22luglio

Diego Pitea

  • Scritto da: Studio Garamond
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Diego Pitea è nato trentotto anni fa a Reggio Calabria, una piccola cittadina affacciata sul mare, nell’estremo sud Italia, da due genitori meravigliosi. È grazie a loro, infatti, che è cresciuto in lui il germoglio della lettura fino a diventare, negli anni seguenti, una vera e propria ossessione.

Se la sua vita fosse un film, s’intitolerebbe L’uomo del destino o, per i meno fatalisti, L’uomo del caso. È infatti grazie a quelle che il filosofo francese Cournot chiamava serie casuali non lineari che sono accaduti quasi tutti gli avvenimenti più importanti della sua vita.

Ha due figli che adora: “Mollusco” e “Nano”. Il primo romanzo lo scrisse a causa dei postumi di un evento doloroso e tanto per non restare indietro si cimentò con l’incubo di tutti gli scrittori di romanzi gialli: il delitto in una camera chiusa dall’interno. Fu un parto abbastanza travagliato e dopo circa un anno venne alla luce Rebus per un delitto. Il tentativo andò bene dal momento che il libro risultò, nel settembre del 2012, finalista al concorso “Tedeschi 2012” bandito dalla Mondadori che premia il miglior romanzo giallo italiano. Affermazione bissata nel 2014 con il secondo romanzo Qualcuno mi uccida.

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