07marzo

Consigli di lettura/49

Ecco una serie di novità letterarie per tutti i gusti in uscita a marzo: una coinvolgente raccolta di racconti; il racconto di un Premio Nobel; un romanzo specchio della crisi contemporanea, un saggio che tratta un tema attuale e il nuovo romanzo del vincitore del Man Booker Prize 2016.

Jaume Cabré

Viaggio d’inverno

laNuovafrontiera 2017, pp. 288, 17,00 euro. Traduzione di Stefania Ciminelli

Viaggio d’inverno, l’ultimo libro di Cabré, è un repertorio di passioni umane, una cavalcata per la storia intima dell’Europa e un omaggio letterario alla musica di Schubert e Bach. I racconti che lo compongono sono ambientati in epoche differenti e distinti sono i protagonisti – un pianista, un uomo tradito, una prostituta, un costruttore di organi, un rabbino, un sacerdote, uno studioso, un ladro, un killer, un pazzo, un sopravvissuto all’Olocausto, un oligarca e un artista fallito – ciononostante, mentre si avanza con la lettura si ricrea sotto gli occhi del lettore una misteriosa unità. A poco a poco i fili della trama narrativa, di una squisita finezza, s’intrecciano formando dei collegamenti tra idee diverse, luoghi e personaggi distanti. I temi abituali delle opere di Jaume Cabré, centellinati con estrema maestria, si cristallizzano in questa piccola gemma che lo consacra, ancora una volta, come uno dei grandi nomi della letteratura europea contemporanea.

Jaume Cabré nato a Barcellona nel 1947 è uno dei grandi autori della letteratura catalana contemporanea. Le sue opere sono tradotte in quindici lingue e hanno raggiunto un successo straordinario in paesi come Germania, Francia e Olanda, consacrandolo quale protagonista di primo piano del panorama letterario internazionale.

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Henryk Sienkiewicz

Il guardiano del faro

Elliot edizioni 2017, 46 pp., 7,00 euro

Vicino all’istmo di Panama, ad Aspinwall, è appena morto lo storico guardiano del faro, e va trovato subito un sostituto disposto a dedicare la propria vita alla solitudine e al mare. L’unico candidato che si presenta è il settantenne ex militare Skawinski. Egli ha trascorso la sua vita vagando nel mondo senza mai realizzare del tutto i propri sogni e ora è pronto a riposare. Il suo potenziale datore di lavoro è scettico, riuscirà un uomo così anziano a occuparsi da solo del faro? Skawinski ottiene il posto e inizia a vivere al ritmo delle onde e dell’isola, finché qualcosa non lo fa tornare col pensiero alla sua patria, la Polonia, per parlarci da esule a nome di tutti gli esuli che sono costretti a vivere lontani dalla terra d’origine.

Henryk Sienkiewicz nacque a Wola Okrzejska in Polonia nel 1846, fu giornalista e romanziere, vincitore del Premio Nobel nel 1905. Fu noto soprattutto per i suoi romanzi storici e in particolare per il best seller internazionale Quo Vadis (1896). Morì nel 1916 a Vevey in Svizzera.

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Thomas B. Reverdy

Era una città

Edizioni Clichy 2017, pp. 280, 17,00 euro. Traduzione di Tania Spagnoli

Detroit, 2008. Un senso d’inesorabile, inarrestabile, inevitabile fine. Una città fantasma, che si sta lentamente disfacendo, che perde anche il ricordo di ciò che era, non somiglia più a niente e diventa il simbolo di un mondo che abbiamo perduto. Il senso di essere ormai arrivati in fondo all’abisso. Eppure ci sono ancora gli esseri umani, e allora anche in questo incubo grigio e senza respiro possibile emergono individui che in questa discesa e in questa perdita, decidono di essere ancora individui, forse perché in qualche modo estranei a questo stesso abisso. Eugène, un ingegnere francese incaricato di un progetto automobilistico che decide di uscire dal proprio destino costruendosene uno diverso. Charlie, un ragazzo cresciuto in quel disastro e che adesso è scomparso. L’ispettore Brown, incaricato di ritrovarlo. La luminosa cameriera Candice che sceglie di amare. Georgia, la nonna di Charlie, che mette in gioco tutto l’amore che ha dentro per salvare il nipote. Era una città è un romanzo noir, ma anche un inquietante testo poetico e in qualche modo anche una sorta di saggio politico e sociologico che racconta come forse nessun libro aveva ancora fatto che cosa sia l’amore nel tempo della crisi.

Thomas B. Reverdy, nato nel 1974, dopo un’infanzia da lui stesso definita “felice” e nonostante i suoi successi letterari continua a insegnare in un liceo di Saint-Denis. Ha esordito nel 2003 con La montée des eaux. Seguono Le ciel pour mémoire (2005), Les derniers feux (2008), L’envers du monde (2010, Prix François Mauriac) e Les evaporés (2013, che entra nella selezione del Goncourt). Il était une ville, pubblicato in Francia da Flammarion nel 2015, è stato tra i tre finalisti del Prix Goncourt.

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Alessandro Vanoni

Migrazioni mediterranee. Un mare in cui si è riflesso il mondo

Castelvecchi Editore 2017, 48 pp. – 5,00 euro. Prefazione di Franco Rizzi

Alessandro Vanoli racconta la storia delle tante migrazioni che hanno segnato il passato e il presente mediterraneo. Dai Fenici ai Greci, passando per il tragico destino degli schiavi – musulmani o cristiani che fossero – fino agli immani esodi contemporanei: i porti italiani stipati di migranti verso il nuovo mondo e, oggi, le barche colme di coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame. Una storia che mostra come il Mediterraneo sia stato da sempre un grande spazio di scambio, ma anche e soprattutto un mare intimamente legato agli oceani e alle terre più lontane. Un destino che riguarda anche il nostro presente e il nostro prossimo futuro.

Alessandro Vanoni è nato a Bologna nel 1969, storico medievista è stato docente e collaboratore presso le università di Bologna e Milano, e in diverse università americane ed europee. Ha dedicato diversi saggi alla storia del Mediterraneo, occupandosi in particolare della penetrazione islamica in Italia e in Spagna. Fra i suoi ultimi libri: Quando guidavano le stelle (2015) e La Sicilia musulmana (2016).

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Paul Beatty

Slumberland

Fazi Editore 2017, 588 pp. – 18,50 euro. Traduzione di Silvia Castoldi

Il Muro sta per cadere e una nuova Berlino, sterminata e pullulante di vita, si squaderna davanti agli occhi di DJ Darky, musicista afro-americano che ha appena abbandonato Los Angeles con uno scopo preciso: scovare il cuore pulsante della città, coglierne il battito, farlo proprio. Un’arteria tra tutte gli balza agli occhi segnando un percorso, indicando la meta: un locale in cui si fa musica, lo Slumberland. In quei pochi, fumosi metri quadrati di impiantito sporco e musica perfetta, una nuova stagione di ascolto si schiude e lo accoglie: un’educazione sessuale, politica e acustica che via via si annette territori inediti, nuovi gusti musicali, nuove memorie fonografiche. Come un caldo giro di basso che s’insinua lungo le strade smarginate e coloratissime della città, Dj Darky mette a punto e affila le armi di un’ironia argomentativa che non ammette limiti: sulla negritudine in quegli anni in America e in Europa, sulle relazioni tra uomini neri e donne bianche, sulla musica jazz e techno, sulla vita dopo l’unificazione dei tedeschi dell’est e quella degli afro-americani dopo la guerra civile.

Paul Beatty nato nel 1962 a Los Angeles, ha studiato Scrittura creativa al Brooklyn College e Psicologia alla Boston University. Attualmente vive a York e insegna alla Columbia University. Fazi Editore ha pubblicato nel 2016 Lo schiavista, premiato con il National Book Critics Circle Award e il Man Booker Prize.

A cura di Alessandra Stoppini

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