ecco, Jeanne non sa leggere nemmeno lei. Oh, se solo possedesse un libro, uno soltanto, riuscirebbe a penetrare il segreto delle parole! Di libri ce ne sono tanti, dai ricchi vicini, dove Jeanne lavora come sarta. Che cosa succederebbe se ne rubasse uno?

Arriva per la prima volta in Italia Natale su tutti i piani di Marie-Aude Murail. Delizioso racconto natalizio dal sapore di fiaba, racchiude tutti i temi più cari alla grande autrice francese per ragazzi, come la passione per la lettura, il potere di riscatto insito nella conoscenza, lo sguardo dalla parte degli ultimi, l’amore che trionfa dell’immancabile lieto fine. Una narrazione che per atmosfere e ambientazione è un dichiarato omaggio a Charles Dickens, autore che Marie-Aude Murail ha sempre definito il suo maestro. In una Parigi di metà Ottocento, la vicenda si svolge tutta tra i vari piani di un palazzo dove, separate solo da qualche rampa di scale, vivono persone che appartengono a mondi molto distanti. Dai ricchi Lenormand, che abitano il piano nobile, al piccolo Hugues e la sorella Jeanne, che dormono in una fredda soffitta e sognano di possedere quel segreto che sembra una prerogativa di chi ha denaro, saper leggere. Ogni mattina, quando Jeanne scende le scale per andare a lavorare come sartina dai Lenormand, incrocia un giovane medico, che abita nello stesso palazzo…

In poche pagine la straordinaria penna di Marie-Aude Murail riesce a costruire uno dei suoi deliziosi intrecci, regalandoci una storia dolcissima, da leggere rigorosamente la sera di Natale. Marie-Aude Murail è una delle più grandi autrici contemporanee per ragazzi. Ha pubblicato oltre 80 libri, tradotti in tutto il mondo. Il suo più grande successo è Oh, boy!, che da solo ha ricevuto 28 premi ed è diventato anche un film. I suoi romanzi per ragazzi sono pubblicati in Italia da Giunti e per Camelozampa è uscito nel 2015 Gesù, come un romanzo.

A cura di Alessandra Stoppini

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