23settembre

Della Porta Editori: intervista a Silvia Della Porta

Nell’ambito della rubrica dedicata ai mestieri dell’editoria, proponiamo l’intervista a Silvia Della Porta, editor di Della Porta Editori con sede a Pisa. La casa editrice è stata fondata nel 2008 dall’avvocato Ignazio Della Porta, velista e scalatore con la passione per la storia da sempre “affascinato dalle imprese dei grandi condottieri di ogni tempo, da Annibale a Oratio Nelson”. All’interno del gruppo Silvia si occupa di progetti editoriali ma anche della vendita e dell’acquisto dei diritti all’estero.

Silvia, qual è il vostro principale centro d’interesse?
Nasciamo come casa editrice di libri di storia, il centro ideale del nostro catalogo. L’idea è di fare divulgazione, con libri scritti dai migliori specialisti in materia, ma sempre accessibili al grande pubblico. Abbiamo tre collane per adesso, una dedicata alla grande storia, una alle biografie, e un’altra alle interviste con personaggi dell’attualità che hanno lasciato un segno nel loro tempo. Scegliamo con molta attenzione gli argomenti e gli autori da pubblicare. Alla base c’è un principio molto importante, che un grande esperto del mondo editoriale anglosassone, John B. Thompson ha definito ‘capitale simbolico’ di una casa editrice, ovvero il catalogo e la qualità dei libri pubblicati. Per questo siamo molto fieri dei nostri autori, sono loro la ricchezza della casa editrice.

Com’è strutturata la redazione e come si svolge il vostro lavoro?
In redazione, per adesso, siamo in due. Abbiamo però un comitato scientifico composto da accademici, con i quali impostiamo la linea editoriale di ogni anno e la programmazione dei titoli futuri. Siamo noi di solito a contattare gli autori e a proporre loro un nuovo progetto, in armonia con le nostre collane.

Quanto è stato importante conseguire il Master in Publishing a Londra, dopo la laurea in Storia Moderna, per la Sua formazione professionale?
A Londra ho imparato l’importanza dei vari ruoli in una casa editrice, che in un’azienda medio-piccola spesso sono concentrati in poche figure. Mi sono specializzata negli aspetti legali – stesura dei contratti, cessione e acquisto dei diritti in traduzione – ma ho approfondito anche argomenti come l’editoria digitale, la gestione commerciale e il marketing; ruoli meno letterari ma importanti e vitali anche per le piccole realtà. Lavoro come editor ed è per me la parte più bella scegliere i libri da pubblicare e poi seguire i nostri autori nella fase di scrittura, di revisione e anche dopo, quando il libro è uscito, ma ci sono aspetti più tecnici altrettanto importanti che a Londra ho potuto studiare nel dettaglio, conoscenze pratiche che mi servono nel lavoro di tutti i giorni.

Quali sono stati i vostri maggiori successi letterari?
Direi 1917. La Russia verso l’abisso. La rivoluzione russa è un argomento che continua a porre dei quesiti, per le conseguenze che ha avuto sull’intera storia del Novecento, e per il fascino che ha esercitato su milioni di lavoratori e su tantissimi intellettuali. Questo libro rievoca i fatti in modo documentato, ma risponde anche a una domanda fondamentale: perché una rivoluzione, nata all’insegna della liberazione, ha portato a risultati così catastrofici? La Russia è un mondo che affascina. Come diceva Churchill, è ‘Un enigma avvolto in un mistero’. A proposito, mi piacerebbe molto pubblicare una biografia di Churchill…

Come affrontate l’antico male della distribuzione nelle librerie?
All’inizio la distribuzione, o meglio la non-distribuzione, ha rappresentato un problema serio. Eravamo distribuiti in maniera frammentaria, a livello regionale, con alcuni ordini ai quali provvedevamo da soli. Difficilmente arrivavamo in libreria il giorno stesso che il libro usciva sul mercato. L’inizio della collaborazione con PDE ha rappresentato una svolta. Sono bravissimi ed efficienti, molto professionali. Credo che il problema, adesso, sia un altro, la schizofrenia del mercato del libro. Il sistema dell’acquisto in conto vendita con possibilità di resa penalizza l’editore, che non ha la certezza dei libri venduti ed è pertanto impossibilitato a fare una stima reale dei ricavi; penalizza il libraio, che è portato a ordinare più libri di quelli che poi venderà; penalizza infine il distributore, che è costretto ad anticipare delle somme, esponendosi così a un rischio maggiore. Sarebbe interessante cominciare a discutere di un possibile modello alternativo di distribuzione.

Recentemente avete pubblicato il libro–intervista, Non è tempo di nostalgia, nel quale Franca Rame ripercorre tutta la sua vita dialogando con il suo amico Joseph Farrell. Che ricordi conserva di questa donna straordinaria da poco scomparsa?
Il libro intervista tra Franca Rame e Joseph Farrell mi sta particolarmente a cuore. Franca Rame – guidata dalle domande di un amico, nonché grande esperto teatrale, che la conosceva bene – racconta la sua vita, il suo teatro, la collaborazione letteraria con il marito, le battaglie, l’esperienza politica in Senato. È un libro meraviglioso, in tanti ci hanno scritto di averlo apprezzato molto. Ricordo una Franca Rame che, con gentilezza e simpatia, ci ha aperto le porte di casa sua lo scorso febbraio. Era una donna luminosa, irradiava buonumore e aveva tanta voglia di parlare. Conservo un bellissimo ricordo del nostro incontro a Milano.

Ci vuole parlare del legame tra voi e il Pisa Book Festival che si svolge ogni anno in autunno?
Il Pisa Book Festival è nato nel 2003 per un’idea di mia madre, Lucia Della Porta. Voleva dare spazio all’editoria indipendente, oltre che portare a Pisa un festival letterario, che la città non aveva mai avuto. Ha lavorato tanto, senza mai fermarsi di fronte agli imprevisti, per fare del festival quello che è diventato. Voleva regalare a Pisa una grande manifestazione e ci è riuscita.
La casa editrice partecipa come le altre con un proprio stand. Per noi è una vetrina importante, è bello per l’editore vedere le reazioni dei lettori di fronte ai propri libri. Poi è un’occasione per presentare le proprie novità. Quest’anno organizzeremo un evento in ricordo di Franca Rame.

Quali sono i vostri progetti futuri?
In preparazione abbiamo una biografia di Alberto Ronchey, scritta da Andrea Nelli, un giovane storico che ha un grande futuro e più avanti, una storia dell’URSS e una del partito comunista italiano. Il sogno nel cassetto è anche quello di cominciare una collana di psichiatria, perché è una materia che mi ha sempre interessato.

Info: http://www.dellaportaeditori.it

Articolo a firma di Alessandra Stoppini

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