23ottobre

Garzanti Libri: intervista a Francesca Rodella

L’agenzia letteraria Studio Garamond per la rubrica dedicata ai mestieri dell’editoria, ha intervistato Francesca Rodella dell’ufficio stampa Garzanti Libri.

Come nasce la voglia di fare l’addetto stampa e com’è strutturato il suo lavoro? Ci illustri brevemente la giornata tipo.
Il desiderio di lavorare con i libri mi ha accompagnata per parecchio tempo anche se, come è normale che sia, all’inizio non sapevo esattamente in cosa mi sarei voluta specializzare all’interno dell’ambito editoriale. L’idea era quella, forse più romantica, del redattore che lavora sui testi alla luce di una lampada da scrivania e che rimane immerso tutto il giorno nell’odore della carta. Quando però mi sono iscritta al master post laurea in editoria, ho scoperto che avrei dovuto apportare qualche cambiamento all’idea iniziale. Arrivata al momento di scegliere un indirizzo per lo stage, i professori che mi avevano vista all’opera durante quell’anno, hanno giustamente suggerito un approccio più diretto e concreto all’interno di un ufficio stampa e così è cominciata la mia avventura editoriale. Prima in agenzia letteraria poi, dopo quasi un anno, sono passata in Garzanti. A distanza di anni, posso confermare che il consiglio di orientarmi verso l’ufficio stampa sia stato assolutamente azzeccato!

Ecco la mia giornata tipo: comincio col guardare i giornali/magazine in modo da inviare la rassegna stampa giornaliera con tutto quello che è uscito sui nostri libri. Registro le spedizioni di libri da fare nell’arco della giornata, scrivo/telefono ai giornalisti per parlare dei libri in uscita o per consolidare qualche proposta fatta in precedenza, archivio la rassegna stampa e (tra email a cui rispondere e lavori d’ufficio da chiudere) mi dedico anche alla pagina Twitter della casa editrice. A volte si continua anche dopo l’orario d’ufficio andando alle presentazioni in libreria o a eventi editoriali.

Quali sono i compiti e le competenze principali per un responsabile della comunicazione in ambito editoriale?
Per un addetto stampa è fondamentale il buon approccio con le persone, l’abilità comunicativa, come anche una buona capacità organizzativa, e prontezza nella risoluzione dei problemi e dei contrattempi che spesso si creano. E poi, ultimo ma non certo meno importante, una buona rete di contatti che, unita a un pizzico di fantasia nel momento della pianificazione dei lanci stampa, permetta di trovare il modo migliore per promuovere un libro.

Cos’è, per lei, l’editoria?
L’editoria è un mondo incredibilmente vasto e variegato. Ancora oggi mi stupisco di quante cosa possa contenere. Lo trovo ad ogni modo un mondo molto stimolante, la stragrande maggioranza delle persone che ho conosciuto e che lavorano in questo ambito, sono persone estremamente motivate e spinte da una grande passione. Nell’editoria si incontra la voglia di comunicare su piani anche molto diversi tra loro. Ci sono i libri ma ci sono anche le riviste, i festival, i quotidiani e ormai da diversi anni anche il web che ha dato vita a un altro modo ancora, di essere in contatto e di tenersi informati. Insomma, il mondo dell’editoria ha davvero molto da dare!

Autore e libro ideale?
Come autore e libro ideali scelgo senza dubbio Tolkien e il suo magico Signore degli anelli. Un’opera fantastica piena di spunti di riflessione. Un mondo completo e definito nei più piccoli dettagli tanto da lasciare a bocca aperta. Una fantasia sconfinata e un mondo in cui, a volte, ho davvero bisogno di tornare per sentirmi ‘centrata’.

C’è qualche autore con cui ha lavorato che ha rappresentato un punto di crescita nel suo percorso professionale?
Nell’arco di questi sette anni in Garzanti ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare con tanti autori stranieri e italiani e ognuno di loro mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo. Tutto è esperienza. Di sicuro però, mi sento di dire che il lavoro svolto con Clara Sanchez è stato particolarmente intenso e completo. È stato di certo un bel punto di svolta.

Lavoro con lei da tre anni (dalla pubblicazione del suo romanzo d’esordio in Italia, Il profumo delle foglie di limone) e nell’arco di questi tre anni abbiamo viaggiato in lungo e in largo per l’Italia. Abbiamo avuto Clara ospite qui diverse volte e il rapporto è diventato appagante non solo dal punto di vista lavorativo ma anche personale. L’ho vista crescere come autrice e ho imparato a conoscerla come persona. Ho avuto modo di seguirla in tante presentazioni e anche ai festival. Abbiamo viaggiato per lunghe ore e grazie alle lunghe conversazioni con lei, ho anche imparato un po’ di spagnolo! Lei di sicuro è stata una grande esperienza che ha segnato un bell’arricchimento professionale.

A quale libro del vostro catalogo è particolarmente legato e perché?
In effetti, non è per nulla semplice dare una risposta. Decido allora, di indicare l’ultimo in ordine temporale che mi ha davvero emozionata e si tratta del romanzo di Vanessa Roggeri, Il cuore selvatico del ginepro. Sono un’amante della mitologia nordica e di tutte quelle tradizioni/superstizioni legate a un tempo passato e alla terra. Leggende, fiabe, spiriti dei boschi, streghe… La Roggeri ci porta nella Sardegna aspra e ruvida di fine ’800 in cui seguiamo le vicende della famiglia Zara e della piccola Ianetta che, nata settima di sette figlie femmine è condannata a essere considerata una ‘coga’, una strega vampira che succhia il sangue ai neonati. In queste pagine la tradizione e la superstizione vengono fuori in tutta la loro potenza.

Quali strumenti deve mettere in atto un ufficio stampa affinché lo scrittore e il volume possano ritagliarsi nel mercato uno spazio adeguato?
Oltre al lancio del libro e alla copertura stampa, si possono tenere in considerazione i premi, ad esempio, o i vari e tanti festival letterari che hanno un pubblico interessato e curioso. E poi le presentazioni organizzate in varie città in modo che i lettori possano interagire con l’autore e dargli un volto e una voce.

Cartaceo e/o eBook: come è cambiato il lavoro di comunicazione con la diffusione del digitale in relazione ai rapporti con la stampa?
Per ora devo dire che non c’è stata una grossa rivoluzione del modo di lavorare e interagire con la stampa. Il digitale si fa sentire sicuramente più di prima ma per la maggiore, viene ancora richiesto il cartaceo.

Quali sono le caratteristiche fondamentali per un evento editoriale di successo?
È importante che ci sia una buona diffusione della notizia riguardante l’evento, che la notizia stessa venga ripresa più volte dai vari canali di comunicazione, che si cerchino la sede e le circostanze migliori per fare in modo che l’evento sia centrato e non dispersivo. E poi, come detto sopra, in un momento di grande offerta, riuscire a utilizzare quel pizzico di fantasia che permetta (dove sia possibile) di fornire al pubblico uno ‘spettacolo’ sempre un po’ diverso e accattivante.

Ci indichi, brevemente, come avviene un lancio stampa di una vostra novità editoriale.
A seconda della tipologia di libro che si deve promuovere (saggistica piuttosto che narrativa) vengono individuate le persone che, sulla stampa e sui media in generale, possono essere interessati a trattare un determinato argomento e vengono inviate le copie del libro. Ci può essere l’utilizzo di pubblicità o di inviti alla lettura veicolati dai magazine e l’organizzazione di interviste dedicate prima dell’uscita del volume in libreria. Molto importanti sono anche i canali di facebook e twitter tramite i quali si può avere un contatto più diretto con i lettori e si possono fornire contenuti speciali e rilanciare la notizia dell’uscita in libreria in modo più forte.

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