23gennaio

Ediesse: intervista a Carla Pagani

L’Agenzia letteraria Studio Garamond propone l’intervista a Carla Pagani, addetto stampa e responsabile della comunicazione esterna e dell’organizzazione eventi della Casa editrice Ediesse dal 2006. Ediesse pubblica prevalentemente saggistica, libri di inchiesta e reportage. Con più di 1000 volumi in catalogo e una media di 70 novità editoriali l’anno, si caratterizza per una marcata attenzione rivolta ai cambiamenti politici, economici e sociali in corso.

Come nasce la voglia di fare l’addetto stampa, com’è strutturato il suo lavoro? Ci illustri brevemente la giornata tipo.
“Personalmente ho sempre voluto fare un lavoro che mi consentisse di avere a che fare con gli altri; e lavorare come addetto stampa implica continui rapporti con il mondo esterno: i giornalisti, gli autori, le altre case editrici e tutti i soggetti con cui a vario titolo si lavora per promuovere i libri. Insomma, si tratta di un lavoro molto diverso da quello più solitario del redattore. Si passa molto tempo al telefono. E i rapporti diretti, de visu, sono altrettanto importanti. La giornata tipo implica la possibilità di lavorare contemporaneamente su più fronti, spesso senza soluzione di continuità. Si passa facilmente da una cosa a un’altra. Quindi è fondamentale adottare un approccio multitasking e avere doti organizzative che consentano di pianificare le iniziative e i lanci dei libri a lungo termine e, contemporaneamente, di rispettare le scadenze quotidiane e risolvere problemi imminenti. Una giornata tipo può essere dunque fatta di telefonate, invio di mail, redazione di comunicati stampa, elaborazione di strategie di promozione dei libri. E ancora: incontri con gli autori, iniziative di presentazione dei libri, riunioni. Tutto, nella maggioranza dei casi, a ritmi piuttosto serrati. Bisogna avere dunque molta pazienza. Ma, in primis, bisogna curare i rapporti interpersonali, più di ogni altra cosa.”

Quali sono i compiti e le competenze principali per un responsabile della comunicazione in ambito editoriale?
“Un addetto stampa che si occupi a 360 gradi della comunicazione (cosa che accade soprattutto nelle realtà editoriali medio-piccole come la Ediesse) deve innanzitutto lavorare al lancio dei libri; deve poi lavorare sui social network (twitter e facebook in particolare); organizzare iniziative con cui vengono promossi i libri (presentazioni, partecipazione a fiere e saloni), individuando di volta in volta i discussant e gli interlocutori più adatti. Un addetto stampa si deve occupare anche della realizzazione di tutto il materiale promozionale, dalla newsletter alle schede stampa, dai comunicati alle locandine delle iniziative. Molti addetti stampa si occupano anche della gestione del sito internet della casa editrice, e dunque dell’inserimento e dell’aggiornamento dei contenuti. Fondamentale è poi la raccolta della rassegna stampa e il monitoraggio di tutte le testate che seguono e parlano di noi.”

Cos’è, per lei, l’editoria?
“L’editoria è un mondo fatto di cultura, di passione per la lettura, ma anche di impegno civile. Un mondo complesso e articolato. Senz’altro l’aspetto che più mi appassiona è la possibilità di produrre e promuovere libri che costituiscano dei veri e propri presidi a difesa della cultura e del vivere civile. Produrre e leggere libri che trattino i temi del carcere, dell’immigrazione, della violenza sulle donne, del lavoro – per citarne solo alcuni – è fondamentale, come fondamentale è la produzione e la lettura dei romanzi. Ecco, l’editoria è tutto questo: è per me produzione e difesa della cultura.”

Autore e libro ideale?
“L’autore ideale è quello che si fida del lavoro dell’addetto stampa, che in parte si affida a noi ma che, al contempo, è in grado di fornire preziose indicazioni collaborando alla promozione del libro. Intrecciare i propri contatti con quelli degli autori è sicuramente utile ma è anche entusiasmante perché implica un lavoro comune, appassionato, indirizzato verso un obiettivo condiviso.”

C’è qualche autore con cui ha lavorato che ha rappresentato un punto di crescita nel suo percorso professionale?
“Sono numerosi gli autori che nel corso di questi anni mi hanno stimolato e insegnato molto. Autori formidabili che non solo hanno dato vita a ottimi libri ma che hanno condiviso con la casa editrice e con me una fase della propria vita (quella del tutto particolare della nascita di un libro) e il proprio impegno civile. Posso solo citarne qualcuno: il garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze Franco Corleone e il costituzionalista Andrea Pugiotto, da sempre impegnati nella difesa dei diritti dei detenuti; lo scrittore Angelo Ferracuti, che cura per Ediesse una splendida collana, Carta Bianca; e ancora, il giornalista del manifesto Angelo Mastrandrea, l’economista Giuseppe De Marzo, che ci ha regalato uno dei libri più belli, Buen vivir. E ancora, lo scrittore Lorenzo Pavolini, la sociologa Giorgia Serughetti. E poi due grandi del nostro Novecento: Miriam Mafai e Adriano Guerra, con cui ho avuto la grande fortuna di lavorare.”

A quale libro del vostro catalogo è particolarmente legato e perché?
“Sicuramente al libro di Pat Carra (importante fumettista italiana; una delle autrici con cui ho lavorato quando ho iniziato a lavorare alla Ediesse) Annunci di lavoro. È un libro esilarante, caustico, divertente, ironico e frizzante, che si divora.”

Quali strumenti deve mettere in atto un ufficio stampa affinché lo scrittore e il volume possano ritagliarsi nel mercato uno spazio adeguato?
“È senz’altro di fondamentale importanza capire a quale pubblico ci si sta rivolgendo. Solo a quel punto si può iniziare a lavorare e a elaborare strategie di comunicazione. Sicuramente la saggistica in Italia sta attraversando un momento molto complicato. Bisogna quindi partire dalla consapevolezza che se si parla di vendite, non è semplice ottenere grandi numeri. Ma sicuramente il lavoro di promozione può aiutare. Quello sui social network è fondamentale, come pure è utile organizzare iniziative interessanti e ben congegnate con cui l’autore può avere visibilità, parlare del proprio libro. E poi è molto importante conoscere bene i libri, averli letti e sapere a chi si rivolgono.”

Cartaceo e/o eBook: come è cambiato il lavoro di comunicazione con la diffusione del digitale in relazione ai rapporti con la stampa?
“Direi che non è cambiato. La promozione di un libro segue le stesse regole. Dobbiamo pur sempre promuovere un prodotto editoriale, sia che esso sia cartaceo o in formato elettronico.”

Quali sono le caratteristiche fondamentali per un evento editoriale di successo?
“Non esistono degli ingredienti standard che possano garantire aprioristicamente la buona riuscita di un evento editoriale. Ma sicuramente la scelta del giorno della settimana, l’analisi della piazza su cui si lavora (un centro piccolo o una grande città), il monitoraggio – nei limiti del possibile – di altri eventi concomitanti, l’attenta considerazione di quali sono le reti che mettiamo in campo per chiamare a partecipare un folto pubblico (la rete di contatti della casa editrice, quella del luogo ospitante, quella degli autori), sono sicuramente alcuni dei fattori che possono contribuire alla buona riuscita. Anche la scelta della sede è determinante. Come pure la possibilità di coinvolgere soggetti altri che lavorano sugli stessi temi di cui tratta il nostro libro. Ma diciamo che si tratta di una complessa alchimia e non si hanno regole generali.”

Ci indichi, brevemente, come avviene un lancio stampa di una vostra novità editoriale.
“Per promuovere un libro si devono innanzitutto individuare i destinatari più adatti a cui far avere copia del libro contattandoli prima per concordare eventuali anticipazioni o interviste all’autore. Poi è necessario monitorare l’interesse del singolo giornalista e, infine, bisogna far uscire il maggior numero di recensioni e di ottenere interviste per gli autori e approfondimenti sui temi che vengono affrontati dai libri in uscita. Parallelamente si promuove il libro anche tramite tutti i canali di comunicazione: dalla newsletter all’invio della scheda stampa a mailing liste mirate; dal lancio su facebook e twitter all’ideazione di un evento di presentazione che possa attrarre pubblico e attivare l’attenzione sul nostro libro. Il lancio prosegue poi con la raccolta della rassegna stampa. Anche questa può essere rilanciata tramite i social network e fungere da cassa da risonanza affinché altri soggetti si interessino ancora al libro.”

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