13marzo

Polistampa: intervista a Gherardo Del Lungo

L’Agenzia letteraria Studio Garamond propone l’intervista a Gherardo Del Lungo dell’ufficio stampa di Edizioni Polistampa, con sede a Firenze.

Come nasce la voglia di fare l’addetto stampa, com’è strutturato il suo lavoro? Ci illustri brevemente la giornata tipo.
“Nella casa editrice per cui lavoro mi occupo prevalentemente di comunicazione e promozione dei titoli, una serie di attività che comprende l’ufficio stampa ma anche mansioni più vicine a quelle tipicamente redazionali. Non esiste una vera giornata tipo, anche se alcuni ‘appuntamenti’ come la rassegna stampa sono di routine. Un giorno di lavoro in prossimità di un evento importante, ad esempio, sarà necessariamente diverso da uno dedicato ad incontri con autori o ad attività fuori dall’ufficio.”

Quali sono i compiti e le competenze principali per un responsabile della comunicazione in ambito editoriale?
“Di base, si tratta di avvicinare un autore ai suoi lettori. Nell’ambito della comunicazione, ci occupiamo di individuare meglio i pubblici di riferimento e i mezzi migliori per raggiungerli. Questo riguarda principalmente gli eventi promozionali, le relazioni con i media, la pubblicità.”

Cos’è, per lei, l’editoria?
“Un settore dell’economia affascinante e faticoso (come molti altri, probabilmente). Ho sempre avuto l’impressione che l’andamento dell’editoria in un determinato stato possa dirci molto di un popolo, e con “molto” intendo qualcosa che va oltre le semplici abitudini di consumo. Parliamo di un mondo strettamente legato alla cultura, all’educazione, alla comunicazione stessa. Spesso ci troviamo con un occhio rivolto alla fonte delle idee, dell’arte, del prodotto culturale, e l’altro verso i destinatari, quindi il pubblico, i fruitori. Si tratta di svolgere un ruolo di mediazione, ma questo comprende anche scelte precise. In generale, le sfide non mancano.”

Autore e libro ideale?
“Come per tutte le figure, l’autore migliore è la persona capace di un certo equilibrio. La fiducia in se stesso e nella propria opera è una forza propulsiva, ma spesso l’eccessivo ottimismo (quando ci si distacca dalla realtà) è dannoso. Alcuni autori sono ben informati sui meccanismi del mercato editoriale, e questo non può che aiutare, ma allo stesso tempo dovrebbero riporre fiducia nel lavoro che la casa editrice svolge per loro (e per se stessa, naturalmente).
Visto che non esistono formule per un libro perfetto, mi limito a esprimere simpatia per i titoli che, alla prova dei conti, sono riusciti a coinvolgere pubblici differenti, magari in maniera inaspettata. Come un libro per bambini che finisce per essere letto da moltissimi adulti, o meglio ancora un classico che riesce a unire diverse generazioni.”

C’è qualche autore con cui ha lavorato che ha rappresentato un punto di crescita nel suo percorso professionale?
“È chiaro che ogni esperienza, da quella illuminante a quella… drammatica, contribuisce alla crescita professionale. Ma ho conosciuto scrittori dotati di grande inventiva ed esperienza, capaci di migliorare in modo determinante il mio lavoro. Alcuni, vere e proprie “fucine di idee”, mi hanno fatto perfino sentire superfluo! Da questi ultimi si impara moltissimo.”

A quale libro del vostro catalogo è particolarmente legato e perché?
“Sarnus ha recentemente ripubblicato l’Artusi (La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene), un classico della letteratura gastronomica. Per elaborare questa nuova versione è stata utilizzata come riferimento un’edizione del 1931, appartenente niente meno che a mia nonna! Lo percepisco come un libro un po’ familiare…”

Quali strumenti deve mettere in atto un ufficio stampa affinché lo scrittore e il volume possano ritagliarsi nel mercato uno spazio adeguato?
“Perlopiù sono quelli classici, come la diffusione di un comunicato stampa o la gestione accurata delle copie omaggio del libro destinate a giornalisti o figure altrettanto utili per la promozione. Gli strumenti, però, devono essere utilizzati in modo ponderato e mirato. Un fatto importante, nel campo dei libri, è che l’attività di comunicazione non ritaglierà di per sé uno “spazio adeguato” nel mercato dei lettori. Può aiutare, certo, ma in ultima analisi conteranno altri fattori, il primo dei quali è il prodotto stesso.”

Cartaceo e/o eBook: come è cambiato il lavoro di comunicazione con la diffusione del digitale in relazione ai rapporti con la stampa?
“Per la verità, nei rapporti con la stampa è abbastanza usuale fornire i testi, o parte dei testi, in formato digitale. Questo accadeva già molto prima della comparsa degli ebook sul mercato. Il problema dell’ebook in relazione al cartaceo non riguarda tanto l’attività di comunicazione, quanto l’editoria stessa.”

Quali sono le caratteristiche fondamentali per un evento editoriale di successo?
“È banale, ma si tratta di coinvolgere più persone possibile. Eventi tradizionali come le presentazioni dei libri sono sempre una sfida, perché tutto sommato non si può calcolare ex ante quante persone parteciperanno a un determinato appuntamento. Un’eccezione potrebbero essere gli eventi che coinvolgono grandi nomi, personalità pubbliche o simili. Ma anche lì ci sono spesso grandi sorprese: è abbastanza usuale che scrittori di grido si trovino a presentare un libro davanti a cinque o sei persone.”

Ci indichi, brevemente, come avviene un lancio stampa di una vostra novità editoriale.
“Conoscere l’autore, il curatore, o le personalità che stanno alla fonte di un’opera aiuta a comprendere (o immaginare) le potenzialità e i possibili pubblici dell’opera stessa. Questo fornisce una base per scrivere un comunicato stampa, che andrà diffuso tenendo conto di tempistiche più o meno stabilite. Gli eventi promozionali sono solitamente collegati a questo. A volte, anche a seconda del medium di riferimento, è utile fornire delle anteprime o addirittura ricalcolare la tempistica stessa: è chiaro che un quotidiano lavora con tempi diversi rispetto a una rivista o a un blog, e che i meccanismi di lavoro di una testata online sono diversi da quelli di un telegiornale.
Va tenuto conto che il lancio di una novità prevede una serie di attività molto diverse non soltanto a seconda del prodotto, ma a seconda della realtà a cui si appartiene: si tratta di mezzi a disposizione, di aspettative, di rapporti con i media. Chiunque si renderà conto che l’uscita di un saggio di storia locale prevede operazioni diverse rispetto all’ultimo romanzo di Dan Brown…”

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