Il forte temporale della notte precedente non lo aveva fatto dormire troppo bene, ma ormai la pioggia aveva lasciato il posto al sole, nel cielo dell’alba. 

Come tutte le mattine degli ultimi mesi, anche quel giovedì santo Giovanni fu svegliato alle sei dall’inconfondibile profumo di pane cotto, che saliva dalla strada. Si era ormai abituato all’odore del mare, che gli riempiva la stanza e gli regalava spesso un sorriso. Ma ancora si faceva sorprendere dalla calda fragranza di una pagnotta appena sfornata. 

Una delle tante gioie di quella nuova sistemazione, che gli avevano imposto per punizione.

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Aveva cinque anni Giovanni quando si accorse di avere una strana dote. E poi, crescendo, si chiese spesso come facessero i latini, nel suo caso, ad essere andati tanto vicini alla realtà: in nomen omen. Anche se, in vero, il suo destino più che nel nome era stato sapientemente celato nel cognome: Profumo.

Massimiliano Amatucci

Massimiliano Amatucci nasce il 21 settembre del 1973 a Pomigliano D'Arco (NA). Dopo aver vissuto a lungo nel centro di Napoli, con la famiglia d’origine, ed aver poi trascorso circa due anni a Londra, oggi vive con la moglie a Torre Annunziata, piccolo paese della costa vesuviana. Ottiene la maturità classica presso l’istituto A. Genovesi di Napoli e, laureatosi in Giurisprudenza presso l’Università Federico II, diviene avvocato, professione che tutt’oggi continua ad esercitare. Parallelamente, coltiva la propria passione per la musica e per il teatro, prendendo lezioni di contrabbasso e di recitazione dai maestri Rino Zurzolo e Lucio Allocca e, sin dall’adolescenza, frequenta con costanza la scrittura, che resta la forma d’espressione artistica da lui prediletta e, probabilmente, quella che più gli si addice.