11aprile

Consigli lettura/40

Ecco una serie di proposte editoriali per il mese di aprile: un romanzo sui migranti; l’audiolibro tratto da un bestseller; uno spiazzante romanzo d’esordio; il libro finora inedito in Italia di una delle più grandi voci del Novecento; una raccolta di lettere di prigionieri di guerra italiani durante il primo conflitto mondiale e infine la biografia di una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi edita in occasione del bicentenario della nascita di Charlotte Brontë (1816-1855).

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Gazmend Kapllani

Breve diario di frontiera. Traduzione di Maurizio De Rosa

Del Vecchio Editore 2016, pp. 310 – 16,00 euro

Il testo è un’originale testimonianza sul mondo della migrazione, firmata da Gazmend Kapllani. Dopo aver trascorso l’infanzia e gli anni della scuola in Albania, immaginando che le minigonne e i quiz della tv di Stato italiana fossero la realtà quotidiana della vita in Occidente – e fantasticando di conseguenza di poter vivere al di là del confine – la morte del dittatore Enver Hoxha finalmente consente a Kapllani di mettere in pratica il proprio piano di fuga. Tuttavia, al suo arrivo nella Terra Promessa, non trova né procaci e disponibili ragazze, né il caloroso benvenuto che aveva immaginato di ricevere dai suoi cugini greci. Viene, invece, sbattuto in un centro di detenzione temporaneo, situato in una piccola città di confine. Gazi e i suoi compagni immigrati cercheranno così di trovare un lavoro, cominciando a pianificare le loro vite future in Grecia e immaginando ricchezze e successi che rimangono sempre appena oltre la loro portata. Kapllani racconta con irriverenza e ironia di un’infanzia popolata di onnipresenti e paranoici delatori e di cartoni di sapone in polvere sbiancati dalla salsedine del Mare Adriatico, utilizzati come feticci dell’Occidente per decorare il salotto di casa, e, intrecciando questi ricordi con il presente di migranti afflitti dalla “sindrome del confine” (uno stato mentale al pari di un’esperienza geografica), confeziona un brillante e divertente romanzo d’esordio.

Gazmend Kapllani è nato nel 1967 a Lushnjë, in Albania. Nel gennaio del 1991 ha attraversato il confine con la Grecia a piedi per sfuggire alla persecuzione da parte dei servizi segreti comunisti. In Grecia ha lavorato come muratore, cuoco, venditore ambulante, laureandosi in seguito presso l’università di Atene e completando un dottorato sull’immagine degli albanesi sulla stampa greca e dei greci sulla stampa albanese. Ora è uno scrittore di successo e tiene una rubrica bisettimanale su Ta Nea, il più grande quotidiano greco.

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Paula Hawkins

La ragazza del treno. Audiolibro letto da Carolina Crescentini con Marianna Jensen e Alessia Navarro

Emons Edizioni 2016, versione integrale, durata: 9h 52m, 1 CD MP3: 16,90/Download: euro 10,14

Un capolavoro di suspense diventato un best-seller mondiale in poco tempo, La ragazza del treno ha venduto milioni di copie, è stato tradotto in 45 paesi, presto sarà al cinema interpretato da Emily Blunt. Ora è anche un audiolibro letto da Carolina Crescentini, Marianna Jensen e Alessia Navarro: tre diversi punti di vista, tre voci diverse, tre donne che via via sembrano sovrapporsi in un continuo déjà-vu. Tutte le mattine Rachel prende lo stesso treno per Londra, che puntualmente fa una sosta davanti a una fila di case. Dal finestrino Rachel osserva la vita delle persone, e fantastica. C’è una coppia in particolare, che fa sempre colazione in veranda, a cui Rachel si affeziona. Ha persino dato loro un nome: Jess e Jason, una coppia felice. Hanno tutto quello che lei ha perduto. Ma un giorno Rachel nota qualcosa che la sconvolge. È un attimo, il treno è già ripartito, ma la sua vita non sarà più la stessa.

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Roberta Gentile

Gli effetti indesiderati

Frassinelli Editore 2016, pp. 160 – 17,00 euro

Gli effetti indesiderati, romanzo d’esordio di Roberta Gentile, è la storia di un giovane, brillante architetto al quale, intorno ai trent’anni, viene diagnosticata una malattia neurodegenerativa, il Parkinson. L’età media di esordio di questa malattia è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5% dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 e i 40 anni. Il protagonista di questo romanzo appartiene a quel 5%. La sua vita, quella dei suoi amici, dei suoi familiari e dei suoi colleghi, è stravolta; in breve tempo su tutti, e in particolare sul protagonista e narratore, si abbatte un uragano impazzito che agisce sui movimenti e sui pensieri. I farmaci, con i loro «effetti indesiderati», e il decorso della malattia trasformano velocemente la sua esistenza in un susseguirsi di eventi, reali e immaginari, in cui l’ordine delle cose e la logica lasciano il posto al caos e all’irrazionale. Tutto cambia: la percezione di sé, del proprio corpo che si fa di plastica, del proprio mondo che si anima di visioni, situazioni e personaggi tanto realistici quanto assolutamente irreali. Eppure, mentre pagina dopo pagina si delinea il «Piano» – folle e coraggioso – del protagonista, il lettore non può non chiedersi chi è che sta davvero delirando: il malato, che a suo modo è l’unico che affronta davvero le cose per quello che sono, o tutti quelli che attorno a lui si ostinano invece a immaginare una soluzione che, semplicemente, non esiste? Gli effetti indesiderati è un romanzo caleidoscopico e struggente, serrato e schizofrenico, a tratti ironico, spesso lirico ma sempre coinvolgente. Un romanzo di grande potenza anche stilistica, che emoziona e spiazza il lettore a ogni pagina, portandolo in una dimensione di totale empatia con il protagonista, con la sua malattia, col suo dolore.

Roberta Gentile, nata a Verona nel 1970, vive a Roma dal 1972. È architetto e un paio di anni fa, sul suo quadernino nero, accanto ai disegni e agli appunti delle riunioni, sono apparse le prime pagine del suo primo romanzo.

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Jean Cocteau

Il Potomac. Traduzione di Tania Spagnoli

Edizioni Clichy 2016, pp. 240 – 15,00 euro

Pubblicato per la prima volta nel 1919, è il primo romanzo di Cocteau, che precede di dieci anni il suo capolavoro “I ragazzi terribili” e segna il passaggio del poeta dandy e provocatore a una dimensione più adulta, più organizzata. Opera frammentaria, che alterna testi e disegni, Cocteau considerava il “Potomak” una sorta di prefazione a tutta la sua opera successiva, e può essere riassunta nell’aforisma che l’autore tenne sempre come suo riferimento: “Coltiva sempre ciò che il pubblico ti rimprovera, perché quello sei tu”.

Jean Cocteau nasce nel 1889. Da ragazzo viaggia, scrive, si appassiona alla vita e all’arte. Nel 1912 Marcel Proust legge le sue liriche e lo lancia come una grande promessa. Cocteau, grazie anche alla sua capacità di autopromozione, diventa una star del milieu artistico parigino, allora centro del mondo. È poeta, autore di teatro, regista cinematografico, organizzatore di eventi culturali. Tra le sue opere maggiori: “La voce umana”, “I ragazzi terribili”, “La bella e la bestia”. Muore nel 1963, ed è considerato, insieme a Jean-Paul Sartre, uno dei riferimenti della cultura francese del Novecento.

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Leo Spitzer

Lettere di prigionieri di guerra italiani 1915-1918.

Edizioni Il Saggiatore 2016, pp. 384 – 23,00 euro

Arriva in libreria l’edizione aggiornata dello storico libro di Leo Spitzer che raccoglie le lettere recuperate dal filologo austriaco durante la Grande Guerra. Accanto ai commoventi messaggi, compaiono finalmente i nomi dei soldati italiani che scrivevano ai propri familiari – i genitori, le mogli, le fidanzate e gli amici – durante la prigionia. Fra queste pagine il lettore può scoprire e ricostruire le vicende, il temperamento, le paure, le debolezze, ma anche il coraggio e la forza d’animo dei giovani che hanno combattuto la Prima guerra mondiale. Spitzer era a quei tempi un funzionario dell’ufficio di censura militare di Vienna, e si occupava della corrispondenza dei soldati: dalla sua preziosa ricerca, attraverso questi materiali nasce, a guerra finita, questo volume prodigioso. Si tratta del più formidabile corpus di testimonianze sull’evolversi della lingua negli anni della I Guerra Mondiale: un’antologia stra-ordinaria, un saggio rimasto unico nel suo genere. Scritte per mano di persone semplici e spesso poco istruite, che si misuravano per la prima volta con la scrittura, queste lettere e cartoline testimoniano una straordinaria rivoluzione linguistica. Sono un omaggio alla lingua italiana, ai dialetti e ai gerghi dell’Italia povera, ma anche ai sentimenti e alle emozioni universali, che riflettono il dolore di un intero popolo.

Leo Spitzer (1887-1960), ha insegnato nelle università tedesche di Marburgo e Colonia; in seguito alla persecuzione razziale, in quella di Istanbul e, infine, alla Johns Hopkins di Baltimora. Dopo aver alternato lavori di stilistica della lingua ad altri di stilistica degli autori, ha elaborato una critica stilistica a base linguistica che si è affermata ovunque.

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Lyndall Gordon

Una vita appassionata. Traduzione di Nicola Vincenzoni

Fazi Editore 2016, pp. 500 – 18,00 euro

In questa biografia Lyndall Gordon introduce una prospettiva nuova, sostenendo che, dietro la facciata di donna vittoriana ligia al dovere, la Brontë (1816-1855) nascondesse una natura passionale. Attingendo alla sua corrispondenza personale e analizzando le opere di natura autobiografica (“Shirley”, “Villette”) Gordon delinea il ritratto di una scrittrice talentuosa con un umorismo pungente, in collera con i limiti imposti alle donne dalla società, e al tempo stesso il ritratto di una donna che, dopo due passioni non corrisposte, intraprende un breve ma felice matrimonio. Scritti precedenti che la descrivono come una figura tragica e solitaria, afferma Gordon, erano distorti dalla morale vigente all’epoca e dal lutto di Charlotte per le due sorelle e il fratello.

Lyndall Gordon nata nel 1941 a Città del Capo, è autrice di importanti biografie letterarie amate da pubblico e critica, come quelle di Virginia Woolf (“Virginia Woolf: A Writer’s Life”) ed Emily Dickinson (“Emily Dickinson: Come un fucile carico”, pubblicata da Fazi nel 2012), nonché di un’opera monografica su T.S. Eliot (“T.S. Eliot: An Imperfect Life”), per la quale ha raccolto materiali in vent’anni di ricerca. Gordon ha studiato Storia e Letteratura Inglese nella sua città natale e Letteratura Americana del XIX Secolo alla Columbia University di New York. Oggi insegna Letteratura Inglese a Oxford.

A cura di Alessandra Stoppini

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