02maggio

Consigli di lettura/51

Ecco una serie di novità letterarie per tutti i gusti in uscita a maggio: un romanzo che è un’affascinante e coinvolgente metafora sull’esilio e riflessione sulla follia e sul binomio realtà-finzione; un racconto per riscoprire uno dei grandi scrittori naturalisti americani; un memoir dai toni intimi; un coinvolgente romanzo a sfondo giudiziario e la narrazione della vita straordinaria di un artista.

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Juan José Saer

Le nuvole

laNuovafrontiera 2017, pp. 224 – 16,50 euro. Traduzione di Gina Maneri

Pichón Garay riceve un misterioso floppy disk che contiene il diario del dottor Real, un giovane medico del diciannovesimo secolo allievo di un illuminato psichiatra austriaco. Nel suo diario Real racconta, come un Enea latinoamericano, un epico viaggio attraverso la pampa argentina per accompagnare i primi pazienti del nuovo istituto “Le tre acacie”, un sanatorio all’avanguardia, dove i malati di mente vivranno in libertà e saranno assistiti con rispetto e attenzione. La carovana è composta di 36 persone: cinque pazzi – Prudencio Parra, un introverso quasi catatonico con i pugni sempre serrati; Teresita, una suora in preda a un raptus mistico e uno smodato appetito sessuale; Troncoso, un iperattivo insonne; Juan Verde che ripete sempre le stesse tre parole e suo fratello Verdecito – scortati da un nutrito seguito di soldati, guide e prostitute. Durante il viaggio, oltre a tenere sotto controllo i pazienti, Real dovrà affrontare un’improvvisa inondazione, un rogo che scuote la pianura e una tribù di indios sanguinari.

Juan José Saer, nato in Argentina nel 1937, è stato il principale scrittore della generazione dopo Borges. Nel 1968 si trasferì a Parigi e fu professore di letteratura all’Università di Rennes. La sua vasta opera narrativa comprende dodici romanzi, cinque libri di racconti, uno di poesia e vari saggi. Nel 1987 vinse il Premio Nadal, cui si aggiunsero altri importanti riconoscimenti come il premio France Culture e il premio Unione Latina di Letterature Romanze. Morì a Parigi nel 2005.

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Hamlin Garland

L’amore è una strada secondaria

Elliot Editore 2017, pp. 64 – 7,50 euro

È la fine di un secolo, l’Ottocento sta tramontando. Spencer, Darwin e Comte iniziano a influenzare un nuovo movimento, quello del naturalismo, e anche la letteratura americana sta cambiando. E così le periferie, le fabbriche e la vita rurale fanno da sfondo a una letteratura del reale in ascesa. Tra i primi che scrissero delle praterie e dei covoni di fieno, delle difficoltà e della povertà delle campagne c’è Hamlin Garland, che divenne famoso con la sua raccolta Strade maestre, da cui il racconto L’amore è una strada secondaria è tratto. Il giovane Will si è innamorato della più bella ragazza del paese, Agnes, ed è ricambiato ma Will non è come gli altri contadini, sta provando a lavorare e studiare insieme, mangia con la forchetta e ha un carattere focoso, difficile da domare, odia gli sberleffi dei compagni di lavoro e le volgarità. La gelosia lo acceca e le attenzioni in pubblico verso Agnes lo rendono furioso, innescando una serie di incomprensioni che daranno una svolta alla loro vita.

Hannibal Hamlin Garland nacque in una fattoria nel Wisconsin, nel 1860. Fu scrittore, poeta, saggista, noto soprattutto per i suoi racconti dedicati al lavoro nei campi del Midwest. Il suo libro più celebre è Strade maestre, del 1891. Autore molto prolifico, pubblicò, oltre ad alcuni romanzi e molte raccolte, due autobiografie: A Son of the Middle Border (1917) e A Daughter of the Middle Border con il quale vinse il Premio Pulizter nella categoria “Biografia” nel 1922. Fu membro dell’American Academy of Arts and Letters. Morì nella sua casa a Hollywood nel 1940.

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John Burnside

La natura dell’amore. Traduzione di Giuseppina Oneto

Fazi Editore 2017, pp. 300 – 17,50 euro

In questo memoir dalle atmosfere poetiche, l’autore trae spunto dai ricordi del passato per addentrarsi in una serie di digressioni filosofiche sull’amore e sulla società. La sua fonte di ispirazione sono le figure femminili che l’hanno affascinato, a volte quasi stregato, da bambino e da giovane: donne misteriose e inafferrabili che non ha mai dimenticato. Una cugina che ascolta un disco di Nina Simone, una sconosciuta che in un caffè si gira verso di lui e gli canta una canzone, un’amica incontrata in un ospedale psichiatrico che balla davanti a lui in sala da pranzo, e infine Christina, la sua vera ossessione, una ragazza di cui si era innamorato follemente in gioventù ma che ha rifiutato senza mai spiegarsi perché. L’amore, riflette Burnside, altro non è che una forma di adattamento alla società, una trappola nella quale si cade semplicemente per aderire ai modelli proposti. Tuttavia, nell’uomo esiste uno spirito diverso, che non si adatta, una sorta di follia: una parte di noi, selvaggia e libera, vive e si ribella alle leggi convenzionali della realtà. Ma come si coniuga questa forza primordiale con la necessità di essere accettati dal mondo?

John Burnside, nato nel 1955 a Dunfermline, in Scozia, è docente di scrittura creativa presso la University of St. Andrews, a nord di Edimburgo. La sua vasta produzione poetica è stata insignita nel 2008 di uno dei più importanti premi di poesia del Regno Unito, The Cholmondeley Award, e la sua raccolta The Asylum Dance ha vinto nel 2000 il  Whitbread Poetry Award. Ha inoltre scritto una raccolta di racconti e numerosi romanzi. Nel 2015 è stato membro della giuria del Man Booker Prize. Vive a Fife, in Scozia, con la moglie e i due figli.

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Michele Navarra

L’ultima occasione

Novecento Editore 2017, pp. 400 – 16,00 euro

Nella Collana “Versus. Giuristi raccontano” Novecento Editore riedita “L’ultima occasione” (2017) romanzo d’esordio dello scrittore. Ormai insofferente verso il mondo che lo circonda, l’avvocato Alessandro Gordiani decide di lasciare Roma, la famiglia, il lavoro e lo studio faticosamente avviato per trasferirsi in un paesino sulla costa sassarese e vivere secondo un ritmo più tranquillo e naturale, al riparo da ogni possibile stress emotivo. Ma una tragedia lo costringerà a tornare sui suoi passi. Un ragazzo muore durante una festa e Alessandro, inaspettatamente e per un gioco di intrecci, si troverà a riprendere la toga e ad assumere la difesa dell’imputato. Un processo difficile, con pochi elementi a favore, e una serie di circostanze che remano contro. Gordiani dovrà fare i conti con i suoi dubbi, con il suo perfezionismo e di non aver fatto abbastanza con la sua costante paura di sbagliare.

Michele Navarra è nato nel 1968 a Roma, dove vive e, da più di vent’anni, esercita la professione di avvocato penalista. È il creatore del personaggio di Alessandro Gordiani, protagonista di tutti i suoi libri (“Per non aver commesso il fatto”, Giuffré 2010; “Una questione di principio”, Giuffré 2013 e “Solo la verità”, Novecento Editore 2015) grazie ai quali l’autore ha vinto numerosi premi letterari.

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Tiziana Gazzini

Kokocinski. Vita straordinaria di un artista

Edizioni Clichy 2017, pp. 240 – 18,00 euro

Passioni, amicizie, militanza e maestri di un artista arrivato al successo internazionale senza accettare le regole comuni del sistema delle arti. Una vita avventurosa e romanzesca, dove i contenuti esistenziali coincidono mirabilmente con i valori formali, attraverso i quali l’artista si esprime. Il racconto della vita di Kokocinski è il racconto della costruzione dell’immaginario unico e sorprendente da cui muove la sua arte. Madre russa e padre polacco, Alessandro Kokocinski nasce nel dopoguerra in Italia, apolide. La migrazione in Argentina, l’infanzia con gli indios Guaraní nella foresta pluviale, l’adolescenza in un circo come acrobata cavallerizzo. Il disegno e l’arte «al servizio del popolo» nell’Argentina della dittatura militare. Poi il Cile di Allende, l’Europa – Amburgo, Londra, Parigi, Roma – e l’incontro con la grande arte classica italiana. Senza dimenticare l’Oriente. Kokocinski, artista dalle molte patrie, ha vissuto incontri ed eventi eccezionali, attraversato continenti tracciando una geografia complicata, sorprendente e misteriosa che lega la grande storia a vicende privatissime. La vita di Kokocinski assume la forma di un racconto corale fatto di migrazioni e guerre, scorci antropologici e contaminazioni culturali che Tiziana Gazzini ha ricostruito grazie alla testimonianza diretta dell’artista e a una rara documentazione d’archivio messa a disposizione dalla Fondazione Alessandro Kokocinski.

Tiziana Gazzini vive e lavora a Roma. Giornalista e saggista, ha scritto d’arte, cultura e costume su quotidiani, periodici e testate web (Paese Sera, Il Tempo, Il Piccolo, Cinecritica, Nazione Indiana, ecc.). Attiva nell’editoria d’arte, ha collaborato con la RAI e la Quadriennale di Roma.

A cura di Alessandra Stoppini

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