09dicembre

Uffici stampa: intervista ad Arianna Malacrida

Per la rubrica dedicata ai mestieri dell’editoria, Studio Garamond ha intervistato Arianna Malacrida per cinque anni nell’ufficio stampa della casa editrice Piemme

Come nasce la voglia di fare l’addetto stampa, com’è strutturato il suo lavoro? Quali sono i compiti e le competenze principali per un responsabile della comunicazione in ambito editoriale? Ci illustri brevemente la giornata tipo.
La voglia di lavorare come ufficio stampa nasce dalla curiosità di unire l’amore per la lettura e per la scrittura (due attività molto solitarie) e l’esigenza di avere una rete di relazioni molto ampia e intensa.

La giornata tipo può essere molto variabile ma direi che nella settimana tipo c’è lo studio o la lettura di un nuovo libro da promuovere, una parte creativa in cui si ragiona sugli interlocutori più adatti e ricettivi a quel particolare titolo, un’attività molto intensa di mail e telefonate per capire chi intervisterà il tuo autore o scriverà del tuo libro. Si leggono i quotidiani e le riviste, si cerca di capire quali giornalisti si interessano a cosa, si studiano le recensioni dei libri delle altre case editrici per prendere spunto. E si fa la rassegna stampa della propria, monitorando recensioni e interviste.

Nel frattempo, però, bisogna inserire tutta una serie di richieste impreviste, improvvise, a volte non desiderate che interrompono costantemente il lavoro come lo si sarebbe programmato.

Per fare questo, la testa deve essere in grado di saltare continuamente da una cosa all’altra, essere costantemente ricettiva e in grado di tenere tutto a mente. Bisogna avere moltissima pazienza e i nervi saldi. C’è chi è più portato e chi meno ma è tutta questione di allenamento! E bisogna avere la propensione a lavorare nell’ombra, dietro le quinte.

Autore e libro ideale?
Il mio autore e libro ideale variano molto a seconda del periodo che attraverso. Da addetta stampa, l’autore ideale è una persona che riconosce la tua professionalità ma che è anche in grado di darti idee nuove e suggerimenti. Quando si lavora insieme i risultati sono sempre migliori e le soddisfazioni condivise. Il libro ideale da promuovere non è necessariamente il tuo preferito ma quello che riesce a destare facilmente l’interesse della stampa perché attuale. Da lettrice, libro e autore ideale sono quelli per cui non vedi l’ora di avere un momento libero per proseguire nella lettura.

C’è qualche autore con cui ha lavorato che ha rappresentato un punto di crescita nel suo percorso professionale?
Non ricordo un punto preciso nel mio percorso in cui ho sentito una crescita professionale, ma ho sempre avvertito un processo graduale. Ci sono comunque molti autori che si sono rivelati incontri importanti e illuminanti. Ad esempio con gli stranieri può capitare di organizzare una fitta agenda di interviste e attività concentrate in poco tempo. Tenere tutto insieme gestendo gli inevitabili imprevisti non è facilissimo, ma bisogna avere (e mostrare di avere) sempre tutto sotto controllo, essere precisi e rassicurare le persone con cui si lavora. Di recente, a settembre, ho avuto il piacere di conoscere JR Moehringer, ospite del festivaletteratura di Mantova. Dopo un lungo scambio di mail non sapevo che tipo di persona aspettarmi. Si è rivelato molto disponibile, simpatico, un ottimo oratore. Dal mio punto di vista, per questo lavoro, le capacità relazionali valgono quanto la preparazione sui contenuti, perché è importantissimo trovare il modo di interagire al meglio. Lavorare con molte persone diverse, negli anni, mi ha insegnato ad essere estremamente flessibile ma anche ferma su alcuni aspetti fondamentali.

A quale libro del vostro catalogo è particolarmente legato e perché?
Ci sono molti libri a cui sono legata. Quello più recente è “Le colpe dei padri”, di Alessandro Perissinotto.

Ho finito di leggerlo un giorno in cui ero bloccata in aeroporto a causa di una forte nevicata. All’ultima riga ho spento l’e-reader e mi sono accorta che la sensazione lasciata da quel bellissimo romanzo si stava sintonizzando perfettamente con alcune cose che mi frullavano in testa.

Quali strumenti deve mettere in atto un ufficio stampa affinché lo scrittore e il volume possano ritagliarsi nel mercato uno spazio adeguato?
Bisogna avere occhi e orecchie sempre molto ricettivi per capire quali sono le tendenze di maggiore interesse per i giornalisti e tenersi costantemente aggiornati sui palinsesti radio e tv, sulla composizione delle redazioni e sull’universo dei collaboratori. Anche essere ben preparati sul prodotto che si sta promuovendo è ovviamente fondamentale.

Cartaceo e/o eBook: come è cambiato il lavoro di comunicazione con la diffusione del digitale in relazione ai rapporti con la stampa?
Personalmente non ho visto grossi cambiamenti nei rapporti con la stampa dalla diffusione degli e-book. Da un punto di vista strettamente promozionale il lavoro non è molto cambiato.

Quali sono le caratteristiche fondamentali per un evento editoriale di successo?
Per un evento editoriale di successo non c’è, purtroppo, una formula corretta. Molto banalmente, più cura si mette più è probabile ottenere un buon risultato. Ci sono alcune variabili da tenere in considerazione: i temi trattati, la città, la location, il giorno della settimana e l’orario, gli interlocutori, i materiali e l’attività promozionale. Bisogna valutare tutte queste componenti nel loro insieme e, purtroppo, di fronte a un ottimo lavoro a volte non si ha il riscontro di pubblico desiderato e meritato. Col tempo abbiamo imparato ad organizzare meno eventi ma più curati. Anche la notorietà degli autori gioca un ruolo importante: quando si lavora con scrittori ancora poco conosciuti l’attività promozionale deve essere maggiore, sia verso la visibilità sulla stampa che negli inviti personali.

Ci indichi, brevemente, come avviene un lancio stampa di una vostra novità editoriale.
Il lavoro su un lancio stampa inizia qualche settimana prima che il titolo esca in libreria, ed è molto variabile a seconda che si tratti di un autore esordiente o già noto, di uno straniero o di un italiano. Di solito si condivide una strategia e a volte qualche contatto. Si parte facendo una proposta ai giornali più visibili e più adatti a quel titolo: si può concordare un’intervista in esclusiva, la pubblicazione di un brano come anticipazione o una recensione. Ovviamente si parte dai giornalisti che lavorano coi tempi più lunghi (mensili e settimanali) e si va avanti poi coi quotidiani, web, radio e tv.

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