27marzo

Graphofeel: intervista a Laura Pacelli

L’agenzia letteraria Studio Garamond a confronto con Laura Pacelli, direttore editoriale della casa editrice Graphofeel.

Come nasce la voglia di fare il direttore editoriale e com’è strutturato il vostro lavoro in redazione? Ci illustri brevemente la giornata tipo.
“La voglia di fare l’editore mi è venuta per caso, ma il mio amore per la lettura ha radici antiche: da bambina ero fisicamente pigra e mentalmente irrequieta. Giravo per casa dicendo a mia madre: “Mamma, mi annoio! Che posso fare?” e mia madre mi metteva in mano un libro. Ancora mi chiedo se mi abbia rovinato per sempre dandomi da leggere a otto anni i Buddenbrock…
La mia giornata tipo comincia leggendo le e-mail e rispondendo a tutti, nei limiti del possibile. Poi, verso le 11, vado in casa editrice, ed in genere ho una serie di appuntamenti fino verso le 17. La sera lavoro sui social network e leggo i lavori che mi hanno segnalato i lettori della casa editrice, cari amici che condividono con me questa avventura cominciata nel 2009.”

La filosofia editoriale legata alle vostre collane ha mantenuto la sua idea originale o si è modificata nel tempo, adeguandosi al mercato?
“La nostra filosofia editoriale è rimasta sostanzialmente la stessa, ma ora stiamo abbandonando uno dei nostri settori di interesse, la grafologia, che non riteniamo sia idonea alle richieste del mercato.”

Quali sono i compiti e le competenze principali di un editore?
“Purtroppo amare i libri e conoscerli non basta, occorrerebbe una certa capacità imprenditoriale, che manca a molti di noi, piccoli editori utopisti.”

Cosa rappresenta, per lei, l’editoria?
“Una sfida, una passione e un gran divertimento; per ora solo questo, anche se assorbe gran parte della mia giornata.”

Autore e libro ideale?
“L’autore ideale è collaborativo, capisce che il suo interesse e quello della casa editrice vanno di pari passo, e …non ha crisi di panico prima di ogni presentazione!!!! Il libro ideale è originale, ben scritto, ha una sorpresa a tre quarti del testo e un finale rassicurante.”

Argomento distribuzione. La vostra casa editrice come affronta la promozione e la diffusione del catalogo?
“Abbiamo tre differenti distributori regionali, poi vendiamo tramite il nostro sito, IBS , MailTrade, ecc…Il nostro problema più serio attualmente è riuscire a riscuotere le fatture, che nessuno paga più!”

C’è qualche storia che ancora non è stata raccontata che vorrebbe pubblicare?
“Mi piacerebbe pubblicare una storia d’amore ambientata a Roma nel momento in cui diventa la capitale del regno D’Italia, una “Via col vento” nostrana.”

Quali caratteristiche deve avere il volume affinché possa ritagliarsi nel mercato uno spazio adeguato?
“Credo debba esser scritto tenendo presente che il lettore medio non se la sente di affrontare una scrittura complessa, nessuno è più abituato a leggere testi che richiedano uno sforzo. Oggi un libro per avere successo non deve suscitare nel lettore la sensazione che richieda un impegno particolare, a meno che non si tratti dell’opera di una scrittore molto noto: in tal caso se non altro viene acquistato per essere regalato (a qualcuno che magari non lo aprirà mai…).”

Quali sono i limiti e le potenzialità di una casa editrice indipendente?
“I limiti sono grandissimi: di fatto è impossibile essere realmente presenti sul mercato. Tuttavia, così come continuano a esservi sarti (pochi) in un mondo in cui domina la confezione in serie, è importane che vi siano case editrici indipendenti che svolgono la funzione di testimonianza della diversità.”

Cartaceo e/o eBook: qual è la posizione della casa editrice?
“Stiamo digitalizzando il nostro catalogo, andremo sempre più verso la produzione di e-book.”

Quali sono le novità e i progetti in arrivo?
“Abbiamo appena pubblicato un bel romanzo giallo ambientato nel Rinascimento, I delitti della Primavera, nel prossimo mese usciremo con una saga ambientata nel Connecticut da titolo Un Buddha in giardino. A giugno uscirà il nostro primo libro illustrato, una vera chicca perché è opera di un disegnatore di grande talento, Silvestri Nicolaci. Un storia delicata e direi “sognante” dal titolo Sbadiglio.”

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