17gennaio

Consigli di lettura/47

Studio Garamond propone una serie di novità letterarie per tutti i gusti in uscita a gennaio: un volume composito per festeggiare gli 80 anni di una personalità della cultura italiana; un volume che contiene l’opera poetica di un pensatore; una nuova edizione di un libro che racconta le storie di donne forti e indipendenti che hanno aperto la strada dell’emancipazione femminile; il nuovo romanzo di uno dei più acclamati scrittori australiani e un romanzo per celebrare la Giornata della Memoria.

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Gianni Celati e Carlo Gajani

Animazioni e incantamenti

L’orma editore 2017, pp. 456, 28,00 euro

Il 10 gennaio 2017 Gianni Celati, scrittore, traduttore e critico letterario festeggia 80 anni e la collana “Fuoriformato” gli dedica un testo assolutamente oltre ogni convenzione di genere e format editoriale. Un libro composito, nella cui prima parte, quella dedicata ai mimoromanzi e alle fotofarse, le parole di Celati si rapportano con le immagini di Carlo Gajani dando vita a uno stralunato romanzo epistolare dalla forte componente erotica e a uno storyboard di mimiche teatrali interpretate dallo stesso Celati. Mai in nessun anfratto di Animazioni e incantamenti la scrittura di Celati diventa didascalia, così come le foto non diventano mai illustrazioni. La seconda parte invece raccoglie una cospicua produzione di Celati dedicati all’arte e alla fotografia, e in particolare a Luigi Ghirri, che sostituisce Gajani nella funzione di mentore immaginifico. Una testimonianza viva, bizzarra, eccessiva del concerto fra immagine e scrittura che racconta il momento in cui un maestro della narrativa italiana e nume tutelare di molti scrittori, tenderà a prediligere il racconto filmico rispetto a quello letterario.

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Aldo Capitini

Poesie. A cura di Daniele Piccini

Del Vecchio Editore 2017, 288 pp. – 16,50 euro. Nelle librerie dal 26 gennaio.

Del Vecchio Editore pubblica l’opera poetica “corale” del pensatore Aldo Capitini (Perugia, 1899-1968), poeta e letterato fine e rivoluzionario, maggiormente conosciuto in Italia per il suo impegno civile, di filosofo e pedagogista. Nella poesia vede «un atto di apertura illimitata, di contro alle chiusure, alle forzature, agli irrigidimenti», fino all’incontro con la religione, che per lui, fin nelle prime riflessioni filosofiche, è crogiuolo di un’anima infinitamente aperta. Quella di Capitini è dunque un’esperienza poetica di certo singolare: appassionato lettore di poesia, amò anche autori che avrebbe poi rifiutato, come i futuristi; s’interessò alla letteratura straniera, soprattutto ai classici e fu affascinato da autori a lui contemporanei, quali Luzi e Sereni. Influenze, interessi e affinità che condurranno tuttavia a un’esperienza poetica decisamente autonoma e particolare.

Aldo Capitini (Perugia, 1899-1968) è stato un pensatore attivo nel campo della riflessione filosofica, etico religiosa, pedagogica, estetica. Si formò alla Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui fu in seguito segretario, venendone poi allontanato per il suo rifiuto di iscriversi al Partito Fascista. Da intellettuale fu attivamente impegnato contro il regime, contribuendo alle idee liberalsocialiste. D’altra parte evitò sempre un impegno propriamente politico. Promosse il movimento nonviolento in Italia e sostenne la necessità di una democrazia dal basso. Animatore instancabile d’iniziative culturali e sociali, promosse tra l’altro, nel 1961, la Marcia della Pace da Perugia ad Assisi. Tra i suoi numerosi libri si possono ricordare Elementi di un’esperienza religiosa (1937), Vita religiosa (1942), Saggio sul soggetto della storia (1947), La realtà di tutti (1948), L’atto di educare (1951), Religione aperta (1955), Rivoluzione aperta (1956), La nonviolenza oggi (1962), La compresenza dei morti e dei viventi (1966), Le tecniche della nonviolenza (1967), Educazione aperta (1967-‘68). Come poeta, Capitini pubblicò nella sua maturità due raccolte, Atti della presenza aperta (1943) e Colloquio corale (1956), di originale impianto formale e di forte impegno etico e conoscitivo. Questo volume le ripropone entrambe, insieme ai versi giovanili di Terrena sede (1928) e Sette canti (1931), costituendo così per la prima volta la riedizione organica della sua produzione poetica.

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Rita Levi-Montalcini con Giuseppina Tripodi

Le tue antenate. Donne pioniere nella società, dall’antichità ai giorni nostri. Disegni di Giuliano Ferri

Gallucci Editore 2017, pp. 154, 10,00 euro

In questo volume Rita Levi-Montalcini racconta settanta donne eccezionali e le indica come esempi di emancipazione, genio e perseveranza. Donne che hanno dovuto lottare contro i pregiudizi e il maschilismo per studiare ed entrare nei laboratori, che hanno rischiato di vedersi strappare le loro scoperte fondamentali, spesso attribuite ai soli colleghi uomini ma che sono state capaci di caricarsi del doppio impegno della ricerca e della famiglia. Le loro storie esemplari accompagneranno le giovani lettrici nelle varie epoche dell’umanità. Donne come Ipazia o Virginia Galilei, come Laura Bassi o Maria Montessori, come Margherita Hack e Vandana Shiva. Modelli femminili affascinanti, rigorosi, combattivi, mai banali, figure innovative, fiere e rivoluzionarie che hanno saputo affermarsi e trascinare con sé l’emancipazione della donna nella società occidentale, fino ai giorni nostri.

Rita Levi-Montalcini (1909-2012), alla fine degli anni Trenta fu costretta alla clandestinità e all’espatrio per sfuggire alle leggi razziali. Nel 1951, in Brasile, identificò il Fattore di crescita delle cellule nervose (NFG), scoperta che le ha valso il Premio Nobel per la Medicina nel 1986.

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Tim Winton

Il nido

Fazi Editore 2017, pp. 442, 18,00 euro. Traduzione di Stefano Tummolini. Nelle librerie dal 19 gennaio.

Tom Keely ha perso la bussola. Divorziato, disoccupato, la sua reputazione come attivista ambientale è distrutta, e lui si trova rintanato in un appartamento in cima a un cupo grattacielo di Fremantle, Australia occidentale, da dove vede il mondo di cui si è disamorato. Si è tagliato fuori, e fuori ha intenzione di restare, immune ai sentimenti, carico di alcol, antidolorifici, antidepressivi, psicofarmaci e sonniferi, finché un giorno incontra i vicini: una donna del passato e il suo nipote introverso. Un incontro che lo sconvolge ma che, quasi controvoglia, lo spinge a farli entrare nella sua vita. Ma i due nascondono a loro volta una storia difficile, e Keely presto si trova immerso in un mondo che minaccia di distruggere tutto ciò che ha imparato ad amare, in cui il senso di fallimento è accentuato dal confronto continuo con la figura del padre, Nev, un gigante buono impossibile da eguagliare. Un romanzo commovente, coraggioso e inquietante, che rivela punte di umorismo nero e spietato.

Tim Winton nasce il 4 agosto del 1960 a Perth, in Australia e a dieci anni annuncia ai suoi genitori che non ha nessuna intenzione di fare il poliziotto come suo padre, ma che invece il suo mestiere sarà scrivere. A ventuno, quando ancora frequenta l’università, pubblica il libro che lo rende immediatamente famoso al pubblico australiano: An Open Swimmer. Da lì in poi si dedica alla scrittura a tempo pieno e nel giro di una ventina d’anni pubblica più di una quindicina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e libri per bambini, modellando uno stile che fin dall’esordio si scopre assolutamente personale. Fazi Editore ha pubblicato Quell’occhio, il cielo (1997), Nel buio dell’inverno (1999), I cavalieri (2000), Cloudstreet (2003), Dirt music (2005), La svolta (2007). Tre volte vincitore del Miles Frankin Award, è stato due volte nella short-list del Man Booker Prize, per I cavalieri e per Dirt music e premiato anche con il Commonwealth Writers Prize, il Family Award for Children’s Literature e il Libro dell’Anno dell’Australian Bookseller Association. Vive con la moglie e i tre figli in una casa sulla spiaggia di Fremantle, in una delle zone meno popolate dell’Australia.

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Massimiliano Boni

Il museo delle penultime cose

66thand2nd editore 2017, pp. 383, 16,00 euro. Nelle librerie dal 20 gennaio.

In un futuro non troppo lontano l’Italia è scossa da un’inquietante deriva antisemita. Mentre la situazione va lentamente degenerando, al museo della Shoah di Roma si prepara una grande mostra sugli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento, ormai tutti scomparsi. A occuparsene è un giovane storico, Pacifico Lattes, uno degli artefici del minuzioso lavoro di conservazione di dati e documenti d’archivio che ha trasformato definitivamente il ricordo individuale in memoria collettiva. Le sue certezze, tuttavia, vacillano a causa di una notizia sconvolgente: forse c’è un sopravvissuto ancora in vita, un vecchio aspro e testardo, confinato in una casa di riposo nel degrado del quartiere Tor Sapienza. Ma c’è qualcosa che non torna, il suo nome non compare in nessuna delle liste dei deportati: cosa nasconde quell’uomo taciturno e ostinatamente chiuso in se stesso?

Per celebrare la Giornata della memoria 66thand2nd porta in libreria Il museo delle penultime cose, secondo romanzo di Massimiliano Boni: un’indagine che mescola abilmente fiction e verità storica, una drammatica “scelta di Sophie” che svelerà solo nel finale il suo terribile segreto.

Massimiliano Boni è nato a Roma nel 1971. Dal 2011 lavora come consigliere alla Corte costituzionale. Nel 2006 ha pubblicato La parola ritrovata (Giuntina). Nel 2015 ha pubblicato per 66thand2nd Solo per un giorno, diario di un podista che si allena per la maratona di Roma.

A cura di Alessandra Stoppini

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